Siamo davanti ad un Paese spaccato; ad un popolo, quello moderato, ad oggi ancora diviso; alla preoccupante crescita dell’estrema sinistra nel suo complesso; ad un sostanziale pareggio tra le due coalizioni. Il sistema proporzionale ha comunque dimostrato che il Paese vuole essere governato dai partiti moderati che difendono le tradizioni culturali e politiche sia di formazione cristiana sia di ispirazione laica, che difendono la scelta di politica estera di stare con l’occidente, che desiderano una nuova fase politica in cui venga emarginato l’estremismo sempre più forte della sinistra, non possiamo sottrarci ad una seria e sincera riflessione.
Il Paese necessita dell’unità politica dei moderati, i cui interlocutori politici oggi sono in gran parte rappresentati da Forza Italia, UDC, AN. Solo una valorizzazione della nostra comune identità “popolare” potrà dare concretamente la possibilità al Paese di rinascere. Solo creando due coalizioni che rispecchiano le divisioni politiche europee sarà possibile portare alla conclusione questa transitoria seconda repubblica.
Al contempo non deve essere sottovalutata l’ipotesi di una rinascita dell’unità liberal – socialista. I partiti che si richiamano al socialismo craxiano, alla filosofia liberale di Croce, ai valori repubblicani di Spadolini, potranno essere gli amici con cui condividere una fase di transizione politica, al fine di portare a piena maturità il bipolarismo italiano e a rendere possibile la riunificazione delle forze politiche che hanno garantito lo sviluppo ed il progresso a tutto il Paese nell’era repubblicana.
La coalizione del centro sinistra dal 1994 ad oggi si è unita solo ed esclusivamente sull’antiberlusconismo. Questa la causa vera della divisione del paese. Davanti al pareggio elettorale, oggi la politica deve tornare a confrontarsi per cercare soluzioni condivise sui valori e sui programmi, sulle grandi sfide che il paese dovrà affrontare. Su questi temi la politica dovrà trovare la soluzioni all’empasse provocato da questo pareggio elettorale. Se sarà capace di trovare nuove sintesi, rimescolando se necessario anche gli schieramenti, nascerà una terza fase repubblicana in cui gli elettori potranno emarginare gli estremismi, rendendo liberi dai ricatti i due schieramenti. Oggi, specie per la sinistra, il successo di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani è il preludio al ritorno di una politica statalista, illiberale, assitenzialista e autoreferenziale.
Maurizio Dinelli

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