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Maledetta primavera

Stagione triste per la nostra vita politica. Ci mancavano solo le risse all’interno di +Europa e, a quanto pare, le mire di Berlusconi e Prodi sul Quirinale.

di Giacomo Properzj | 18 Marzo 2021

Da sempre la filosofia si arrovella a studiare il concetto di infinito. Oggi, con lo sviluppo scientifico, si è potuto, in qualche misura e non per tutti, definirlo: in primo luogo “nel grande” cioè nell’universo dove i confini non si riescono a determinare ma, soprattutto, nel piccolo dove anche la matematica non aiuta perché sempre non si riesce ad arrivare allo zero.

Questo avviene anche nelle umane e politiche cose cosicché partiti come +Europa, graduati intorno al 2% degli elettori, riescono a vivere lotte e scissioni a imitazione dei più grandi. Personalmente sono stato in questi ultimi anni sempre politicamente collegato con la Bonino e con Della Vedova. Sono dell’opinione che non abbiano commesso nessun errore nel loro comportamento politico anche da posizioni difficili e minoritarie. 

Oggi vedo giustamente la Bonino ribellarsi alle risse non per la linea politica ma per l’organizzazione comprendendo molto bene il tentativo di un complotto dei cosiddetti “radicali puri” o “veri eredi di Pannella” i quali sarebbero scomparsi da tempo se non avessero a disposizione una radio dalla quale parlano come se fossero la BBC convocando continuamente congressi (non più di 60 partecipanti) e facendosi eleggere nelle cariche previste dopo interminabili discorsi nei quali spiegano di avere da anni capito tutto.
A questo punto con l’aiuto di altri depoliticizzati vorrebbero fondersi e occupare +Europa avendo come elemento politico sostanziale l’odio per la Signora Bonino.

La Bonino se n’è andata e sembra seguirla il buon Della Vedova accusato del grave reato di esser diventato Sottosegretario. Tutto il potere, se così si può dire, è ricaduto nelle mani della Signora Simona Viola, presidente dell’assemblea nazionale: figura di tradizione pannelliana, bella e intelligente, fornita di buonissima cultura giuridica, lettrice di Popper, dotata di un suo carisma un po’ salottiero ma efficace e di un carattere deciso, priva di linea politica.

Così rapidamente viene morendo uno spazio liberale moderno democratico e radicale analogo a quello che caratterizza le migliori forze politiche europee e che è sempre stato in Italia minoritario nei numeri ma maggioritario nella cultura politica soprattutto per quanto riguarda il collegamento con l’Europa moderna.
L’identità di questo spazio politico è la sua forza e la sua tradizione ne autorizza l’autorevole presenza nella classe dirigente del Paese.

L’unione, proposta dalla Bonino, con Calenda e con i resti del Partito Repubblicano avrebbe dovuto dilatarsi, quantomeno elettoralmente, nella direzione di Renzi e dall’altra parte nella direzione della Carfagna e degli altri demoliberali di Forza Italia. Un disegno semplice che avrebbe potuto avere un suo elettorato di base nei settori più culturalizzati del Paese e che si sarebbe ritrovata quasi automaticamente con altri gruppi con le stesse caratteristiche che stanno via via sorgendo. Purtroppo il difetto è quello del pollaio quando ci si mette più di un gallo con troppe galline. 

D’altra parte la reazione inusitata del Cavalier Berlusconi contro le correnti del suo partito che non ci sono mai state perché non c’è mai stato dibattito politico al suo interno, salvo la penosa fase Fini , ha scoperto un disegno neanche tanto segreto che si sta costruendo in coppia tra Berlusconi e Prodi per vedere chi dei due può fare, l’elezione è a breve termine, il Presidente della Repubblica. Si sono incontrati, hanno collocato Draghi alla Presidenza del Consiglio per non averlo tra i piedi e il gioco sembra semplice ma come tutto quello che sembra non lo è e noi speriamo che l’attuale Presidente faccia come il suo predecessore e prolunghi di un paio d’anni la sua presenza in modo da avere delle scelte un po’ più libere dal grande peso della misera storia di questi ultimi anni.

E’ una nota politica questa che ha solo la pretesa di sottolineare non la malinconia ma la tristezza della nostra vita politica. Sperare in meglio, comunque, non è mai vietato.

Giacomo Properzj

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, berlusconi, classe dirigente, cultura politica, disposizione, draghi, europa, fini, italia, pannella, presidente della repubblica, presidenza del consiglio, prodi, radicali, renzi, repubblica, sviluppo

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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