
Un omaggio allo “scultore dei luoghi” Mauro Staccioli artista, uno dei più celebri nel panorama dell’arte internazionale è dettato dall’apertura permanente del Museo Archivio che porta il suo nome.
Nel seicentesco ex Oratorio del Crocifisso della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra riunite quaranta opere progettuali in scala ridotta di Mauro Staccioli in un suggestivo allestimento espositivo che delinea –attraverso immagini, disegni, schizzi, prototipi, piccole opere plastiche- il periodo che va dal 1972 al 2009.
Mauro Staccioli (Volterra, 1937-Milano, 2018) è celebre per un linguaggio artistico semplice con la realizzazione di opere monumentali che animano luoghi, borghi, piazze, parchi, paesaggi marini,e campestri e parallelamente in molti giardini e dimore di collezionisti privati…
Gli inizi della formazione artistica di Staccioli propendono per scelte informali vicine alle lezioni di Alberto Burri, Lucio Fontana, Jackson Pollock. Nel 1968 da Volterra città natale si trasferisce a Milano nel 1968 elabora nuovi stili di ricerca nell’ambito della tridimensione indirizzandosi verso una scultura disegnata, una scultura-segno che si pone in relazione con l’ambiente, gli spazi urbani.
Staccioli, è considerato il Pioniere dell’Arte Ambientale, tutti quelli che sono venuti dopo di lui ne hanno appreso la lezione ma non ne sono gli inventori… le istallazioni e le sculture di Staccioli si pongono in una magica e indissolubile relazione con l’anima dei luoghi, del paesaggio, della natura.
Spesso l’arte di Staccioli necessita di essere letta ed interpretata in maniera attenta, da parte della società. A volte, la collocazione delle sue opere sono utili al fine di far conoscere spazi che attendono d’essere rivalorizzati e recuperati in tutta la loro bellezza
. Il messaggio che ne deriva è comunicare attraverso una forma creativa di scultura che sottolinei “l’idea-costruita” dell’artista capace di esprimere – con l’uso materiali semplici come il ferro, e cemento- una trasformazione quasi alchemica in un interessante linguaggio creativo universale.
Nascono così la serie delle imponenti ma nel contempo leggiadre opere plastiche e istallazioni intitolate “Anelli concentrici rossi”, Sfere metafisiche” “Tondi in precario equilibrio”. che adornano gli esterni di spazi museali, città e contesti urbani.
Tra le altre celebri istallazioni si ricorda l’imponente e indimenticabile “ Opera- Muro “di cemento, scultura alta 8 metri posta all’ingresso dei Giardini della Biennale di Venezia realizzata nel 1978 su invito dello storico dell’arte Enrico Crispolti curatore dell’edizione omonima dal titolo: “Dalla Natura all’Arte. Dall’Arte alla Natura.”
Laura Novello
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