Con questo nuovo campanello d’allarme suonato dal collega sindaco Fassino, il premier potrebbe cogliere l’occasione al balzo per far chiarezza una volta su tutte sull’Imu sulla sua efficacia ed anche sul reale valore etico e morale di questa imposizione.

‘‘Ad oggi i Comuni non conoscono ancora gli esiti della verifica del gettito Imu 2013 e del Fondo di solidarietà comunale, e non sono nelle condizioni di poter approvare il rendiconto di gestione 2013 nei termini previsti dalla legge. Si chiede pertanto di rinviare per tutti i Comuni il termine dell’approvazione del rendiconto, dal 30 aprile al 30 giugno 2014”. – Questo è quello che il presidente dell’Anci, Piero Fassino, ha chiesto nella lettera inviata ai ministri dell’Economia e dell’Interno, Pier Carlo Padoan e Angelino Alfano.
‘‘In assenza della proroga urgente, ed in considerazione della particolarità e delicatezza della situazione, si ritiene auspicabile – aggiunge Fassino – che il Ministero competente fornisca le opportune indicazioni ai Prefetti in merito alla oggettiva impossibilità per un gran numero di Enti di redigere correttamente i bilanci consuntivi”. Insomma per Renzi si profila all’orizzonte un nuovo grattacapo ereditato dal governo di Enrico Letta che ha tenuto i comuni per mesi lo scorso anno sul filo del rasoio con l’estenuante balletto dell’introduzione dell’Imu, il nuovo balzello di Stato che sostituiva il vecchio balzello dell’ Ici (l’imposta comunale sugli immobili) che per quanto odiosa consentiva ai comuni di autofinanziarsi e ragionevolmente pianificare investimenti e spesa per le rispettive collettività cittadine. Noi crediamo che con questo nuovo campanello d’allarme suonato dal collega sindaco Fassino, il premier possa cogliere l’occasione al balzo per far chiarezza una volta su tutte sull’Imu sulla sua efficacia ed anche sul reale valore etico e morale che una tassazione su un immobile (frutto di sacrifici e anni di duro lavoro) debba per forza finanziare non solo i reali servizi di cui un cittadino beneficia o contribuisce alla realizzazione nel proprio comune ma che quest’ultimi finiscano invece nel “calderone” di Stato, per pagare burocrati, politici fannulloni, strapagati, nani e ballerine al seguito di parlamentari e senatori completamente scollegati dalle problematiche e dalle tensioni sociali dei propri bacini elettorali di riferimento. Anche se, a onor del vero, in questa legislatura a Montecitorio e Palazzo Madama siedono deputati nominati e miracolati dalle segreterie politiche dei propri partiti di riferimento e non inviati per consenso dal popolo come avveniva in passato e come avviente tutt’ora in Europa. I sindaci si aspettato molto da Renzi che sino a due mesi fa condivideva il loro “calvario” degli ultimi anni della trincea avanzata dei municipi. Il presidente del consiglio dei Ministri ha fatto anche lui “ambulatorio” con i cittadini che si rivolgono disperati al sindaco di città e paesi perché non sanno come arrivare a fine mese, perchè sono in difficoltà a pagare la retta della refezione scolastica, perchè non possono pagare il trasporto dei propri anziani sia nelle strutture di ricovero o sia solo per portarli ad effettuare degli accertamenti diagnostici. Che con l’Ici prima e l’Imu poi di fatto è come se ogni anno “impegnassero” la loro casa per arrivare a fine mese e ottenere il più delle volte a fatica questi scalcinati servizi che i sindaci, assessori e consigli comunali garantiscono con salti mortali e giri contabili al limite del reato penale di falso in bilancio sui propri documenti di programmazione finanziaria annuale. E che risolva l’equivoco che suona come una vera e propria beffa per i comuni che hanno i conti in ordine e chiudono il bilancio ogni anno con un‘ avanzo d’amministrazione (in parole povere non spendono tutto come delle brave formichine ma mettono via un gruzzoletto per le emergenze) che viene congelato dallo Stato con il patto di stabilità interna. Soldi che restano bloccati alla Cassa depositi e prestiti che non fruttano nulla ai comuni ma servono solo al Governo centrale a far vedere ai “cugini” europei che i nostri conti sono in ordine e il debito pubblico italiano, prodotto da Roma e dalle Regioni è ormai sotto controllo. E così per le famiglie italiane sempre più povere il balzello del’Ici/Imu o come diavolo la vogliamo chiamare suona sempre di più come una beffa, “la mia casa serve sempre e comunque per pagare le spese folli a piè lista di chi senza alcuna vergogna si fa rimborsare anche le spese per l’acquisto dello spazzolino da denti”. Ma è così difficile per la Ragioneria dello Stato far saper quanto abbiamo pagato realmente nel 2013 con l’Imu e dove cavolo sono finiti questi soldi?

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