La ricerca pittorica appartenente a Mario Schifano (Homs-Libia ,1934 Roma, 1998) è caratterizzata da un personale ed originale linguaggio espressivo.
Sperimentazione, dinamicità della materia – colore, sono alla base delle creazioni. Forme e immagini si susseguono nella narrazione e nel mutamento visivo, lo stesso che intreccia, quotidianità, arte e vita.
Sino al 12 luglio 2026 al Palazzo delle Esposizioni della Capitale visibile l’ampia retrospettiva che delinea attraverso 100 opere il Progetto Schifano. Realizzata da Azienda Speciale PalaExpo, Gallerie d’Italia, Banca Intesa e main sponsor Eni con la collaborazione della Fondazione Silvano Toti.
L’artista romano è una delle figure più significative, eclettiche ed innovative del panorama dell’arte popolare del secondo Novecento.
Attraverso le principali invenzioni visive di Schifano la mostra mette in luce gli aspetti più significativi della ricerca dell’artista, a partire dagli esordi negli anni Cinquanta; con opere informali e materiche, la serie de I monocromi del 1963 per poi arrivare alla sezione espositiva che delinea opere- iconografie realizzate tramite il linguaggio sofisticato fotografico e filmico o televisivo…
Non sono mancati riferimenti e citazioni – in molte opere di Schifano- ai protagonisti dell’arte del Novecento; dai Futuristi a Malevic. Alcuni dipinti intitolati Futurismo rivisitato, ritraggono nelle tele in “stile Schifano” le figure del movimento europeo del xx secolo, da Marinetti, Carrà, Russolo, Balla a Boccioni e Depero
Schifano ha attraversato la scena italiana artistica italiana inventando un pensiero, una leggerezza d’insieme, una pittura originale, innovativa, cambiando continuamente stile, tecniche esplorando e “rigenerando” l’atto artistico con progetti utili all’osservatore per guardare, riflettere attraverso l’uso sconfinato di linguaggi diversi: oltre la pittura, oltre la fotografia, oltre il cinema.
Laura Novello



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