Manicomio post elettorale
Pubblicato in : Editoriale, Il punto del Direttore
Info Nicola Cariglia
Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Prima di cantare vittoria per gli effetti benefici della riforma del lavoro, si dovrebbe esaminare caso per caso quanti sono stati gli imprenditori così stupidi da aver assunto nuova manodopera pur nella stagnazione della domanda del proprio prodotto. E si constaterebbe che i 159.000 ” nuovi ” assunti appartengono a settori produttivi attivati dai prevedibili cicli macroeconomici del mercato dove la riforma del lavoro non ha alcun peso. Ma per completare la cronachetta delle quotidiane stupidità valga a riassumere il delirio italiano la ” Bella ciao ” intonata ai funerali del povero Piccolini ucciso dalla camorra a Formia, con la scusa che la canzoncina piaceva tanto alla vittima, in realtà a conferma che nell’immaginario di un popolo cattolico bisognoso di Satana, dopo il male assoluto del fascismo, e poi del comunismo toccò alla cosiddetta criminalità organizzata. Chi sarà il prossimo Satana? Salvini è già in pole position.
Paolo, il voto della camorra e di tutta la criminalità ex organizzata ma molto fai-da-te, oggi pende sulla ex sinistra. Come vedi siamo la nazione degli ex in tutto e per tutto, ma non si sa ex rispetto a cosa.
Comunque questo manicomio post elettorale ha finalmente arrestato la “marcia trionfale” dell’arroganza e della maleducazione incarnata. Chi la fa, l’aspetti, si dice! Ma come volevais dimostrare, i renziani trinariciuti e malonesti (vedi le elezioni in Liguria con le primarie taroccate e inciuciate) insistono che va tutto bene e che vanno avanti fino al 2018, o forse fino al 2081.
Questa tornata elettorale, segna invece il tracollo di Renzi & C.
Sulla Moretti ve ne dico una, anche lei asfaltata in Veneto, il suo tour era definito dalla mia famiglia a Padova e Venezia, il “Giro dell’Oca”. Il video che la ritrae in auto mentre Renzi guida una cosa da televendita di pentole, pietoso.
La Moretti a Vicenza col PD ha collaborato a distruggere l’orchestra del conservatorio di musica, sostituendola con un “progetto” di studenti schiavi, con prove dal lunedi al venerdi, tenetevi bene, per 250 euro lordi a settimana! Questo per dire come mai la gente, quella vera e non quella delle Leopolde, l’hanno asfaltata.
Si vergognino, sulla Campania, un popolo che elegge condannati e indagati non è vittima ma complice.
La Strada per m5S è spianata come (a mio avviso purtroppo) quella della Lega.
Ma signori miei, parliamo delle chicche vere invece di fingere di criticare ciò che si appoggia. E torno a dire che la chicca vera di ieri è stata l’adunata buonista alla Camera, luogo deciso e deputato non so da chi per queste trovate miserabili. Nessuno stigmatizza che l’apoteosi del servizio civile sia stata organizzata il 2 giugno, giorno della forza armata che a furia di essere snellita per interventi rapidi, tattici e pacificatori non esiste più. Naturalmente la giustificazione è la nostra vocazione alla pace, soprattutto per non obbligare i ventenni già vecchi a perdere un anno di vita, ma piuttosto a spenderlo per l’ipercomunicazione permanente, per inseguire la pornografia su internet, frequentare le sale giochi, raduni rave, le autostrade, o le baggianate della cultura, e le eccellenze inventate dove ovviamente il genio italiano rifulge nel ricerchismo planetario per la salvezza dell’umanità, sia dove sia, a Barilocha o a Timbuctù, mai sotto casa. Il tutto condito dalla martellante richiesta di denaro di associazioni assillate dall’allungarci la vita nostra e quella della nonna, senza il sospetto che le due vite tra loro possano geneticamente collidere. E poi arriva in soccorso dell’Italia buona la retorica della pubblicità “filosofica e umanista”, scatenata dalla repubblica vaticana in cui viviamo, e il tutto sotto gli occhi eternamente lacrimosi a rischio di infiammazione francescana delle migliaia di Boldrini messe a pilotare il nostro sentire, mamme buone, tanto buone. Non più armi, non più guerre, viva il servizio civile planetario, viva i trastulli del cristianesimo realizzato dalla tecnologia. Viva il delirio da Assisi turistica, e se l’Isis avanza che importa? Ci penseranno gli States o marines della Royal Navy già pronti davanti alla Libia, ci penseranno loro a difenderci togliendoci un’altra bella fetta di sovranità.
De Gustibus Nicola….ma apparte che finalmente è il primo politico guardabile (e scusa se non è poco), si farà e ha talento, l’ho ascoltato in diverse occasioni e mi ha convinto. Non credo sia da sottovalutare in ogni caso.
La Pivetti…lasciamola perdere.
Scusa Paolo ma non posso trattenermi. Lo vedo bene come vice-Pivetti.
il nome te lo do io Nicola, si chiama Luigi Di Maio, e ti posso assicurare che questo ragazzo (giovane davvero) ha charme, sale nella zucca e mi sembra onesto. Cosa vuoi di piu’?
Paolo, il regime che si sta instaurando in Italia lo abbiamo visto oggi nell’adunata alla Camera per il servizio civile universale e l’Italia solidale, tutti in candida uniforme cattotutto, la Boldrini maestrina sempre più eccitata dal buonismo che gronda ovunque insieme al vecchio Poletti cooperativista per tutte le stagioni. E’ il regime cattolico contro cui nessuno reagisce perché non si sa da che parte prenderlo, metapolitico solo perché proteiforme non certo per progetto, è il regime delle libertà assolute dove tutti con indulgenza potranno fare ed essere tutto, dal momento che saranno completamente annullati. Ecco i papa boys del polacco oggi cinquantenni che incitano i giovani a diventare nomadi cosmopoliti, ossia gli spostati di domani. E su tutto aleggiano le due parole più masticate e traviate del nostro tempo, pace e cultura!
Caro Marzio,
Sei molto più idealista di me. Ove tu vedi ingenui creduloni innocenti io scorgo opportunisti indecenti. Pronti come sempre a cambiare cavallo.
Ma nemmeno l’individuo di Palazzo Chigi è mai stato un sostituto credibile, finché su di lui non si è formata una claque indecorosa col trasloco dalla DC nel PD da cui troppi si sono fatti ingannare. A parte le ” c ” aspirate che fanno tanto innovatore scanzonato, forse il nostro era più qualificato come sostituto d’un Passera, d’un Salvini, d’un Draghi, d’una Meloni e di tanti altri dello stesso PD? Che curriculum politico aveva costui per essere un sostituto, se non ex sindaco farfarello di Firenze? E allora perché non un Emiliano, o lo stesso Rossi o il presidente della regione Piemonte, che almeno hanno fatto gavetta vera? Dietro l’individuo di Palazzo Chigi sta il tumore maligno di una claque talmente ingenua da essersi creduta e da credersi ancora lungimirante. E i nomi fatti sono solo alcuni, che Mattarella per emanciparsi dalla condizione di clone dovrebbe prendere per mano e prepararli alla prossima chiamata, dopo che la democrazia rappresentativa sarà stata ripristinata con libere elezioni non inquinate dai sogni generazionali di una qualsiasi claque locale. A meno che non sia tutta una commedia delle parti.
Da anni conduco una incessante campagna contro la teoria idiota dell’ultima spiaggia: figurarsi se posso pensare che ci siano personaggi insostituibili. Dico solo che non vedo al momento il sostituto. Se qualcuno lo ha individuato, fuori il nome…
tutto vero e condivisibile il commento di Marzio, c’é purtroppo poco da aggiungere, ma non mi farei illusione alcuna per Giorgio Mortadela (cosi è stato chiamato Mattarella in visita all’estero…), visto che la sua scelta voluta tenacemente dal Gianbabbeo era ben calcolata, un Frenkestein democristiano che esce dal sarcofago del Quirinale per le occasioni, poi la ritorna e riposa in pace, dicendo banalità buoniste ancora meno incisive del vero Presidente, Bergoglio.
Amen.
Caro Nicola, ipotizzare che nessuno possa sostituire l’individuo di Palazzo Chigi significa attribuirgli uno spazio politico che non ha se non identificando l’ossessiva presenza mediatica per proposta politica, che non esiste e si esaurisce negli slogans del cambiamento, della velocità e della salsa riformista invocata per tutti i piatti e che alla fine si rivela solo un gioco contabile verniciato di falso pragmatismo, e fa realmente riflettere che un Tony Blair sia il modello di tanta innovazione. In realtà il nostro sta esaurendo il suo repertorio, e la fuga in Afghanistan appena saputi i risultati elettorali con la scusa di festeggiare la repubblica col Primo Pannoloni Assaltatori è rivelatrice, per non dire della sua comica apparizione in tuta mimetica, e perché senza l’elmetto? Il repertorio del nostro però non si esaurisce perché il PD ha perso due milioni di voti, ma perché il polverone sulla sua persona si spenge una volta accertato che la ripresina della domanda e dell’inflazioni non dipendono certo da riforme istituzionali campate per aria ma dai cicli macroeconomici che prima o poi rispondono positivamente in attesa del nuovo trend negativo. Questo lo sappiamo bene, anche se bagasce/i dell’informazione esultano inventandosi linee del Piave da due lire, che oltretutto Tsipras all’ombra di Puntin renderà presto ridicole per tutta Europa e per l’inflessibile Germania. Quindi la tua domanda su chi possa sostituire l’attuale inquilino di Palazzo Chigi mi sembra andare contro la logica della politica stessa, che sforna risolutori e incantatori a getto continuo. Quando Berlusconi fu liquidato non furono trovati subito sostituiti, mentre a Pontassieve l’attuale condottiero scalpitava negli spogliatoi? Al riguardo direi che occorre invece aiutare il clone del Quirinale ad uscire da questa condizione in cui lo ha incapsulato l’individuo di Palazzo Chigi, bisogna aiutare Mattarella a superare la sua minorità politica e aiutarlo a diventare un vero e autorevole Capo di Stato. Queste considerazioni mi vengono dalla sua incauta affermazione che gli ha fatto attribuire l’astensionismo, dio lo benedica, alla litigiosità dei partiti. L’analisi di Mattarella è palesemente comica, perché è piuttosto la violenza della polemica a richiamare gli spettatori nell’arena, ma è una comicità che cela un risvolto positivo in quanto auspica come modello l’italietta ipervotante perché ideologicamente intruppata tra i cinquanta e i settanta dello scorso secolo. Qua si apre una divaricazione del sentire politico tra lo showman di Palazzo Chigi in cerca di suggeritore, ma Mike Bongiorno è morto, e il Presidente della Repubblica, il primo vessillifero della tecnica contabile del cattolicesimo borsistico, il secondo in chiara nostalgia ideologica perché solo l’ideologia porta a votare, anche se Mattarella fa ancora confusione tra ideologia e assopimento contro la litigiosità politica, la quale esiste proprio per assenza di ideologia che fa arrampicare i politici sugli specchi della serva.. In conclusione aiutiamo Mattarella a emanciparsi da chi lo ha voluto al Quirinale credendo di fare un’operazione opportunistica, e aiutiamo pure Mattarella a educare al senso dello Stato i nuovi inquilini di Palazzo Chigi, che non mancano e sono certo migliori dell’attuale.