• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’IMPROVVISO SMARRIMENTO DELLA CRUSCA

La crisi vera e disperata si consuma quando ognuno di noi smarrisce il senso profondo del proprio patrimonio culturale e linguistico e accusa la mancanza di strumenti per esprimere i propri pensieri.

di Rosita Bimbi | 23 Febbraio 2009

In tempo di crisi, si smarriscono le certezze, e tra queste tragicamente annovero lo smarrimento di quelle linguistiche e grammaticali di cui è sempre stata suprema custode l’Accademia Nazionale della Crusca. In una trasmissione televisiva di RaiDue, ho ascoltato il sommo presidente della medesima Accademia rispondere alle domande del pubblico da casa sull’uso appropriato di forme verbali e registri linguistici. L’insigne Professore ha affermato che l’ausiliare ‘potere’ può affiancare sia il verbo ‘avere’ che il verbo ‘essere’ nelle forme composte, indipendentemente dalla regole di coniugazione del verbo principale. Veniva analizzata la forma verbale ‘poter andare’ coniugata al passato prossimo: ‘sono potuto andare’. E il Professore ha sostenuto che con l’ausiliare ‘potere’ non è sbagliato dire ‘non ho potuto andare’ invece di ‘non sono potuto andare’, sebbene ‘andare’ esiga solo il verbo ‘essere’ nelle forme verbali composte. In un istante, davanti ai miei occhi si sono materializzati gli anni della mia infanzia: la scuola, la maestra, il banco, la mia amica del cuore e…la grammatica italiana. E dopo, gli anni delle scuole medie e del liceo (classico): i professori, il banco, la mia nuova amica del cuore, il latino, il greco, e…la grammatica italiana. E i libri, alti, altissimi, soprattutto quelli di grammatica italiana.
E in quello stesso istante ho intuito che la crisi vera e disperata si consuma quando ognuno di noi smarrisce il senso profondo del proprio patrimonio culturale e linguistico e accusa la mancanza di strumenti per esprimere i propri pensieri. ‘Le parole sono importanti’. Le parole sono un’opportunità formidabile per chiunque sappia usarle bene. Ho intuito che c’è veramente la crisi, non solo economico-finanziaria, ma anche socio-culturale, se il presidente dell’Accademia della Crusca avvale come corretto l’uso di una forma verbale forse solo perché acquisito nel linguaggio comune e reso, perciò, consuetudinario.
Secondo le regole della grammatica italiana, gli ausiliari seguono, proprio perché verbi ausiliari, la coniugazione dei verbi principali a cui si legano. Nel caso di ‘andare’, che al passato prossimo si coniuga con il verbo ‘essere’ (‘io sono andato’), anche l’ausiliare ‘potere’ viene coniugato obbligatoriamente con lo stesso verbo (‘io sono potuto andare’). Mi pare che le regole della grammatica italiana siano incontrovertibili anche rispetto all’imperversare di certe tendenze che inducono alla semplificazione linguistica. Non era questa la Crusca che ricordavo e amavo. Non è questa la ‘sacra’ Crusca a cui guardavano come a un faro indicatore i miei insegnanti. Mi sento in crisi…

Pubblicato in : Primo piano

Info Rosita Bimbi

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Antonio Specchiulli

    18 Dicembre 2009 alle 12:49

    Gentile sedicente purista Puccio Cartoni,

    Ecco alcuni utili consigli da un ‘amateur’ della precisione linguistica per rendere più credibili le Sue parole di sdegno riguardo al mutamento:

    1. Lascerai uno spazio DOPO (e non prima) del punto, della virgola, e del punto e virgola. Viceversa, non lascerai spazio alcuno tra la parola e le virgolette in cui è racchiusa;

    2. Eviterai un lessico inutilmente arcaico come “suesposto”, “od”, eccetera. Dirai meglio “esposto sopra” e “o” (lo iato che si viene a creare non rende affatto più cacofonico il ritmo della frase);

    3. Rileggerai sempre ciò che scrivi per evitare errori di battitura quali “dimnticando”;

    4. Che la lingua sia alla base del pensiero o viceversa, secondo un rapporto di causa-effetto o di condizione necessaria, non è stato dimostrato con certezza, ad oggi, nemmeno dai più credibili filosofi del linguaggio e cognitivisti. Infatti se ne parla ancora come di ipotesi;

    5. Pensare SOLO in una lingua non può far altro che impoverire le potenzialità espressive e cognitive di un parlante, ed è quindi in contraddizione con il suo punto precedente;

    6. Scriverai tutti i composti di ‘che’ con l’accento acuto e non grave: perché, poiché, alcunché, oltreché, ecc.;

    7. Senza i fenomeni del calco e del prestito linguistico, Lei non potrebbe parlare di parabole, angeli, chiese, martiri, basiliche, del sabato, della Pasqua, di arance, limoni, spinaci, zucchero, dogane, magazzini, tariffe, ammiragli, di cifra, di zero, di burro, di cugini, del colore giallo, del giorno, di cavalieri, di scudieri, di gioielli, di guerra, di sapone, di bande, di guardie, di alberghi, di schiena, di banche, ecc. (Gli esempi sono tratti da http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_italiana#Lessico). Solo perché queste parole sono entrate nell’italiano in tempi in cui Lei non era ancora nato, non vuol dire che siano ‘pure’. Senza i grecismi, gli arabismi, i francesismi, i germanismi, gli anglismi e gli americanismi, cosa sarebbe oggi la lingua italiana? Inoltre, di molte parole ed espressioni usate oggi in italiano, nessuno sospetta un’origine straniera, frutto di soluzioni inventate da traduttori e localizzatori. Solo per citarLe un paio di esempi: ‘conto alla rovescia’, ‘fuga di cervelli’;

    8. Infine, un purista come Lei non può scrivere così male. Se si rifiuta di accettare lessico ‘barbaro’ nella sua lingua, potrebbe almeno imparare meglio quest’ultima. Il mutamento linguistico, oltre che inevitabile, è paradossalmente ciò che tiene in vita una lingua.

    Spero di aver fatto un favore a Lei e alla lingua italiana.

    Rispondi
  2. Puccio cartoni

    24 Febbraio 2009 alle 18:50

    Il “pensierino” suesposto non appare firmato ,ma è certamente fondamentale nella considerazione della nostra situazione attuale. Attualità che appare piena di espressioni proprie di altre culture , in un tentativo di multiculturalità spicciola e caudataria che finisce per annullare le caratteristiche dell’italico pensiero . Oggi la vita corre , travalica confini ,viene spiegato ; e così si autorizzano anche semplificazioni nella costruzione del discorso ,nella declinazione dei verbi ,nella “trasmissione del pensiero “.
    Magari dimnticando che una lingua ,con tutte le sue regole e le sue sfumature ,resta comunque alla base del pensiero . Si pensa in inglese ,od in francese ,od in italiano : semplificando o togliendo caratteristiche proprie all’elaborazione del pensiero , si rischia seriamente di diminuire la comprensione reciproca ,oltrechè la stessa elaborazione del pensiero. Come operazione “culturale” ,questa mi sembra deficitaria in partenza.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti