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Mattarella Meloni e l’ultimo degli underdog

La Verità, uno dei due quotidiani che lavorano per la propaganda di Putin in Italia (l’altro è il Fatto) continua a sparare a zero su Mattarella e ribadisce la sua tesi del complotto organizzato al Quirinale. Il tentativo di creare una spaccatura che frantumi l’assetto istituzionale e renda l’Italia malleabile davanti all’imperialismo russo è evidente. Solo l’ingenuità di una classe dirigente cresciuta fra le marcette giovanilistiche dei balilla, le mascherature da ufficialetti nazisti e il vittimismo degli underdog poteva caderci senza capire che lo scossone auspicato davanti a un piatto di maccheroni da un funzionario del Colle si stava avverando per mano loro.

di Marco Taradash | 20 Novembre 2025

La Verità, uno dei due quotidiani che lavorano per la propaganda di Putin in Italia (l’altro è il Fatto) continua a sparare a zero su Mattarella e ribadisce la sua tesi del complotto organizzato al Quirinale.

Il tentativo di creare una spaccatura che frantumi l’assetto istituzionale e renda l’Italia malleabile davanti all’imperialismo russo è evidente.

Solo l’ingenuità di una classe dirigente cresciuta fra le marcette giovanilistiche dei balilla, le mascherature da ufficialetti nazisti e il vittimismo degli underdog poteva caderci senza capire che lo scossone auspicato davanti a un piatto di maccheroni da un funzionario del Colle si stava avverando per mano loro.

Meloni, se pur tardivamente, se ne è resa conto e stamani si è recata in pellegrinaggio al Colle per una visita che non può essere interpretata se con come una professione di lealtà e offerta di scuse. Il significato politico della visita è chiaro: riconoscere l’errore, rassicurare il Capo dello Stato e tentare di ricucire uno strappo che non avrebbe mai dovuto verificarsi.

Ancora una volta si è capito che la presunta stabilità del centrodestra e del governo dipende esclusivamente dalla sua capacità di comprendere e correggere i passi falsi cui è spinta dalla sua storia e da un gruppo di fedelissimi sprovvisti di cultura di governo e di mestiere democratico.

Marco Taradash

Pubblicato in : Editoriale

Info Marco Taradash

Marco Taradash, livornese è un giornalista, liberale di tendenza radicale, già deputato europeo e nazionale coi radicali, poi con Forza Italia, presidente della Commissione Rai dal 1994 al 1996. Fondatore e promotore della Convenzione per la Riforma Liberale (1995) con Giuliano Ferrara, Lucio Colletti, Dario Antiseri, Marcello Pera, Piero Melograni, Giorgio Rebuffa, Raimondo Cubeddu, Gaetano Quagliariello e altri, poi dei Riformatori liberali (2005) con Peppino Calderisi, Benedetto Della Vedova, Emilia Rossi, Carmelo Palma. Promotore di vari referendum, da quello per la depenalizzazione dell’uso personale di droghe proibite (1993) a quello per l’abolizione della quota proporzionale delle legge detta Mattarellum (1999, per l’uninominale secca, insomma). Votò sì alla riforma costituzionale il 4 dicembre 2016. Non condivise poi l’alleanza della Lista Bonino-+Europa col Pd e fondò Centromotore. Partecipò alla successiva nascita del partito +Europa, si candidò alle Europee, sostenne il voto contrario di +Europa al governo giallorosso. Crede alla necessità di una forza liberaldemocratica alternativa al fasciosovranismo e al populismosinistro.

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