Magari tra quindici giorni i ballottaggi faranno tirare un sospiro di sollievo al PD e a Renzi. Ma l’esito del primo turno del voto nelle grandi città ha portato allo scoperto con grande crudezza tutto il deterioramento della democrazia italiana. Siamo ormai ben oltre il sonno della democrazia parlamentare; qui è in coma anche il sistema rappresentativo.
Virginia Raggi, che ha spopolato al voto della Capitale, magari si rivelerà un fenomeno, una Maga Magò. Per ora è solo la proposta della Casaleggio & Associati. Non lo dico io, lo dicono Renzi e il PD.
Venti anni di leggi elettorali che hanno spogliato i cittadini della loro sovranità togliendo il potere di scegliere i rappresentanti e la crescita smisurata del potere del Governo (e dei presidenti della Repubblica) hanno prodotto questo duplice risultato. Il processo si è sviluppato ben prima dell’avvento di Renzi. Ma proprio a lui è toccato portare a termine l’ultimo miglio di questo percorso degenerativo. Lo ha fatto anche con maggiore spregiudicatezza rispetto ai predecessori, abusando della minaccia di nuove elezioni (nel silenzio dei titolari di questo potere), della decretazione di urgenza e del voto di fiducia. Riflettiamo su un dato: al di fuori di quella sulle coppie di fatto, è difficile rammentare, da molti anni, una legge espressa dal Parlamento senza che il Governo abbia preso l’iniziativa o ci abbia messo lo zampino.
Le attenuanti devono essere riconosciute, perché alla base di tutto c’è il crollo dei partiti e delle loro insostituibili funzioni: individuare i bisogni della società, selezionare la classe dirigente, essere il collante politico della società, altrimenti destinata alla disgregazione. I partiti diventati aridi e il Parlamento.
I risultati di questa tornata elettorale potranno essere utili se aiuteranno ciò che resta dei partiti a prendere coscienza che occorre riattivare la condizione prima della democrazia: la rappresentatività, essendo velleitarie le proposte per la democrazia “diretta” il cui sbocco è sempre l’autoritarismo (vedi anche il Movimento 5 Stelle). Deputati, senatori, sindaci, consiglieri regionali e comunali con uno stretto rapporto con gli elettori sono al tempo stesso espressione e alimento per la democrazia.

E’ vero direttore… la maggioranza è responsabile di ciò che accade molto più di quanto noi stessi vogliamo ammettere: Troppo facile delegare ad altri il peso delle inadempienze che vediamo nella politica e nel sociale. Inadempienze che noi stessi (mi piacerebbe considerare questa osservazione solo un plurale maiestatis ma non è sicuro) compiamo nella vita pubblica e in quella privata. D’altronde i risultati si vedono.
Se nessuno individua i bisogni della società è perchè la società non parla..
(forse non parla perchè non è un grado di analizzare? Perchè non ci sono più le sezioni dei partiti o le.. parrocchie dove si faceva l’alba a parlare di giovani e di politica diretta? Di pubblico e privato?)..
Forse sappiamo individuare solo le buche per strada e la carenza di asili nido..?
(al direttore del mio giornale di quartiere arrivavano solo questo tipo di denuncie)…
Purtroppo la storia insegna che famosa la capacità di giudizio del popolo non è un dato certo, nonostante tutto. nonostante i tempi, internet ecc…
Oggi, 20 giugno 2016 i giochi sono fatti, i sindaci eletti….
I veleni?… solo al’inizio della preparazione delle pozioni da far ingurgitare ai malcapitati……
Ieri ero a una riunione di un eletto e dei suoi assessori….(solo come osservatrice) una bella sensazione… quasi quella dei gruppi di studio degli anni ’70…. la politica è un lavoro? Ok! Allora diamoci da fare e lavoriamo tutti… Credo che azzannerò la giugulare di chi mi dice ancora:
– Beh staremo a vedere…
Caro Paolo,
intanto ben tornato. Quanto alle tue considerazioni, come sai, io sono poco propenso a guardare ai processi politici in chiave personalistica. Certo, le ambizioni e le debolezze umane hanno il loro peso. Ma la democrazia consente al popolo di giudicare e decidere. In condizioni, come io stesso ho scritto, sempre più difficili. Ma tutte le cose che ho denunciato anche in questo articolo, in definitiva sono state fatte con il consenso della gente. O, quanto meno, la gente ha scelto le persone che hanno fatto queste cose. Ecco perchè invito a riflettere sugli strumenti che permettono alla democrazia di essere funzionante: il parlamento, la rappresentanza, etc. Se la maggioranza resta insensibile a queste problematiche, la maggioranza, alla fin fine, ne è responsabile. Non i cattivoni di turno ai quali attribuire le colpe, facendo finta di non avere mai saputo ciò che facevano. Ti risparmio gli esempi, nella nostra storia, di questo meschino comportamento. Un caro saluto.
Manca qualcosa a mio avviso nella tua analisi Nicola, il riferimento a come oggi nel 2016 le persone si informano. Quello che scrivi è stato vero fino a quando l’unico modo di sapere erano la prima pagina dei quotidiani, il telegiornale (una volta 2 soli!) e il comunicato del partito.
Aggiungi che le prove dei due schieramenti tradizionali hanno prodotto, a Roma e non solo, il medesimo risultato di malaffare e malgoverno. Come ci si puo’ stupire dunque, alla luce di quanto scritto, che sia la Raggi a vincere il primo turno? Renzi perde, il rottamatore è afaltato da nord a sud, ha usato cioé i mezzi di comunicazione odierni che sono diventati un boomerang per lui, La gente si informa, sa, scruta in continuo e in tempo reale, il ruolo della politica di cui parli probabilmente è finito, non solo in Italia, basta guardare alle elezioni USA, sebbene cosi lontane e diverse dal nostro mondo, cosa insegnano? Che la gente vuole decidere, e che si preferisce un outsider a cio’ che partiti corrotti, che creano clientelismi contrari agli interessi del singolo vogliono loro imporre. Fallisce il partito repubblicano che è costretto a ingoiare il rospo viscido e urticante Trump, la Clinton corrotta e antipatica resiste a un Sanders che ha spopolato al di la di ogni aspettativa, la Le Pen ottiene il consenso della maggioranza dei francesi (i cui resti coalizzati dei socialisti e repubblicani alleandosi le impediscono il potere) e a Roma trionfa per ora la Raggi. Che sarà sicuramente ostacolata anche in caso di vittoria da chi non vuole perdere il potere e i vantaggi che esso comporta.
Renzi asfaltato, questa è la sintesi della prima tornata elettorale.