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Ma dove sono finiti i soldi dell’Imu 2013? Se lo chiedono i sindaci che nulla vedendo dallo Stato non riescono a chiudere i conti consuntivi dello scorso anno

di Cesare Mannucci | 27 Aprile 2014

Con questo nuovo campanello d’allarme suonato dal collega sindaco Fassino, il premier potrebbe cogliere l’occasione al balzo per far chiarezza una volta su tutte sull’Imu sulla sua efficacia ed anche sul reale valore etico e morale di questa imposizione.

soldipensioniE ci risiamo non tornano i conti nei comuni italiani. Suona ancora la campanella d’allarme dei primi cittadini che tornano a chiedere chiarezza sui numeri da parte del governo rispetto alle entrate del gettito Imu 2013 necessario agli enti locali per autofinanziarsi  e far funzionare al meglio i servizi offerti ma, soprattutto in questi periodi di crisi, richiesti a gran voce dalle famiglie in difficoltà da Bolzano sino a Lampedusa. Ed è ancora il presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) il sindaco di Torino Piero Fassino a chiedere chiarezza all’esecutivo di governo dell’ex primo cittadino fiorentino Matteo Renzi.  Fassino in questi giorni si è rivolto direttamente al ministro degli Interni e a quello dell’Economia per avere risposte certe sui numeri ma in particolare sui soldi da iscrivere nei propri bilanci consuntivi che consentano l’approvazione del rendiconto di gestione, la successiva applicazione degli avanzi di amministrazione da destinare alla realizzazione di opere e progetti attesi dalle cittadinanze ma anche per aver la certezza di aver rispettato in pieno lo scorso anno la rigidità finanziaria imposta dal famigerato patto di stabilità interna.

‘‘Ad oggi i Comuni non conoscono ancora gli esiti della verifica del gettito Imu 2013 e del Fondo di solidarietà comunale, e non sono nelle condizioni di poter approvare il rendiconto di gestione 2013 nei termini previsti dalla legge. Si chiede pertanto di rinviare per tutti i Comuni il termine dell’approvazione del rendiconto, dal 30 aprile al 30 giugno 2014”. – Questo è quello che il presidente dell’Anci, Piero Fassino, ha chiesto nella lettera inviata ai ministri dell’Economia e dell’Interno, Pier Carlo Padoan e Angelino Alfano.

‘‘In assenza della proroga urgente, ed in considerazione della particolarità e delicatezza della situazione, si ritiene auspicabile – aggiunge Fassino – che il Ministero competente fornisca le opportune indicazioni ai Prefetti in merito alla oggettiva impossibilità per un gran numero di Enti di redigere correttamente i bilanci consuntivi”. Insomma per Renzi si profila all’orizzonte un nuovo grattacapo ereditato dal governo di Enrico Letta che ha tenuto i comuni per mesi lo scorso anno sul filo del rasoio con l’estenuante balletto dell’introduzione dell’Imu, il nuovo balzello di Stato che sostituiva il vecchio balzello dell’ Ici (l’imposta comunale sugli immobili) che per quanto odiosa consentiva ai comuni di autofinanziarsi e ragionevolmente pianificare investimenti e spesa per le rispettive collettività cittadine. Noi crediamo che con questo nuovo campanello d’allarme suonato dal collega sindaco Fassino, il premier possa cogliere l’occasione al balzo per far chiarezza una volta su tutte sull’Imu sulla sua efficacia ed anche sul reale valore etico e morale che una tassazione su un immobile (frutto di sacrifici e anni di duro lavoro) debba per forza finanziare non solo i reali servizi di cui un cittadino beneficia o contribuisce alla realizzazione nel proprio comune ma che quest’ultimi finiscano invece nel “calderone” di Stato, per pagare burocrati, politici fannulloni, strapagati, nani e ballerine al seguito di parlamentari e senatori completamente scollegati dalle problematiche e dalle tensioni sociali dei propri bacini elettorali di riferimento. Anche se, a onor del vero, in questa legislatura a Montecitorio e Palazzo Madama siedono deputati nominati e miracolati dalle segreterie politiche dei propri partiti di riferimento e non inviati per consenso dal popolo come avveniva in passato e come avviente tutt’ora in Europa. I sindaci si aspettato molto da Renzi che sino a due mesi fa condivideva il loro “calvario” degli ultimi anni della trincea avanzata dei municipi. Il presidente del consiglio dei Ministri ha fatto anche lui “ambulatorio” con i cittadini che si rivolgono disperati al sindaco di città e paesi perché non sanno come arrivare a fine mese, perchè sono in difficoltà a pagare la retta della refezione scolastica, perchè non possono pagare il trasporto dei propri anziani sia nelle strutture di ricovero o sia solo per portarli ad effettuare degli accertamenti diagnostici. Che con l’Ici prima e l’Imu poi di fatto è come se ogni anno “impegnassero” la loro casa per arrivare a fine mese e ottenere il più delle volte a fatica questi scalcinati servizi che i sindaci, assessori e consigli comunali garantiscono con salti mortali e giri contabili al limite del reato penale di falso in bilancio sui propri documenti di programmazione finanziaria annuale. E che risolva l’equivoco che suona come una vera e propria beffa per i comuni che hanno i conti in ordine e chiudono il bilancio ogni anno con un‘ avanzo d’amministrazione (in parole povere non spendono tutto come delle brave formichine ma mettono via un gruzzoletto per le emergenze) che viene congelato dallo Stato con il patto di stabilità interna. Soldi che restano bloccati alla Cassa depositi e prestiti che non fruttano nulla ai comuni ma servono solo al Governo centrale a far vedere ai “cugini” europei che i nostri conti sono in ordine e il debito pubblico italiano, prodotto da Roma e dalle Regioni è ormai sotto controllo. E così per le famiglie italiane sempre più povere il balzello del’Ici/Imu o come diavolo la vogliamo chiamare suona sempre di più come una beffa, “la mia casa serve sempre e comunque per pagare le spese folli a piè lista di chi senza alcuna vergogna si fa rimborsare anche le spese per l’acquisto dello spazzolino da denti”. Ma è così difficile per la Ragioneria dello Stato far saper quanto abbiamo pagato realmente nel 2013 con l’Imu e dove cavolo sono finiti questi soldi?

Pubblicato in : Editoriale

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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