
Oggi Matteo Renzi con un articolo su il Riformista e in una intervista a Repubblica di Giuliano Foschini (i testi integrali sono consultabili nella sua enews 883)
https://www.matteorenzi.it/renzi_politici_e_giornalisti_spiati_ora_il_governo_faccia_chiarezza?utm_campaign=enews_883_nog_3&utm_medium=email&utm_source=italiaviva) 1p.l.pl
si erge a paladino della libertà e della privacy dei giornalisti e politici.
Prendendo spunto da quanto Luigi Bisignani e Paolo Mandron scrivono nel libro appena uscito ” I potenti ai tempi di Giorgia” https://www.chiarelettere.it/libro/i-potenti-al-tempo-di-giorgia-luigi-bisignani-9788832966336.html
Renzi segnala che secondo quanto emerge dal libro giornalisti e politici potrebbero essere stati oggetto di attenzione nell’ ambito delle cosiddette intercettazioni preventive “a strascico” da parte dei servizi segreti italiani.
A proposito di queste intercettazioni Renzi parla di una “pesca a strascico” giuridicamente possibile (la legge prevede l’ autorizzazione preventiva del Procuratore Generale della Corte di Appello di Roma ndr), ma “eticamente molto discutibile”.
Se parliamo di dimensione etica a me sorge spontanea una domanda: da che pulpito viene la predica?
Per Matteo Renzi non è “eticamente molto discutibile” la sua presenza nel board della fondazione saudita FFI?
https://fii-institute.org/team-member/senator-matteo-renzi/ .
Non lo chiedo a Matteo Renzi senatore, non lo chiedo a Matteo Renzi leader di Italia Viva, ma a Matteo Renzi giornalista.
Mentre il City Council di Los Angeles cambia il nome della via dove è collocata la rappresentanza consolare dell’ Arabia Saudita e dedica la strada a Jamal Kashoggi
cosa impedisce a Matteo Renzi di dimettersi dal board della FII per essere coerente con le sue esternazioni etiche?
Marco Mayer
Marco Mayer

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