Enrico Mentana che, nonostante i tantissimi anni trascorsi sulla breccia, è ancora giornalista di grandissimo fiuto e riflessi prontissimi, ha capito subito il guaio combinato dal presidente Conte nella conferenza stampa di venerdì 10 aprile. “Francamente, se l’avessimo saputo, non avremmo trasmesso quella parte della conferenza stampa”. Il direttore e conduttore del TG de La7, a tamburo battente ha preso le distanze dalle parole di dura polemica pronunciate da Conte nei confronti degli avversari, Salvini e Meloni. Tanto più grave la sottolineatura perché Mentana parlava da giornalista, non da tifoso dell’una o dell’altra parte. Perché in una democrazia ordinata e civile quello che ha fatto il capo del governo italiano semplicemente non si può. Non rileva il fatto che i due leader dell’opposizione lo avessero pesantemente attaccato. E ciò non significa che Conte non potesse replicare anche in maniera più dura. Il fatto è che non poteva farlo durante una conferenza stampa nella quale tutte le principali reti televisive, radiofoniche e tutti i principali organi di informazione si erano doverosamente messi a disposizione perché le cose che Conte doveva comunicare erano di assoluto interesse pubblico, cioè le iniziative ed i provvedimenti per fare fronte a all’epidemia dal punto di vista sanitario ed economico. Il presidente, invece, ne ha fatto, in parte, un uso privato. Perché quello spiegamento di forze si giustifica quando un presidente del consiglio parla a tutto il popolo nell’esercizio delle sue funzioni; ma non se parla ad una parte del popolo contro un’ altra parte. Ha mille altri modi efficaci per farlo, e, di sicuro, non mancherebbe attenzione a ciò che dovesse dire ancorchè a fini di parte. Dunque, giuste e appropriate le parole di Mentana “non avremmo trasmesso quella parte” di una conferenza stampa che, in altra parte, ben meritava di essere trasmessa in diretta dalle testate televisive e radiofoniche e seguita dalle più importanti testate giornalistiche.
Personalmente, da giornalista con mezzo secolo di esperienza, mi ritrovo in pieno nelle parole di Mentana. Da un punto di vista politico comprendo la reazione di Salvini e Meloni. Una occasione così ghiotta per profittare di uno scivolone dell’avversario difficilmente potrà ricapitare loro. Non so, invece, di cosa abbiano ad essere soddisfatti i sostenitori del presidente del consiglio. A parte i “pasdaran” sempre pronti ad eccitarsi quando c’è da menare le mani, quelli abituati a riflettere hanno qualche dubbio da sciogliere. Intanto si è trattato di un autogol. Perchè la polemica con le opposizioni, rafforzata dalla citazione nominativa dei leader, ha fatto passare in secondo piano l’accordo raggiunto in sede di eurogruppo dal ministro Gualtieri: un accordo onorevole e positivo per l’Italia. Quello di Conte è stato un moto di stizza? Una mossa pensata a freddo? Difficile dire quale sia l’ipotesi preferibile tra l’avere un leader dai nervi fragili o uno che per apparire un “duro” si caccia in una gaffe che lo indebolisce. Ma c’è anche una terza ipotesi: che Conte abbia deciso di mettersi in proprio alzando per questo motivo i toni. Probabilmente è la più allarmante per chi punta sulla stagione del Conte ter.
Nicola Cariglia

Che Conte stia allestendo la sua compagnia di giro di cortigiani accademici è sotto gli occhi. Ma ancora più deprimente è credere che pescare tra gli accademici sia pescare in una miniera d’oro. Ci vuole pazienza, per decenni abbiamo subito gentucola del centro nord, e ora ci tocca quella del centro sud.
Anche lei, da giornalista, dovrebbe essere un po’ più scrupoloso prima di dare dei giudizi.
L’azione perpetrata da parte dei due “innominabili” nei giorni che hanno preceduto la conferenza stampa di Conte è stata un’azione mirata a destabilizzare socialmente un paese in un momento di per se già molto delicato.
Un comportamento meschino e continuo per soli fini personali e di consenso elettorale.
Continue dichiarazioni FALSE ampliate dall’eco compiacente di tutti i maggiori organi di informazione senza che nessuno si preocupasse, con la stessa enfasi, di fare il proprio mestiere e si affrettasse a smentire certe (per i più attenti ovvie) falsità.
Alla prima occasione il presidente Conte ha ritenuto necessario, per non fomentare e ampliare inutili e infondati malumori nel paese, smentire di persona certe dichiarazioni.
Non certo per fantomatici interessi politici di futuri partiti che vorrebbe creare…. questa è solo bassa e infondata dietrologia.
Se i giornalisti avessero fatto il proprio mestiere fin da subito, non si sarebbe di certo scomodato Conte nello smentire certe notizie.
Il Sig. Mentana, grazie ai suo grandissimo fiuto e riflessi prontissimi, doveva prontamente smentire a grossi titoli le menzogne di certi personaggi, solo allora le sue dichiarazione avrebbero potuto avere un senso. (Nota bene, smentire e non Silenziare!)
PS: il solo pensiero del “non mandare in onda” alcune notizie fa diventare l’informazione da libera a condizionata. E abbiamo purtroppo capito che questo è il modo di fare del Sig. Mentana.
Cordiali Saluti
Michele
Guarda, non chiedere ai giornalisti di fare ciò che non rientra nel loro compito. Cosa vuoi, i giornalisti pedagoghi? Sarebbero costretti a farlo per conto terzi. Caratteristica dei regimi. C’è chi crede di difendere Conte, che avrebbe potuto liquidare l’incidente come una delle sue tante gaffes. E per difenderlo gli fa gravare addosso una serie così incredibile giustificazioni che ne verrebbe fuori il ritratto di un vero allocco. E per fortuna gli volete bene….
Se informare correttamente e senza censura non è compito dei giornalisti chi lo dovrebbe fare?
Mai parlato di giornalista pedagogo… posto che molti giornalisti si arrogano ugualmente il diritto di farlo (ovviamente, come dice lei, per conto terzi e per le parti di loro interesse), vedi appunto Mentana su Conte.
Non vedo nessuna gaffe e nessun incidente nel comportamento di Conte, sono pienamente convinto che abbia fatto la cosa giusta nel momento giusto, ovviamente per la particolare situazione in cui si è trovato e non perché abbia fatto una cosa giusta in generale.
Ripeto, le critiche di Mentana avrebbero un senso in un altro contesto.
PS: Sono l’ultima persona che difenderebbe Conte a prescindere, sto sempre parlando nel merito, ma ritengo (apparentemente contrariamente a lei visto che parla di “tante gaffes”) che nel panorama politico italiano degli ultimi 20 anni sia tra i politici con meno “gaffes” all’attivo tra quelli di cui ho memoria e sopratutto di chi lo attacca costantemente.
Codice Deontologico Giornalisti (non dei pedagoghi):
ART. 4
(Rettifica)
1. Il giornalista corregge senza ritardo errori e INESATEZZE, anche in conformità al dovere di rettifica nei casi e nei modi stabiliti dalla legge.
Cordiali Saluti.
Michele
Il gioco è bello se dura poco. “Dove vai?” “Sono cipolle”. Hai la fissazione di contrapporre (e di scusare) Conte a Meloni e Salvini. Prova a scordarli e prova, invece, a pensare che Conte parlava agli Italiani (tutti); e che gli italiani si aspettano da un presidente del consiglio importanti comunicazioni con immediati riflessi sulla loro vita di questi travagliati tempi. Che, per caso, per le beghette della politica quotidiana mancano al presidenti uomini, mezzi e luoghi per soddisfare questa sua bramosia. Per inciso: meno male che state difendendo Conte! Lo fate apparire come uomo dai nervi fragili o un furbetto di quarta categoria. Dipingerlo come autore di una semplice gaffe, è molto più rispettoso. Laicamente, l’uomo “infallibile” mi farebbe venire l’orticaria.
P.S: Mentana sa benissimo difendersi da solo e non sarò io a farlo. Ma citami qualche altro che avrebbe detto a un presidente del consiglio, a muso duro: “così non si fa. L’avessi saputo non avrei trasmesso la parte che con il tuo intervento a reti unificate non c’entrava un tubo”.
Cordialmente,
Non posso scordare Meloni e Salvini perché sono parte integrante del contesto.
Non può decontestualizzare altrimenti stiamo parlando di un altra cosa (a proposito di “Sono Cipolle”)!
Ripeto, Mentana avrebbe potuto avere ragione nella critica (e Conte torto … da fallibile come tutti) in un altro contesto e con una situazione diversa al contorno.
Ma così non è!
A mio parere, nel contesto, quella parte di intervento c’entrava e come.
Certo, probabilmente avrebbe potuto usare altri mezzi e metodi, come ribattere a colpi di tweet, facebook e instagram… e forse anche in quel caso, come già accaduto, avrebbe avuto critiche perché non è un modo di fare consono a un Presidente del Consiglio.
Personalmente, da Italiano (tra quelli che cita lei), ho preferito quel minuto di verità a reti unificate che tanto scandalizza, e mi sarei sentito offeso se qualcuno avesse deciso di tagliarlo solo perché a suo parere io non lo volevo sentire o non lo dovevo sentire!
Detto questo , ora sono maggiormente consapevole che anche quello che ascolto nel tg di Mentana potrebbe essere incompleto o non corrispondere pienamente alla realtà.
PS: seguo (seguivo?) bene e ogni giorno Mentana, mi piace più di altri, e l’ho visto tante volte a muso duro con alcuni e docile come un agnellino con altri. Apparentemente il suo è stato un bel gesto coraggioso (l’ego in questi casi aiuta), inizialmente pensavo dettato dall’istinto, successivamente ho capito che non è proprio così.
Un bravo giornalista sportivo non dovrebbe mai far capire qual’è la sua fede calcistica, penso debba essere analogo anche per un giornalista politico.
Cordiali Saluti
Michele
Caro Direttore, mi spiace cogliere la Sua partigianeria nei confronti del Suo collega giornalista… Mi sarei aspettato una doverosa riflessione, dall’alto dei suoi lustri di onorato lavoro, se sia giusto FILTRARE cosa comunicare o cosa no. Continuo a pensare che il REPORTER sia colui che riporta le notizie tutte, affinchè il pubblico possa, attraverso la COMPLETEZZA dell’informazione, formarsi un proprio pensiero sulla realtà degli accadimenti.
Diamine, non mi permetterei mai di consigliare fedeltà all’ etica della professione ad un decano come lei, che pensavo, facesse della completezza dell’informazione, un fiore all’occhiello. Da quanto leggo, dovrò pertanto in futuro nel leggerLa, chiedermi se mai altro ci sia nelle notizie in questa sede riportate…. Peccato
Cordialmente Marco
Caro Bonavia,
mi diverte non poco leggerla tanto partigiano (passi..), e, al tempo stesso vederla salire in cattedra a dare lezione di etica di una professione della quale deve avere ben poca stima. Il modello di giornalista ideale che filtra dalle sue considerazioni è, in tutta evidenza, quello della buca della lettere. E a niente vale tirare fuori a sproposito un concetto, la completezza dell’informazione, della quale lei ha una idea tanto approssimativa e confusa da avere dovuto scriverla a caratteri maiuscoli. Bastasse riportare di tutto, come un cane da riporto e senza fiuto,questa si una qualità da giornalista, il mondo sarebbe pieno di ottimi giornalisti: per lo più chini sui loro pc a “passare” alle loro testate l’alluvione di comunicati e veline che provengono da ogni parte. Ho scritto come la penso attraverso il mio articolo e non aggiungo altro. Può essere d’accordo o meno. Ma per cortesia, non usi parolone a sproposito; non le gridi con i caratteri maiuscoli, da maestrino che alza la voce nei confronti di un suo improbabile alunno (almeno in questa materia); e soprattutto non scomodi valori per i quali molti hanno perso la vita, allo scopo di mimetizzare le sue pulsioni tardogrilline.
Io non credo che il presidente Conte abbia detto cose sbagliate nella forma e bella sostanza. Finalmente ha chiamato x nome i vari protagonisti e li ha dipinti x quello che sono…e che si sono dimostrati essere negli ultimi mesi/anni di politica. Questo potrebbe essere il momento per ridare sostanza ad un confronto politico che è tatticismo, demagogia, continua campagna elettorale, politicamente corretto ma drammaticamente inefficace…abbiamo una banda di incompetenti votati da noi cittadini che manifestiamo stessi vizi e tendenze loro solo che non siamo al potere…
Forse pensate che quello che ha detto Conte non sia opinione comune all’euro parlamento? E che per questo motivo non contiamo nulla?
Se continuiamo coi tatticismi verbali, con la mediocrità demagogico populista, continueremo a sprofondare. Io non voglio un politico arringa folle che scalda gli stadi, voglio un qualcosa simile ad uno statista…che magari non si ubriachi a ferragosto di moito, che magari non pensi di essere un politico xchè veste cn la cravatta o ipotizza l’industria 4.0 etc…
Anzi avrei anche detto 2 paroline al ministro della Salute…non pervenuto…
Su siamo seri, non è il momento di fare melina…in un paese dove mi pare i problemi irrisolti siano moltissimi oltre al Covid19 .
No, caro direttore, in tutta amicizia e stima verso di te, penso che l’accordo (se c’è stato) di Conte e Gualtieri all’euro gruppo è stato tutto meno che positivo per il nostro paese. E’ stato l’ennesimo accordo fregatura. Questo spiega perchè Conte ha scelto di attaccare l’opposizione in maniera dissennata e malandrina. Mi permetto di suggerirti, per chiarirti le idee in economia, di seguire il blog del fiorentino sen. Alberto Bagnai cattedratico di economia a Pescara Chieti e presidente della commissione finanze e tesoro del senato. Il pcm Giuseppe Conte ha deliberatamente attaccato in maniera scoretta l’opposizione, in una sede inopportuna, per nascondere la pochezza dei risultati attenuti in Ue. Ha, per così dire, gettato la palla la palla in tribuna. Come mai il discorso di Conte è stato annunziato per le ore 14 e pronunciato alle alle 17,30 ?
Caro Gianfranco, a me pare, tra gli accordi possibili che si raggiungono solo tenendo conto anche delle ragioni degli altri, un buon accordo. Seguirò il tuo consiglio riguardo al blog di Bagnai.
gentile direttore, la sua modestia ed onestà intellettuale le fanno onore… vista la sua disponibilità, mi permetto di passarle un link di Alberto Micalizzi sulla nostra situazione debitoria
https://www.youtube.com/watch?v=7_iEG-FSQm0&t=317s
ed un altro di un’intervista al vice presidente emerito della C.C. Paolo Maddalena
https://www.youtube.com/watch?v=HYVoXVDPX9I&w=660&h=372
Da mesi affermo che Conte è un tipetto da tenere sotto stretta, strettissima sorveglianza, cvd. Il foggiano esercita bene le sue doti di cattedratico, dà il voto a tutti, e se Salvini da sprovveduto si lasciò sfuggire la pretesa di ” pieni poteri “, Conte i pieni poteri se li fa dare dal Covid-19, Poi lascio agli ingenui che Conte e Gualtieri abbiano fatto con l’Europa un buon accordo, inventandosi un primo tempo, quando la partita è già finita e chiusa. Ora per l’Italia inizia il gioco dell’oca della contabilità, riuscire a fingere di spendere per la sanità ciò che coprirà altre voci, compreso il debito.. Ma in questo siamo abili. Poi un punto di cui nessuno parla e che riguarda non solo Conte, ma anche i due gemelli monozigoti Mattarella-Bergoglio, insieme al teatrino della cristianità abbandonata che invoca il padre: se tra i provvedimenti contro la pandemia sta la distanza sociale, qualsiasi tornata elettorale è interdetta, e le virtù democratiche possono essere manovrate da virologi e infettivologi. Temo che Mattarella si roderà le unghie per non averci votare lo scorso autunno. Ma non preoccupiamoci, ANDRA’ TUTTO BBBENE!!
Tirate in ballo la scusa che in una conferenza pubblica non doveva fare nomi e cognomi quando tutti i giorni lo attacca o per nome e cognome…pensa libero eh..la verità e che i vecchi poteri e tutti quelli che ci campano da parassiti,hanno a noia chiunque abbia un briciolo di buonsenso ed onesta’…e poi Conte ha due belle qualità:Ha senso dello Stato e non sbaglia i congiuntiviBuona giornata Pensa Libero
Ecco, teniamoci buoni entrambi i congiuntivi. Quanto al senso dello stato, dovrei prenderla in parola. Perchè in questo caso è proprio quello che gli è mancato. Notte scura, Bruno.
Forse il presidente Conte è stato troppo umano, nel senso che non ha offerto l’altra guancia a chi, coperto dalla immunità parlamentare, ritiene di potergli attribuire qualsiasi falsità e offesa propagandola sui media. Non credo che dietro a quel comportamento di Conte ci siano altre ipotesi. Io credo però che anche Mentana si sia lasciato sfuggire una frase non molto condivisibile per un giornalista perché mi pare che sottenda una mentalità un po’ censoria, inammissibile per un giornalista.
Lorenzo Allegri
Non posso essere d’accordo con quanto scrive (ma la ringrazio per il suo commento). Non credo che Mentana volesse dire che Conte non può replicare a Salvini, Meloni e chiunque altro voglia. Ci mancherebbe! Voleva dire che non doveva farlo in quella sede, cioè ad una conferenza stampa alla quale giornali e TV erano stati convocati, presumo a Palazzo Chigi e con tutto l’ambaradan predisposto per le sortite “ufficiali” del presidente del consiglio. Conte, come dice lei, “forse è stato umano”? Personalmente mi sembra l’ipotesi peggiore, soprattutto di questi tempi. Mi sentirei più rassicurato dai nervi saldi.
Lasciamo perdere Mentana. Per il resto il nostro direttore ha puntualmente ragione. Personalmente un po’ mi dispiace , perchè ho detto – e continuo a dire – che in questa situazione drammatica ( ma quanti ne hanno capìto la drammaticità ? ) Giuseppe Conte non abbia agìto male ( forse avrebbe potuto far visita ad alcuni dei luoghi colpìti , ma forse pima di lui avrebbe potuto farla Mattarella ). L’ errore di venerdi scorso, però, è doppio errore blu: per l’occasione scelta e per aver voluto, in quella occasione, nominare gli avversari. Altro errore , secondo me inspiegabile, è la riapertura delle librerie martedi 14 aprile: ideona della demagogìa e dell’incoerenza ( proprio mentre si predica di non bbassare la guardia ! ). Un po’ mi dispiace, ripeto, ma dice benissimo ( anche in merito al compromesso finora raggiunto con l’Europa ) il nostro direttore.
Senza considerare, Adalberto, che per effetto di tutto ciò, è passato in secondo piano proprio il contenuto dell’accordo. Secondo me è un onorevole compromesso, tale non ritenuto da chi si immagina l’esistenza di accordi che prevedono soldi senza l’obbligo di restituirli. E qui mi fermo, perchè la tentazione di fare un processo alle intenzioni sarebbe forte.
Con amicizia, ma fuori dai denti: avrei voluto vedere lei e tanti come lei, se al posto di Conte ci fossero stati Salvini o Meloni. Una grande “Ola” per metà dello stadio ad inneggiare a Mentana. Perchè la verità è che possono esserci giornalisti faziosi. Ma a maggiore ragione e in maggiore quantità lo sono militanti e simpatizzanti di quelli che non a caso si chiamano partiti. Se non se ne è accorto, inutile discutere.