
“Presidente Macron, lo avverte spesso quel complesso di inferiorità?”
Il presidente francese Emmanuel Macron, al ritorno da Washington, ha parlato con il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Siamo determinati a lavorare per una pace forte e duratura in Ucraina”, ha affermato il presidente francese su X. Kiev ha concordato con Washington un accordo sulle ‘terre rare’ che, secondo i funzionari ucraini, migliorerà i rapporti con l’amministrazione Trump e aprirà la strada a un impegno a lungo termine degli Stati Uniti in materia di sicurezza. I funzionari ucraini affermano che Kiev è ora pronta a firmare l’accordo sullo sviluppo congiunto delle sue risorse minerarie, tra cui petrolio e gas, dopo che gli Stati Uniti hanno ritirato le richieste di diritto a 500 miliardi di dollari di potenziali entrate derivanti dallo sfruttamento di tali risorse. I funzionari ucraini hanno affermato che l’accordo è stato approvato dai ministri della giustizia, dell’economia e degli esteri, e hanno lasciato intendere che Zelensky si recherà alla Casa Bianca nelle prossime settimane per una cerimonia di firma con Trump. “Questa sarà un’opportunità per il presidente di discutere qual è il quadro generale. E poi, saremo in grado di pensare ai prossimi passi”, ha detto un funzionario. Un armamento nucleare come alternativa all’adesione alla Nato non è una garanzia di sicurezza realistica per l’Ucraina: lo ha dichiarato il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, intervistato dal sito Breitbart News (il sito di estrema destra che secondo la Rai è una fonte autorevole). Steve Bannon ex direttore responsabile del giornale on-line Breitbart il fondatore resta Andrew Breitbart. Lo ha usato per spostare a destra la politica americana e portato alla vittoria Trump: ci scrivono antisemiti, ultraconservatori e islamofobi. È giunta l’ora di “combattere per la pace” in una “nuova era pericolosa per il mondo”. Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer in una conferenza stampa a Downing Street dopo aver annunciato alla Camera dei Comuni l’incremento delle spese per la Difesa al 2,5% del Pil dal 2027 e aumenti successivi anno per anno. Il primo ministro laburista ha parlato anche di un “momento storico” per il Regno Unito, chiamato ad affrontare la sempre più forte minaccia rappresentata dalla Russia di Vladimir Putin e le sfide legate al conflitto in Ucraina.
“E’ essenziale” che l’accordo sui minerali venga firmato: il presidente “si aspetta che Zelensky lo firmi”. Lo afferma la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, sottolineando che l’accordo è cruciale per “recuperare i soldi dei contribuenti americani che hanno finanziato la difesa nazionale dell’Ucraina”. L’Ungheria auspica che i negoziati fra Russia e Stati Uniti diventino la base per un nuovo sistema di sicurezza globale: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto. Szijjarto, intervenuto alla Conferenza Onu sul disarmo in corso a Ginevra, ha anche lanciato un appello ai “leader favorevoli alla guerra” perché non cerchino di influenzare l’andamento dei negoziati. “Un accordo per ottenere una parte dei minerali ucraini sembra vicino, ma non certo. Un punto critico: la Casa Bianca non sembra disposta a soddisfare le richieste di Kiev e dei suoi alleati europei di garanzie di sicurezza americane”. Lo scrive il New York Times, spiegando poi che l’Ucraina “potrebbe aver ottenuto una concessione importante”: il quotidiano statunitense afferma infatti di avere potuto visionare l’ultima bozza di accordo e che essi ”non contengono più la richiesta che l’Ucraina versi fino a 500 miliardi di dollari in un fondo controllato dagli Stati Uniti derivante dalla futura vendita delle risorse naturali dell’Ucraina, tra cui petrolio, gas naturale e minerali”. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato martedì che il voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per l’adozione di una risoluzione elaborata dagli Stati Uniti che prende una posizione neutrale sul conflitto ucraino dimostra che le cause della guerra sono state meglio comprese. Lunedì il Consiglio di Sicurezza ha adottato una risoluzione elaborata dagli Stati Uniti che assume una posizione neutrale sul conflitto. Lavrov ha parlato a Teheran.
Il premier britannico Keir Starmer intende sollevare giovedì a Washington con il presidente americano Donald Trump il tema dell’unità fra alleati sul dossier ucraino e sulla necessità di affrontare “le minacce” che la Russia continua a rappresentare “con la forza” da posizioni “di forza”: per raggiungere “una pace attraverso la forza in Ucraina”.
Si, però le rivoluzioni si fanno perché la gente stia meglio. E questo non mi sembra il caso dell’Ucraina.
Giuseppe Basilico

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