Aveva giurato che sarebbe andato oltreoceano a cambiare pannolini al pupo, da bravo papà. Invece è rimasto qui a sputar veleno. Eppure nessuno aveva creduto nella sua dipartita, ipotizzando ben altri motivi, ma lui, che si sente il top del movimento per intelligenza, che qualcuno pure gli riconosce, pensava che tutti pendessero dalle sue labbra. Francamente a volte si comporta come un borderline per instabilità dell’immagine di sè e dell’umore e per marcata impulsività e difficoltà ad organizzare in modo coerente i propri pensieri.
E ora dagli al Silvio, tottò sulle manine a chi ha osato fare cose che non si fanno. O , almeno, che non si dicono. L’istrione ha colpito ancora, con la sua aria da guitto di terz’ordine. E nessuno lo nega, neppure chi lo ama. Non ha scelto la location/teatro giusti. Ma da qui a dire che è un vecchio rincoglionito ce ne passa.
Il giovanilismo impetuoso e arrogante del nuovo che avanza fa ribrezzo. Tutti siamo pronti a lamentarci del fatto che i giovani sono ignoranti, ma tanti non riescono a comprendere che tutto questo viene da lontano. Da scuola e famiglia malate di permissivismo eccessivo. Peccato , perchè come dice un proverbio orientale il giovane corre ma il vecchio conosce la strada. E sarebbe opportuno che si accompagnassero, alternandosi nelle loro peculiarità. Una volta ci insegnavano il rispetto per i vecchi. Per quelli che hanno dato e che spesso non vengono ricompensati quanto dovrebbero. E non parlo di pensioni ma di amore e di comprensione.
Ai giardinetti ci vadano loro, a giocare a palline, a biglie colorate che, francamente è tutto quello che sanno fare. I giovani pentastellati, al di là dei congiuntivi sbagliati, peccati veniali sebbene importanti per chi ricopre determinati ruoli, si arrogano il diritto di insultare pesantemente gli adulti e i vecchi. Ora, vero è che devono farsi spazio nella giungla della politica, come nel mondo del lavoro. (Ops.. la seconda che ho detto va cancellata, relativamente a costoro che negano un futuro di lavoro, considerandolo ormai fuori moda). Ma c’è modo e modo. Assistiamo quotidianamente a ingiurie inusitate senza fine. Non ammissibili anche nei confronti dei giovani ma che certamente colpiscono di più emotivamente se sono indiirizzate a un vecchio. L’azione politica non contempla l’ingiuria senza quartiere. Naturalmente è ammesso esprimere le proprie idee e difenderle fino alla morte. Ma offese pesanti come il “male assoluto” sono fuori da ogni schema del vivere civile. E non ci si meravigli se i latore della suddetta frase invereconda viene ammonito, da un vecchio mentore che ha lavorato tutta la vita dando a sua volta lavoro a tanta gente. Certo ha fatto molti errori, più o meno gravi, e li ha pagati. Ci ricordiamo che è andato a trastullare i vecchietti? Quelli più vecchi di lui o anche coetanei. Eppure lo ha fatto e ha pagato la sua pena senza batter ciglio.
Magari si è divertito e ha portato un po’ di buon umore in qui luoghi che lieti non sono. Ha sicuramente fatto sorridere e divertire anche loro, visto il talento da showman che non gli si può negare.
Ma l’ira del Dibba non si placa e, dopo, insiste nelle offese stavolta nei confronti di un coetaneo, più o meno.
Ribadisce il no a Forza Italia e soprattutto a Berlusconi. Che poi è la cartina di tornasole. Partito padronale che avrebbe pervaso il Paese di illegalità e contaminato con la distruzione morale.
Mentre il tranchant Travaglio parlante lo definisce livorosamente e semplicemente, “delinquente”.
Ma l’ira del Dibba non si placa e, dopo, insiste nelle offese stavolta nei confronti di un coetaneo, più o meno. Nel suo monologo delirante e ammiccante ne ha anche per Salvini che paragona a un cagnolino scodinzolante, al dudu della situazione, costretto a un timore reverenziale nei confronti del boss senza considerare che il suo atteggiamento potrebbe riflettere rispetto a livello umano, onorando l’impegno preso con i due alleati. O, in ultima analisi, mero opportunismo.
Si affanna dunque per indurlo a staccarsi da una coalizione che, sicuramente, ha vinto le elezioni unita. Nessuno può sapere come sarebbe andata se si fosse presentata da sola, nemmeno il mago Otelma. E mette anche la pulce nell’orecchio ai detrattori accennando a fideiussioni prestiti circolazione indebita di denaro.
Lasciando a bocca aperta perfino quelli del movimento che lo hanno fatto fuori, forse con intenzioni benefiche nei suoi confronti o forse no. Non resta che attendere e lo sapremo.
Che Berlusconi sia incandidabile e ineleggibile lo sa anche il gatto, oltre a dudù, ( esattamente come, per par condicio, il leader dei pentastellati). E’ non solo condannato per frode fiscale ma anche, secondo il delirante, “finanziatore acclarato di un’organizzazione criminale che ha fatto saltare in aria Falcone e Borsellino”.
La calunnia è un venticello ma questo è un uragano.
Carla Ceretelli

già.. sbandamento lento che fa perdere tempo prezioso
già..sbandamento lento che fa perdere tempo prezioso.
Purtroppo siamo invasi da personaggi, a cui una pedata in quel posto ci starebbe bene.
Ora non ci vuole un genio, a leggersi i programmi elettorali del m5s del 2013 e quello del 2018.
Non c’è nulla di uguale, vi si coglie una giravolta di 180°.
Prima vi era un programma con tanto di filmati cui il m5s; si batteva per uscire dall’EURO e dall’, Europa, idem con la NATO.
Nel 2018, nel loro programma niente di tutto questo.
Una domanda me la pongo, e se la dovrebbero porre in tanti in Italia, ma questi chi sono?
O meglio; Sono solamente stati messi li a dirottare la rabbia verso problemi minimi al fine di distogliere l?Attenzione dai veri problemi riguardanti la sovranita persa dallo stato?