Il ragazzo non era dei più svegli (lo ammetto), mi stufai e non fui indulgente: dissi che il sesso era come lo sport, se lo praticavo con dimestichezza era perché ci avevo provato, riprovato e riprovato.
Ho riflettuto sull’istinto che mi spinge a ridestinare altrove la merce da combattimento che eccede nei miei armadi (calze, corpetti, reggicalze ed affini… tutti residuati del mio rapporto con l’ex banchiere inglese). In realtà, mi sto comportando come ogni esercito in fuga: mi libero dell’arsenale e nascondo, brucio, elimino informazioni.
La ragione è ovvia: ritengo probabile che (prospetticamente) un uomo possa mettere piede (con frequenza) in casa mia. Le consociamo le domande dei (nuovi) partner e, se maschi, si sa che sono ingenue e dirette (a questioni sessuali, ovviamente). Occorre premunirsi.
Me lo posso figurare con un reggicalze in mano, facendolo penzolare, che chiede con (falsissima) aria distratta (mentre impano la cotoletta pensando alle grane d’ufficio): “Bello, dove lo hai preso? Te lo hanno regalato?” (Oibò). Ovviamente sono test sempliciotti. Il (retro) pensiero è uno: non potendo avere tutto, il totale, pieno, completo, universale, assoluto, globale dominio del tuo passato di femmina (bugiarda), si chiedono a che livello d’intraprendenza (quindi mignottaggine) sei arrivata con “quello là” (.. si parla sempre del penultimo). La lingerie nell’armadio può essere (lo riconosco) un indizio.
Ora, se hai a che fare col maschio ficcanaso (solitamente credulone e permaloso), e tenuto conto che stai impanando cotolette riflettendo sulle avversità professionali, è determinante mentire, sminuire, eclissare, ridimensionare, deviare, confondere (con i fumogeni del caso), ma precauzionalmente, accertati di ridurre (al necessario) la lingerie “operativa” (appunto… quello che ho fatto sabato, con le amichette, passando anche un pomeriggio divertente).
Io non credo sia questo il caso del mio Mr X, però ricordo un breve (antipatico) interrogatorio sull’argomento, avvenuto qualche annetto fa.
Il ragazzo non era dei più svegli (lo ammetto), mi stufai e non fui indulgente: dissi che il sesso era come lo sport, se lo praticavo con dimestichezza era perché ci avevo provato, riprovato e riprovato. Seppure a livello amatoriale (!!!) e non professionale, mi ero comunque allenata assai, cambiando spesso allenatore! Rimase basito dalla mia spazientita ruvidezza. Lo accarezzai e gli dissi che scherzavo (poverino).
Comunque, in fondo ad un cassetto (per un motivo misterioso) ho ritrovato una di quelle letture universitarie che più mi affascinarono: il buon Max Weber e la sua etica protestante (e lo spirito del capitalismo… che non abbiamo in Italia). Era sotto gli slip, accanto ad un pacchetto di (santi) preservativi. Spero che Max abbia gradito l’intimità che (involontariamente) gli ho concesso. Non lo avevo mai valutato il quel senso, ma ammetto che i suo fascino intellettuale è davvero portentoso. A vederlo da giovane non sarebbe stato neppure male (fisicamente). Comunque, già sposato e pure a miglior vita… quindi fuori tiro (per ora)

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