
Pina Picerno dice a Matteo Renzi che primarie o non primarie, vinte da Conte o non Conte, una coalizione a metà e qualcosa di più schierata con la Russia direttamente o che avvantaggia la Russia non può essere oggi la “casa” dei riformisti e dei liberali.
“Matteo, il problema non sono le primarie. Il problema è cosa si porta dentro una coalizione e quali confini politici e morali ci si dà.
In tutte le democrazie esistono culture progressiste diverse. Ma in nessuna democrazia seria si considera normale mettere ai voti se sostenere un aggredito o favorire un aggressore.
A dimostrare che non possono essere le primarie a stabilire o rimuovere le linee rosse della difesa della libertà, della democrazia e dello stato di diritto sono proprio gli esempi che fai. Sono diversi Obama e Sanders, sono diversi Biden e Ocasio Cortez, ma nessuno di loro pensa che occorra disarmare Kyiv per avvicinare la “pace” che Mosca pretende e nessuno di loro ha mai messo in discussione il sostegno politico, economico e militare alla lotta per la libertà e la dignità di quaranta milioni di ucraini.
Quello lo ha fatto Trump, con cui immagino in Italia tu non accetteresti di organizzare le primarie progressiste.
Il pluralismo è una ricchezza. L’ambiguità sui principi fondamentali no. Europa, Stato di diritto, atlantismo, difesa della libertà dei popoli aggrediti non sono dettagli di programma da affidare a un’elezione primaria: sono le fondamenta di qualsiasi alternativa democratica.
Le primarie possono scegliere una leadership, non cancellare incompatibilità politiche profonde. Prima ancora del candidato serve chiarezza sul progetto. Perché non basta vincere le elezioni: bisogna sapere per fare cosa e con chi”.
Marco Taradash

Il problema sono i censori travestiti da centristi e liberali.
Viviamo in tempi oscuri e in un mondo al contrario.
L’ipocrisia regna sovrana.
Fortunatamente ho smesso di seguire i liberali da tempo e li ho smascherati presto.