
Le elezioni che si sono svolte domenica vedono al Nord una destra vincente.
In Alto Adige vince il presidente uscente Fugalli, aumentando il consenso rispetto alle precedenti votazioni.
A Bolzano la Südtiroler Volkspartei perde voti e dovrà decidere se allearsi con la sinistra o con la destra, ma il vero successo lo ottengono due formazioni di estrema destra; di cui una vuole ricongiungersi con l’Austria e una è anti immigrati e no vax.
In tutto il Nord vanno bene Fratelli d’Italia che passano da percentuali insignificanti ad un buon risultato come partito nazionale.
A Monza, quello che era stato il seggio di Berlusconi, passa senza sorprese a Adriano Galliani per la gioia della famiglia erede del cavaliere.
Al Sud, a Foggia, dove la precedente giunta di destra era stata accusata di infiltrazioni mafiose, vince invece una larga alleanza di centrosinistra che vede uniti il PD, il M5stelle e altre forze di sinistra e di centro.
Per quanto si tratti di voto non rappresentativo, questa limitata tornata elettorale esprime comunque una tendenza favorevole alla destra.
L’opposizione non pare finora essere riuscita a scalfire il consenso dell’opinione pubblica alla coalizione di maggioranza guidata da Meloni.
La ragione è che le forze di centrosinistra mancano di unità politica e di un programma e una proposta credibile.
C’è motivo per tutti di riflettere.
Anche se gli attacchi alla premier, persino sul piano personale il fuoco amico, fanno pensare che si stia preparando qualcosa, ormai per dopo le elezioni europee.
Speriamo che non si pensi ad una nuova riedizione di una maggioranza di unità nazionale.
L’esperienza ci dice infatti che queste formule sono state all’origine della sconfitta storica della sinistra e del PD in particolare.
A me conforta sapere che la segretaria Elly Schlein abbia dichiarato più volte che il PD tornerà al governo solo con il voto.
Credo che, come lei, pensi così la stragrande maggioranza degli elettori e degli iscritti al partito.
Enrico Rossi

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