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Macron a Starmer, Francia e Gb: ” farlo è l’unica speranza di pace”

Il presidente francese Emmanuel Macron ha auspicato ripetutamente che la Gran Bretagna, insieme alla Francia, riconosca lo Stato palestinese, definendo questo riconoscimento come ”l’unica  speranza di pace” nella regione del Medioriente. Nel corso di una conferenza stampa congiunta con il primo ministro britannico Keir  Starmer al termine della sua visita di Stato di tre giorni in Gran  Bretagna, Macron ha detto di voler “avviare questa dinamica politica”  per il riconoscimento dello Stato palestinese.

di Giuseppe Basilico | 11 Luglio 2025
16/06/2025. Kananaskis, Canada. Prime Minister Keir Starmer holds a bilateral meeting with French President Emmanuel Macron at the G7 Summit in the Kananaskis mountain lodge in Canada. Picture by Simon Dawson / No 10 Downing Street

Il presidente francese Emmanuel Macron ha auspicato ripetutamente che la Gran Bretagna, insieme alla Francia, riconosca lo Stato palestinese, definendo questo riconoscimento come ”l’unica  speranza di pace” nella regione del Medioriente. Nel corso di una conferenza stampa congiunta con il primo ministro britannico Keir  Starmer al termine della sua visita di Stato di tre giorni in Gran  Bretagna, Macron ha detto di voler “avviare questa dinamica politica”  per il riconoscimento dello Stato palestinese. A seguito degli attacchi più intensi degli Houthi al traffico marittimo di questa settimana, tra cui l’affondamento di due navi, Israele ha chiesto negli ultimi giorni agli Stati Uniti di riprendere i suoi attacchi militari contro il gruppo sostenuto dall’Iran nello Yemen. Lo rende noto l’emittente pubblica israeliana Kan. Israele ha detto agli Stati Uniti che gli attacchi in corso degli Houthi alle navi “non possono più rimanere un problema esclusivamente israeliano” e ha chiesto “attacchi combinati più intensi contro obiettivi del regime Houthi, non solo attacchi con aerei da combattimento dell’aeronautica militare israeliana, ma anche una ripresa degli attacchi americani e la formazione di una coalizione che includa altri Paesi”, riporta la rete in lingua ebraica, citando una fonte a conoscenza del dossier. Parte delle scorte sotterranee di uranio arricchito dell’Iran sono sopravvissute agli attacchi americani e israeliani delle scorse settimane. E’ la conclusione a cui è arrivata Israele, secondo quanto riporta il New YorkTimes citando alcune fonti, secondo le quali queste scorte potrebbero essere accessibili agli ingegneri nucleari iraniani. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, incontrando ieri sera negli Usa le famiglie di alcuni ostaggi ha detto che sarà Hamas a decidere quali ostaggi saranno rilasciati durante la tregua di 60 giorni. Lo ha riferito al Times of Israel una fonte presente all’incontro di Washington, spiegando che Netanyahu ha detto alle famiglie che, per quanto riguarda Israele, tutti gli ostaggi sono considerati “umanitari”, il che significa che non vi è una priorità di alcuni ostaggi rispetto ad altri, poiché le condizioni di salute di ciascuno di loro sono ugualmente gravi. “Stiamo cercando di ottenere il rilascio della metà degli ostaggi vivi e dei corpi dei caduti, in  cambio di un cessate il fuoco temporaneo di 60 giorni. All’inizio del  cessate il fuoco entreremo in negoziati per la fine permanente della guerra, secondo le condizioni che abbiamo stabilito: Hamas depone le  armi, non ha capacità di governo né militari, e Gaza viene  smilitarizzata”. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin  Netanyahu in un videomessaggio. Le Nazioni Unite sono riuscite a far entrare da Israele nella Striscia di Gaza 75.000 litri di carburante, “la prima consegna in 130 giorni”, ma si tratta di una quantità che “non è sufficiente a coprire nemmeno un giorno di fabbisogno energetico”. Lo ha detto il portavoce del Segretario generale Onu, Stephane Dujarric, nel briefing con la stampa. L’attacco israeliano a Deir al-Balah è costato ieri  la vita a 15 persone, tra cui 10 bambini, è avvenuto “proprio di fronte alla clinica sanitaria Altayara del Project HOPE”, ha fatto sapere l’organizzazione umanitaria americana, sottolineando in un comunicato che il raid ha colpito “i pazienti radunati fuori dalla clinica, in attesa dell’apertura per ricevere cure per malnutrizione, infezioni, malattie croniche e altro ancora”.”Le cliniche sanitarie di Project HOPE sono un luogo di rifugio a Gaza dove le persone portano i loro bambini piccoli, le donne hanno accesso alle cure per la gravidanza e il post-partum, le persone ricevono cure per la malnutrizione e altro ancora. L’Unione Europea ha raggiunto un accordo con Israele per estendere gli aiuti umanitari a Gaza. Loha annunciato giovedì il capo della diplomazia europea Kaja Kallas. “Questo accordo significa che saranno aperti più valichi di frontiera e che un maggior numero di camion con aiuti e generi alimentari entrerà nella Striscia di Gaza”, ha assicurato l su X. Contiamo su Israele per attuare tutte le misure concordate“, ha aggiunto, precisando che entreranno in vigore ”nei prossimi giorni“.Le forze israeliane intensificano gli attacchi aerei e terrestri su Gaza, uccidendo almeno 55 palestinesi nel territorio assediato dall’alba, secondo quanto riferito da fonti mediche ad Al Jazeera. Tra le vittime anche bambini in attesa di ricevere aiuti alimentari a Deir el-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Talvolta un caso si chiude perché merita chiuderlo. E le speculazioni…

Giuseppe Basilico

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

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