Complimenti al sindaco di Roma. La Virgin assolta perchè il fatto non costituisce reato.
Il giudice dichiara che il fatto è stato compiuto proprio dall’imputato lui, non può essere considerato un illecito penale perché manca dolo, colpa o preterintenzione.
“Forza Virginia”sogghigna Giggino, soddisfatto, sottolineando di averla sempre difesa e di avere sempre creduto in lei. Naturalmente commenta l’assoluzione su Facebook. Ma il ministro dello Sviluppo Economico attacca i media, auspicando un’informazione a 370°. Proprio come già espresso da Lezzi, Salentina e grillina della prima ora, nonchè ministro del sud. Ma, si dice, potrebbe essere fake, per avere inteso male l’idioma nel video che la riprende, oppure semplice lapsus. Se non avesse già regalato una perla fra le perle per aver affermato che la ripresa economica era causata dall’aumento dell’utilizzo dei condizionatori d’aria contro il caldo. D’altro canto ha un cognome che è tutto un programma. E sentire il suo faccia a faccia è davvero patetica e anche un po’ inquietante. Certo non all’altezza del ruolo che ricopre senza averne facoltà apparente.
Peccato che Il regolamento interno ai penta, il magno codice etico, nella sua versione precedente del 2016, prevedeva che bastasse essere indagati per doversi fare da parte, con l’ineleggibilità o se già eletti, con le dimissioni.
Attacca dunque il sistema dell’informazione, il vicepremierino, definendo i giornalisti “infimi sciacalli”. Per altro quando attaccavano e attaccano pesantemente gli avversari vengono lodati. Ogni giorno, per due anni, incalza, ” con le loro ridicole insinuazioni, hanno provato a convincere il Movimento a scaricare la Raggi”. Oh bella, ma proprio lui aveva sostenuto questa tesi. Se le cantano e se le suonano. Ancora più incalzante il giovingirovago Dibba, stravaccato sotto la palma, con la sua sempiterna aria supponente e annoiata da tutti questi problemi italici che non lo tangono più di tanto. Ma durissimo contro i giornalisti, su facebook, che definisce pennivendoli e “puttane che non si prostituiscono neppure per necessità, ma solo per viltà”.
Dal canto suo il ministro dell’Interno e e vicepremier tuona, col vocione meneghino, “Ora giudichino i cittadini. È una buona notizia, non siano le sentenze e i magistrati a decidere chi governa e chi va a casa”. Mentre Beppe il Grillo urlante ha rilanciato, immancabilmente dal suo profilo, il tweet con cui, dopo l’assoluzione della Virgin, rilancia insieme ai sodali l’hashtag #atestaalta.
Questo l’assaggino di minestrone riscaldato che metaforicamente rappresenta, nella cornice dell’esecutivo, l’accozzaglia di comici parapolitici e cariche istituzionali. Locali e nazionali. Che davvero non sanno dove stanno.
Ciliegina sulla torta l’Interno che tuona e ripete più volte “mi son rotto le palle” dimenticando camorosamente di essere un Ministro della Repubblica Italiana.
Per la serie un colpo al cerchio e un colpo alla botte il ministrino dello svilippo economico inconsistente, ignora quello più sostanzioso dell’economia e si sostituisce a lui mostrando ottimisticamente fiducia nei confronti di una eventuale multa da Bruxelles e aggiunge di credere nel dialogo dato che Tria “ha contestato le previsioni della Commissione, perché pensa che dal punto di vista econometrico siano sbagliate. Ma si riserva allo stesso tempo di spiegare a Bruxelles i punti di partenza di questo Governo che partiva dal 2 di deficit senza far nulla”. Ecco.
Inoltre “Il debito non deve rappresentare una colpa degli italiani. Il nostro obiettivo è ridurlo facendo degli interventi che ridanno diritti ai cittadini, col massimo dialogo con l’Ue e mai oltre il 2,4% di deficit che abbiamo fissato nella legge di bilancio. La garanzia che diamo è che il 2,4 è il termine massimo di deficit e saremo pronti a garantirlo e ad intervenire quando servirà nella legge di bilancio”. In conferenza stampa estera. Questi sì che son discorsi di altissimo livello. Vero è che l’economia non è la mia materia, e, proprio per questo rimango basita. Perchè loro sono quelli vicini ai cittadini. Sarebbe davvero utile che parlassero in modo chiaro e trasparente, nella comprensione primaria e autoctona di quello che stanno dicendo in modo da trasmetterlo e farlo capire in modo adeguato al popolo.
Ma esporre pensieri che non ci appartengono e non si comprendono è sempre arduo. E di difficile trasmissione e comunicazione a terzi.
Carla Ceretelli

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