• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’USO DI FACEBOOK NUOCE AGLI SPROVVEDUTI

Tra esigenze di riservatezza e rispetto dei diritti altrui “I social network sono strumenti che danno l’impressione di uno spazio personale, o di piccola comunità (…) si tratta però di un falso senso di intimità che può spingere gli utenti a esporre troppo la propria vita privata…” di Paolo Marini

di Paolo Marini | 28 Novembre 2010

Non sarà sfuggita a molti la notizia – apparsa sui quotidiani una decina di giorni fa – della sentenza del giudice del lavoro di Boulogne-Billancourt (nei pressi di Parigi) che ha convalidato il licenziamento per giusta causa di due lavoratori che, scambiandosi delle battute su Facebook, avevano espresso giudizi critici (solo frasi scherzose, secondo i protagonisti della vicenda) sui superiori gerarchici dell’azienda-datore di lavoro. Non avendo sufficienti elementi di conoscenza della fattispecie non ritengo di esprimere un’opinione sulla correttezza o meno, alla luce del diritto del lavoro francese, della citata sentenza. Ma quanto è a disposizione è tuttavia sufficiente per affermare che l’utilizzo di un qualsiasi social network (Facebook è soltanto il più diffuso e conosciuto) deve essere improntato ad una grande prudenza e ad un rigoroso rispetto di determinate regole, peraltro mutuabili – in buona parte – dal banale buon senso.
Merita un breve cenno, intanto, la nostra stessa giurisprudenza – forse non cospicua quantitativamente ma già illuminante: in particolare, il Tribunale di Monza (sentenza 770 del 2.03.2010) si è pronunciato sul caso di una ragazza, portatrice di una patologia – una sorta di strabismo chiamato “esotropia congenita” -, che si è vista recapitare dall’ex-fidanzato – con cui era rimata in contatto – un messaggio sulla propria bacheca; il messaggio, che aveva ad oggetto la citata impefezione fisica, oltre a sue presunte preferenze e abitudini sessuali, sarebbe stato tale da arrecarle un danno alla reputazione, all’onore e al decoro. Il Tribunale, nel darle ragione, ha punito il responsabile condannandolo al risarcimento del danno nella misura di euro 15.000, oltre al pagamento delle spese processuali. Per altro verso, la rilevanza della comunicazione tramite social network non è sfuggita alla Suprema Corte (Cassazione penale, sez. II, sentenza 37151 del 29.09.2010), la quale ha ritenuto fondato il ricorso del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone contro un’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari; ordinanza con cui era stata rigettata la richiesta di sostituzione degli arresti domiciliari con la custodia in carcere nei confronti di un indagato che aveva violato la prescrizione di non comunicare con persone diverse dai familiari conviventi, per l’appunto utilizzando il social network Facebook.
Il Garante della Privacy ha pubblicato a suo tempo un libello dal titolo “Social network: attenzione agli effetti collaterali”, gratuitamente scaricabile dal sito istituzionale, il cui scopo è quello di “aiutare chi intende entrare in un social network o chi ne fa già parte a usare in modo consapevole uno strumento così nuovo”. Se i social network “sono lo strumento di condivisione per eccellenza e rappresentano straordinarie forme di comunicazione”, è vero nondimeno – si legge nel documento – che essi “comportano rischi per la sfera personale degli individui coinvolti”. In particolare, mi piace citare questo passo: “I social network sono strumenti che danno l’impressione di uno spazio personale, o di piccola comunità (…) si tratta però di un falso senso di intimità che può spingere gli utenti a esporre troppo la propria vita privata… “. Non c’è dubbio che i rischi attengono tanto all’ipotesi di una incontrollata, sconveniente e persino pericolosa sovra-esposizione della propria persona (e dei propri cari, tanto più se minori di età), quanto alla diffusione (il termine ‘diffusione’ non sta qui a caso) di dati e informazioni su terzi non consenzienti (e spesso neppure informati!). Vorrò in seguito entrare nei numerosi dettagli di questo argomento, che certo non può essere liquidato in poche righe.
Per il momento mi basta concludere che quando si interagisce con un social network, in tutto e per tutto possiamo (e dobbiamo) fingere di trovarci non già in una piazza virtuale, bensì in uno spazio fisico, reale, come la nostra Piazza della Signoria, come al cospetto attuale e fisico di un numero potenzialmente illimitato di persone – e così domandare a noi stessi: quello che sto per compiere o per affermare sul social network, potrei e/o vorrei ugualmente, legittimamente ed opportunamente ripeterlo dinanzi ad una folla da stadio? Ritengo trattarsi di un utile, di un proficuo esercizio preventivo, a portata dell’innato buon senso di ciascuno di noi: perché l’opportunità della comunicazione continua con gli altri non si trasformi in occasione di spiacevoli “sinistri”, con conseguenze ed effetti spesso neppure calcolabili. Quel “senso di intimità” cui fa riferimento il Garante è ad ogni effetto una vera e propria trappola: una trappola per sprovveduti (anche quando in buona fede)!

Paolo Marini

Pubblicato in : Primo piano

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti