
Allora ricapitoliamo le principali contraddizioni del capitano che bacia la pantofola (e non solo quella) a Musk.
1) Musk è un drogato.
E non si tratta di un’odiosa illazione.
Lo rivendica lui stesso.
Assume, tra le altre sostanze, la ketamina. Che è uno stimolante per cavalli. Roba da tossici marci.
In Italia (dove il capitano combatte pure la cannabis light) dovrebbe invocarne la carcerazione immediata.
2) Musk ha ricorso più volte alla maternità surrogata.
Per il capitano, arcigno difensore della famiglia tradizionale, si tratta di un crimine universale.
Idem come sopra.
3) le smisurate ricchezze di Musk derivano in gran parte dai finanziamenti ricevuti dall’amministrazione Obama per la “mobilità sostenibile” e l’introduzione massiva dell’auto elettrica.
Impostazione che farà scuola.
E ispirerà quelle che il capitano stigmatizza come “follie green” (compreso l’addio al motore termico nel 2030 a favore di Tesla e simili).
Inutile dire che gente come Musk oggi sta con Trump come ieri stava con Obama e domani con chiunque altro.
Per lui Salvini è il classico utile idiota.
A cui non deve neanche chiedere.
È già lì scodinzolante a promuovere con zelo canino l’adozione di starlink e a bollare come follia la multa miliardaria europea.
E cosa gli costa, dunque, fargli fare bella figura con una diretta al congresso?
Dove lo trova uno così lietamente a 90 gradi?
Immagino, in cuor suo, quanto lo stimi.
Stefano Pillitteri

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