
La Verità, uno dei due quotidiani che lavorano per la propaganda di Putin in Italia (l’altro è il Fatto) continua a sparare a zero su Mattarella e ribadisce la sua tesi del complotto organizzato al Quirinale.
Il tentativo di creare una spaccatura che frantumi l’assetto istituzionale e renda l’Italia malleabile davanti all’imperialismo russo è evidente.
Solo l’ingenuità di una classe dirigente cresciuta fra le marcette giovanilistiche dei balilla, le mascherature da ufficialetti nazisti e il vittimismo degli underdog poteva caderci senza capire che lo scossone auspicato davanti a un piatto di maccheroni da un funzionario del Colle si stava avverando per mano loro.
Meloni, se pur tardivamente, se ne è resa conto e stamani si è recata in pellegrinaggio al Colle per una visita che non può essere interpretata se con come una professione di lealtà e offerta di scuse. Il significato politico della visita è chiaro: riconoscere l’errore, rassicurare il Capo dello Stato e tentare di ricucire uno strappo che non avrebbe mai dovuto verificarsi.
Ancora una volta si è capito che la presunta stabilità del centrodestra e del governo dipende esclusivamente dalla sua capacità di comprendere e correggere i passi falsi cui è spinta dalla sua storia e da un gruppo di fedelissimi sprovvisti di cultura di governo e di mestiere democratico.
Marco Taradash

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