
Per chi ricorda edizioni neanche tanto lontane nel tempo, inaugurate con opere liriche con regie ed interpreti di alto livello, quella odierna sarà sembrata in “tono minore”; del resto si è arrivati al termine della gestione del sovrintendente Francesco Bianchi, la quale, a dire del medesimo, ha realizzato il risanamento del bilancio. Vedremo cosa ci aspetterà nel prossimo futuro, dato che gli eventi riguardanti la Fondazione del Maggio degli ultimi anni inducono ad essere sempre molto cauti e prudenti, tenendosi ben lontani da proclami ottimistici.
Il concerto inaugurale è stato sotto il segno dei giovani, incarnati dal violinista Michael Barenboim (figlio del celebre pianista e direttore Daniel) e dal percussionista Simone Rubino. Il primo si è cimentato con il Concerto in re maggiore di Brahms, in sostituzione del Concerto di Schönberg in programma, il secondo invece, con la prima esecuzione italiana del Concerto per percussioni e orchestra di Friedrich Cerha.
Sostenuto da un’orchestra in ottima forma e da un Mehta particolarmente ispirato, il poco più che trentenne Barenboim ha esibito una tecnica sicura ed una particolare propensione per un lirismo intenso ed espressivo, che è si è evidenziato soprattutto in alcuni passi del primo movimento e nell’”Adagio”; d’altra parte a Barenboim è mancata una certa verve, quella esuberanza e quello spirito folklorico – si pensi all’”Allegro finale” – , che costituiscono alcune caratteristiche tipicamente brahmsiane. Grande successo di pubblico e bis di Barenboim con un’avvincente interpretazione del Capriccio n. 17 di Paganini.
Il Concerto per violino di Brahms era stato preceduto dall’ouverture del Coriolano di Beethoven, restituita in tutta la sua drammaticità dagli orchestrali del Maggio.
Nella seconda parte, dopo una scintillante lettura della suite n. 2 Daphnis e Chloé di Ravel, in cui anche il Coro del Maggio ha ottimamente figurato, si è finalmente esibito con la sua vasta schiera di strumenti a percussione il giovane Simone Rubino per il Concerto di Cerha. Il brano, di notevole difficoltà tecnica anche per l’orchestra (compresa la sezione delle percussioni, molto attiva), ha messo in mostra l’elevato grado di virtuosismo di Rubino, che per oltre mezz’ora ha “assediato” l’imperturbabile Mehta, avvolto da una fitta schiera di percussioni di ogni tipo. Calorosi applausi anche per il secondo solista, che ha donato al pubblico dell’ODF un funambolico fuori programma durato ben dieci minuti.
All’inaugurazione di questo Maggio erano presenti, fra gli altri, il sindaco Dario Nardella, il vice presidente della Regione Monica Barni, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, il musicista Nicola Piovani e l’allenatore di calcio Cesare Prandelli.
Luca Summer

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