Joseph Roth sosteneva che i giovani esistono a ritmo delle loro generazioni e sono le loro prime esperienze quelle che danno ad una generazione il senso e le finalità.

Joseph Roth sosteneva che i giovani esistono a ritmo delle loro generazioni e sono le loro prime esperienze quelle che danno ad una generazione il senso e le finalità. Se questa idea è giusta, come io credo, ci vorranno molte generazioni di giovani per uscire dal cretinismo di massa attuale e ricuperare una qualche piattaforma culturale.
Per rimanere nel nostro paese, Grillo, Bossi, la famiglia Berlusconi, Leoluca Orlando, Vanna Marchi, Papa Francesco, Mourinho, Matteo Renzi, Casaleggio, Santoro, Rodotà, Matteo Salvini, Vasco Rossi, Balotelli e tutti gli altri che non riesco a includere non si illudano: gli stessi giovani che vedranno compunti in ginocchio a recitare il rosario saranno quelli che con bottiglie molotov in mano attaccheranno gli uffici pubblici ovvero si sdraieranno su sedie di paglia sfondate a bere da enormi bottiglie di birra. Generazioni che hanno per maestri solo chi gli insegna la propaganda non possono che diventare che dei venditori dei fondi di investimento o dei nullafacenti. Per ricostruire questo tessuto giovanile che già in passato ha cambiato, nel bene o nel male, i termini della storia non è importante rivolgersi a loro come soggetti specifici perchè, l’ho già detto, la gioventù è una malattia da cui si guarisce sempre e troppo presto.

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