Spiaggia che vai usanze che trovi. Spesso diverse e molto particolari. In Versilia ci sono capanni sull’arenile con cassepanche pregiate e lettini d’epoca e ti sembra di stare in un villaggio, sul litorale tra Marche e Abruzzo ombrelloni essenziali con vita sul bagnasciuga. Ognun trova il suo equilibrio.
Ma ci sono cose che al mare non si debbono fare, sulla costa romagnola come in Versilia, nel Cilento come nel Salento, sul litorale ligure come in quello friulo-veneto. Ne riassumiamo cinque, da ricordare in questa settimana di vigilia del ferragosto 2018. Mare, cinque cose da non fare. Per igiene, sanità e buongusto. E, perché no, pure per educazione che sarebbe bello ricordare e applicare più spesso.
Uno. Il mare non è una toilette. Dovrebbe essere scontato ma spesso non lo è. Quindi non si può usare il mare come se lo fosse, e anche le mamme o le nonne che fanno fare la pipì ai bambini più o meno piccoli dovrebbero sapere che l’igiene non ha età. E pure il decoro.
Due. Il mare e la spiaggia non sono una discarica. Se ti “scappa” l’assorbente intimo cara ragazza o signora fai in modo di recuperarlo perché vederlo galleggiare tra una nuotata e un tuffo non è proprio bello. E quando tra un ombrellone e un lettino ti concedi un gelatino o un fruttino devi fare in modo che il cartoccio o il cartoncino non finiscano nella sabbia ma nel bidoncino. I cestini porta rifiuti sono lì apposta. Per non parlare della plastica che non va lasciata nemmeno un attimo in giro perché com’è noto finisce in mare e fra qualche tempo la mangiamo nella spigola.
Tre. Il mare è bagnato e la sabbia bagnata si attacca alla pelle. Da tenere presente quando si passeggia a un metro dal bagnasciuga. Sopprattutto da parte di quelle ingioiellate e truccate signore che scambiano la riva del mare per una passerella di moda. Inevitabile che un gruppo di ragazzini correndo verso le onde possano schizzare qualche goccia e grumi di sabbia sui lombi dorati delle astanti. Non si impreca verso il mondo se arrivano tre gocce improvvise. L’alternativa è la montagna con scarponcini e pantaloni di fustagno.
Quattro. Se hai o noleggi una tavola, moda che va molto di moda in queste settimane anche sulle coste nostrane, devi evitare di dare tavolate sulle braccia e sulla testa dei bagnanti limitrofi. E’ bello provare il proprio equilibrio sulla tavola in mare ma è altrettanto sacrosanto garantire l’equilibrio fisico-mentale agli ignari bagnanti che ti stanno accanto. Consiglio: prima di issarti come un pennone sulla tavola guadagna il largo magari in ginocchio o coricato e quando sei a distanza di sicurezza innalzati quanto vuoi. Tanto poi cadi alla prima onda forte. Ma almeno non hai fatto vittime.
Cinque. Se porti un parrucchino caro bagnante di una certa età assicurati che sia ben connesso al cuoio ex capelluto perché alla prima ondata malefica il parrucchino rischia di lasciarti e galleggiare come un topo morto in mezzo al mare. Magari non sarà un problema strettamente igienico ma non è certo bello da vedere.
Buon bagno e non fumate sulla riva. Che senso ha venire al mare e la solita sigaretta respirare?
Fabrizio Binacchi

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