
Alla fine la sinistra doveva decidere: potevano avere giustizia per Giulio o libertà per Patrick. Non sono riusciti a mettersi d’accordo prima della caduta di Draghi, così ha deciso Giorgia Meloni. E soprattutto Antonio Tajani, che della partita era referente e con il responsabile dell’AISE, il servizio segreto esterno, ha seguito le ultime fasi della vicenda. Abbiamo salvato la vita ad un Egiziano di sinistra, accettando che per la morte di un Italiano non paghi nessuno dei dirigenti coinvolti. E soprattutto riaperto il mercato Egiziano, uno dei più dinamici della zona, estremamente ricco di risorse energetiche e in pieno sviluppo agricolo.
La grazia concessa ieri da Al-Sisi allo studente di Bologna (e futuro nostro connazionale, perché ovviamente sì) non è stata un caso e non sarà indolore. Dopo 7 anni di indagini, la vicenda Regeni aveva ovviamente perso inerzia. E pure a sinistra, tra un Patrick vivo e un Regeni vendicato il primo stava prendendo quota. Certo, tutte e due le cose sarebbero state preferite, è ovvio. Ma non potendo avere tutto dalla vita, era difficile pretendere di sacrificare un ragazzo in nome della giustizia per un nostro connazionale, morto in circostanze tragiche durante un soggiorno di studio (con forte carica di attivismo).
C’è, però, una abbondante nota di tragica ironia nella circostanza che un Governo sovranista abbia sacrificato l’onore della nostra nazione, che si farà definitivamente prendere in giro dall’impossibilità di notificare gli atti del processo agli imputati egiziani, per poter salvare uno studente di Studi di Genere dell’Alma Mater di Bologna Egiziano. Portandolo, lo ripeto, probabilmente qua per diventare cittadino. E godendosi le prossime battaglie su immigrazione e diritti fatte dal nuovo beniamino della sinistra contro chi lo ha fatto liberare.
Sia chiaro, è un segno eloquente di quanto poco dittatoriale sia questo Governo, capace di sacrificare i propri valori per salvare la vita ad un futuro avversario. Un gesto da autentica statista, per Giorgia Meloni. Che, però, viene in un momento difficile. Sul tavolo c’è uno scontro tra liberali e conservatori sui reati introdotti ai tempi dell’emergenza nazionale e, in origine, provvisori. Nordio vorrebbe introdurli nel Codice, severamente limitandone la genericità. La magistratura e FdI non vogliono, perché, dicono “non è una priorità”. C’è poi la questione delle concessioni, con i gestori degli stabilimenti balneari sul piede di guerra.
E poi il PNRR, i 75mila sbarchi, il prelievo in conto per le cartelle fiscali scadute, le rogne giudiziarie di Santanché e La Russa. Insomma, un periodo non esaltante per la destra conservatrice. Che, con la liberazione di Zaki realizza un enorme risultato che galvanizzerà sicuramente una parte d’Italia. Quella che non ama la premier e non vede l’ora che cada.
Luca Rampazzo

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