
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha risposto alle critiche del presidente francese Emmanuel Macron riguardo al rifiuto Usa di concedere visti agli alti funzionari palestinesi per partecipare all’Assemblea generale dell’Onu. “Macron mina la stabilità della regione con le sue azioni e trascina il sistema regionale e internazionale verso passi unilaterali. Le sue azioni sono pericolose. Non porteranno ne’ pace ne’ sicurezza”, ha scritto su X. Le Idf e lo Shin Bet hanno affermato in una dichiarazione congiunta di aver ucciso un alto funzionario di Hamas, Hazem Awni Naeem, nell’area di Gaza City, la scorsa settimana. Secondo l’esercito, Naeem aveva trattenuto gli ostaggi israeliani Emily Damari, Romi Gonen e Naama Levy prima del loro rilascio nell’ambito di un accordo di cessate-il-fuoco. Chiusura in forte rialzo per il petrolio dopo che gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro le entrate petrolifere dell’Iran e in vista della riunione dell’Opec+ (è un’alleanza di Paesi esportatori di petrolio che include i membri dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) e altri importanti produttori di petrolio esterni. Questa coalizione è stata formata per coordinare le politiche di produzione di petrolio tra i membri, al fine di influenzare i prezzi globali del petrolio e stabilizzare il mercato energetico) di domenica dalla quale gli analisti prevedono che il gruppo non annullera’ i tagli volontari. “Senza il nostro intervento contro i siti di Fordow, Natanz e Isfaha, l’Iran avrebbe sviluppato un’arma nucleare entro un mese”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in conferenza stampa dalla Casa Bianca.
L’ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, ha messo in guardia Israele, sottolineando i rischi per la sicurezza e la stabilità dell’area se l’economia palestinese della Cisgiordania crolla. “Se l’economia palestinese crolla completamente, non sara’ una vittoria per nessuno. Portera’ a un’escalation e a una crescente disperazione. Le persone disperate fanno cose disperate”, ha sottolineato il rappresentante di Washington in un’intervista al giornalista Barak Ravid per l’emittente N12. Negli ultimi due anni, il ministro delle Finanze e leader di estrema destra Bezalel Smotrich ha adottato numerose misure per indebolire l’Autorita’ nazionale palestinese guidata da Abu Mazen con l’obiettivo di promuovere l’annessione della Cisgiordania. Piu’ di recente, il leader di Sionismo religioso ha adottato ulteriori misure per strangolare economicamente l’Anp, in particolare bloccando il trasferimento di 500 milioni di dollari di tasse che Israele riscuote per essa e che si aggiungono agli ulteriori 2,5 miliardi di dollari di tasse palestinesi che Tel Aviv ha trattenuto negli ultimi anni. Vestite a lutto e con in mano cartelli con slogan di denuncia delle violazioni contro civili siriani, decine di donne hanno partecipato a un sit-in di protesta nella suggestiva cornice dell’anfiteatro d’epoca romana di Shahba, nella regione meridionale siriana di Sweida. La regione è stata teatro a luglio scorso di sanguinosi scontri tra forze governative e milizie druse e di massacri di centinaia di civili drusi, tra cui donne, anziani e bambini, attribuiti alle stesse forze di Damasco e loro ausiliari beduini della zona. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha dal canto suo documentato 293 casi di rapimento di donne della comunità drusa di varie età durante gli eventi di luglio. Di queste, 42 sono state rilasciate in seguito, mentre 14 donne sono state uccise dopo il rapimento. Attualmente, secondo l’Osservatorio, due donne rimangono detenute nel carcere di Adra a Damasco, dove sono sottoposte a detenzione forzata senza accuse chiare o processi equi. Il destino di altre 235 donne rimane ancora sconosciuto, afferma l’Osservatorio. “Ciò che resta della leadership Houthi fugge da Sana’a. Come tutti i leader terroristi dell’Islam radicale, si prendono cura di se’ stessi e abbandonano i residenti. Lo stesso fanno i leader di Hamas a Gaza e negli hotel di lusso in Qatar, e lo stesso fanno gli Houthi in Yemen. Questa volta sapevamo come dar loro la caccia, e lo faremo anche in futuro”. Lo ha scritto su X il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, dopo che giovedì scorso l’Idf ha ucciso il premier del governo Houthi e diversi altri ministri in un attacco sulla capitale Sana’a. Israele non esclude un accordo parziale su un cessate il fuoco a Gaza e la liberazione di ostaggi. E’ quanto avrebbe riferito il ministro per gli Affari Strategici israeliano Ron Dermer ai Paesi mediatori. Ma l’altra soluzione dove sta? In nessun posto.
Giuseppe Basilico

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