
Archiviato il grande successo conseguito con I pescatori di perle di Bizet, il teatro del Maggio mette in scena uno dei più grandi capolavori di Verdi, Macbeth. La prima rappresentazione sarà domenica 12, alle 17:00, mentre le repliche il 14 e il 17 alle 20:00 e infine domenica 19 alle 15:30.
Sul podio ritorna il maestro Alexander Soddy, che aveva inaugurato l’87° Festival del Maggio con Salomè di Strauss, mentre la regia è firmata da Mario Martone, con le scene di Mimmo Paladino. Cast vocale di alto livello, con Luca Salsi nei panni di Macbeth, Vanessa Goikoetxea in quelli di Lady Macbeth, Antonio Poli nella parte di Macduff e Antonio Di Matteo in quella di Banco; da ricordare anche Lorenzo Martelli (Malcolm) e Elizaveta Shuvalova (Dama di Lady Macbeth).
Mario Martone, che a Firenze ricordiamo per la splendida regia di Antigone nel 2007 con le musiche di Ivan Fedele, ha sottolineato: “Sono molto contento di essere tornato al Maggio e realizzare il desiderio di mettere in scena un’opera quale Macbeth, che per me costituisce un lavoro collettivo molto importante, con le scene di Mimmo Paladino, realizzate da Barbara Bessi, la coreografia di Raffaella Giordano e i video di Pasquale Mari e Alessandro Papa. Sostanzialmente la vicenda si svolge all’interno del palazzo di Macbeth e questo a mio avviso è una rappresentazione psichica di un uomo e di sua moglie, del rapporto che li lega indissolubilmente, in un luogo scuro come il male e assolutamente claustrofobico. In questa opera si sente una brutalità teatrale immediata, con delle forze che manovrano le azioni: si tratta delle streghe; e l’unica scena al di fuori del palazzo regale è un campo di battaglia, con un popolo dolente e disperato per la violenza della guerra e per la stupidità criminale del potere. Non si può non pensare al nostro tempo, in particolare a quello che sta accadendo al popolo palestinese”.
Molto entusiasta è apparso anche il direttore Alexander Soddy, che fra l’altro ha in Macbeth uno dei suoi cavalli di battaglia: “Per me è un grande onore tornare qui dopo Salomè e dirigere Verdi” ha dichiarato il direttore inglese “e mi considero fortunato a essere cresciuto con le opere di Shakespeare. La musica che Verdi ha creato per Macbeth è meravigliosa ed è caratterizzata da aspetti che si possono definire quasi estremi, soprattutto da un punto di vista vocale, dato che spesso i cantanti devono cantare sottovoce. In questa produzione abbiamo la fortuna di avere un cast davvero straordinario, insieme a una grande orchestra e al coro diretto dal maestro Fratini. Infine tengo a sottolineare come sia stimolante poter lavorare insieme a Mario Martone, che fin da subito è stato capace di comprendere e di rendere scenicamente, in modo assolutamente perfetto, la profondità di questo dramma”.
Il baritono Luca Salsi, un veterano nel ruolo di Macbeth, che ha interpretato circa 150 volte, non nasconde la sua contentezza per essere nuovamente al teatro del Maggio, dopo l’Otello andato in scena due anni fa con la direzione di Zubin Mehta: “Le ultime volte che ho interpretato Macbeth a Firenze” ha ricordato Salsi “è stato nel 2018 con Riccardo Muti sul podio e nel 2013, in occasione del bicentenario verdiano, sotto la bacchetta di James Conlon. Si tratta di un ruolo che io amo moltissimo e per il quale si scopre ogni volta qualcosa di nuovo. Per quanto riguarda il mio rapporto con Martone, non posso non ricordare l’inaugurazione della Scala nel 2017 con Andrea Chenier elì ho scoperto quanto sia stimolante lavorarecon lui; anche in questo Macbeth il regista porta avanti delle idee mai banali e non sconfina nell’esagerazione, cosa cui si può rischiare di andare incontro molto facilmente in questa opera”.
Molto emozionata, infine, la cantante Vanessa Goikoetxea, che torna al Maggio dopo il successo ottenuto con Tosca lo scorso anno: “Sono soddisfatta di debuttare in un ruolo verdiano per la prima volta in carriera. Lady Macbeth è senza dubbio un personaggio complesso, sia dal punto di vista dell’impegno vocale, sia dal punto di vista recitativo. Secondo me, nonostante si possa definire un personaggio crudele, in realtà lei ama davvero il marito, anche se naturalmente la sua sete di potere prevarrà su questo lato sentimentale. Mi emoziona molto sapere che questa è la prima opera di Verdi che affronto, e aggiungo, inoltre, che con Martone ho instaurato un rapporto molto bello fin da subito”.
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Luca Summer

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