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McConnell e il deficit: tagli al Social Security?

Parlare di possibili tagli a questi indispensabili programmi poche settimane prima delle elezioni è stato un regalo ai democratici poiché rimette a nudo l’ideologia repubblicana.

di Domenico Maceri | 29 Ottobre 2018

“È preoccupante. Ed è causato dai tre programmi assistenziali”. Con queste parole Mitch McConnell, repubblicano del Kentucky e presidente del Senato, spiegava il deficit del bilancio legandolo al Social Security (previdenza sociale), il Medicare (sanità per gli anziani), e il Medicaid (sanità per i poveri) in un’intervista alla Bloomberg News. McConnell ritornava all’ortodossia repubblicana che il governo spende troppo, suggerendo che questi programmi dovranno essere riconsiderati.

Parlare di possibili tagli a questi indispensabili programmi  poche settimane prima delle elezioni è stato un regalo ai democratici poiché rimette a nudo l’ideologia repubblicana. I candidati democratici hanno approfittato per ricordare agli elettori il pericolo repubblicano al Social Security e il Medicare. Un pericolo scampato dal Medicaid che sarebbe stato decimato dalla fallita revoca di Obamacare nel 2017. McConnell però ha ricordato che la revoca di Obamacare rimane un obiettivo del suo partito nonostante la crescente popolarità della riforma sulla sanità approvata dall’ex presidente Barack Obama nel 2010.

I pericoli ai programmi sociali sono chiariti  dalla strategia tipica repubblicana di “sfamare la bestia”, cioè di creare deficit e poi dire che non ci sono soldi. Ce lo confermano i recentissimi tagli alle imposte. La cosiddetta riforma fiscale firmata dal presidente Donald Trump ha ridotto le imposte di 1500 miliardi di dollari con grossissimi benefici ai benestanti e le corporation. Il Congressional Budget Office, l’agenzia non partisan del governo, aveva avvertito che l’allora proposta repubblicana avrebbe aumentato il deficit. I repubblicani avevano detto che i tagli alle imposte avrebbero aumentato la crescita ed avrebbero coperto i buchi creati dalla legge.

Si sono sbagliati, ovviamente. Per l’anno fiscale 2018 il deficit è aumentato a 779 miliardi di dollari, ossia un incremento del 17 percento. Allo stesso tempo le spese per la difesa e i programmi domestici sono stati anche aumentati. In effetti, i repubblicani, che controllano la Casa Bianca e le due Camere legislative, hanno agito secondo le loro priorità tipiche di tagliare le imposte senza preoccuparsi del deficit.

Quando i democratici sono al potere i repubblicani strillano continuamente sul deficit e qualunque programma viene proposto è attaccato con questioni di bilancio. Questa è la tipica ortodossia repubblicana per ridurre i programmi sociali quando sono il partito di minoranza. Quando poi sono al potere le loro priorità cambiano.

È ovvio che si tratta solo di retorica per  continuare a presentarsi come il partito della responsabilità fiscale quando i fatti indicano il contrario. A volte però anche le loro parole  sincere lo confermano. Dick Cheney, vice presidente di George Bush figlio, disse nel 2002 che “i deficit non importano” mentre cercava di giustificare il piano repubblicano sul bilancio del 2003.

Ma il deficit importa specialmente quando è causato da tagli alle imposte dei ricchi che aumentano la disuguaglianza economica. L’agenzia di rating Moody ha recentemente rilasciato un rapporto in cui avverte che la crescente disuguaglianza avrà un impatto “sul profilo del credito americano” e che la disuguaglianza economica potrebbe influenzare la crescita e la sua continua sostenibilità.

La preoccupazione di McConnell è dunque da prendere sul serio ma le sue azioni rivelano nient’altro che ipocrisia. Persino il suo suggerimento che bisognerà rivedere le spese sull’assistenza sociale è fasullo poiché il Social Security e il Medicare non sono “regali” del governo ma diritti guadagnati con anni di contributi lavorativi. Il presidente Donald Trump ha già detto che lui non toccherà il Social Security o il Medicare. Trump, rimangiandosi le parole sulla riforma fiscale da lui firmata, ha detto proprio di questi giorni che vuole un’altra riforma fiscale concentrata su benefici per la classe media. Conferma in effetti che quella già approvata favoriva i ricchi come lui.

Se miracolosamente McConnell riuscisse a fare approvare una legge al Senato per tagliare il Social Security e il Medicare difficilmente andrebbe in porto senza il supporto di Trump. Perché dunque McConnell ha cercato di legare il deficit con l’eccessiva spesa sociale? McConnell è astuto e ha capito che le elezioni di midterm danno buonissime chance ai democratici di ottenere la maggioranza alla Camera. Quindi, il presidente attuale del Senato ha voluto mandare un messaggio ai democratici: qualunque  nuova proposta di spese dovrà penetrare lo scudo del deficit.

McConnell ha detto che il deficit è un problema  bipartisan. Non ha tutti i torti ma quasi. La stragrande maggioranza della responsabilità appartiene al suo partito che lo ha peggiorato con tagli alle imposte e spese eccessive.

Domenico Maceri

Pubblicato in : EditorialeTag: agenzia di rating, anni, anziani, barack obama, bush, casa bianca, elezioni, figlio, governo, intervista, obama, sanità, soldi, tagli

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

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