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L’Ungheria passa dalla destra alla… destra 

In Ungheria, nei fatti, nulla di nuovo. Dall’estrema destra di Orban si passa all’estrema destra di Péter Magyar, peraltro già membro del partito di Orban e fra i suoi più stretti collaboratori. E, al terzo posto? L’estrema destra di László Toroczkai. L’Ungheria, insomma, rimane un Paese con, tanto al governo quanto all’opposizione, l’estrema destra. Nulla di nuovo, insomma. Questa la notizia che dovrebbe saltare agli occhi e fa parecchio riflettere e anche sorridere il fatto che la pseudo “sinistra” italiana canti vittoria, dimostrando – una volta di più (per chi ancora non se ne fosse accorto) di essere, semplicemente, anch’essa un’altra forma di destra non diversa dal melonismo and Co.

di Luca Bagatin | 14 Aprile 2026

In Ungheria, nei fatti, nulla di nuovo.

Dall’estrema destra di Orban si passa all’estrema destra di Péter Magyar, peraltro già membro del partito di Orban e fra i suoi più stretti collaboratori.

E, al terzo posto? L’estrema destra di László Toroczkai.

L’Ungheria, insomma, rimane un Paese con, tanto al governo quanto all’opposizione, l’estrema destra. Nulla di nuovo, insomma.

Questa la notizia che dovrebbe saltare agli occhi e fa parecchio riflettere e anche sorridere il fatto che la pseudo “sinistra” italiana canti vittoria, dimostrando – una volta di più (per chi ancora non se ne fosse accorto) di essere, semplicemente, anch’essa un’altra forma di destra non diversa dal melonismo and Co.

Del resto, i programmi, in politica interna (liberal capitalisti e di riduzione dello stato sociale; nessuna misura per contenere e punire severamente la criminalità nelle strade, soprattutto minorile) e estera (servilismo nei confronti dei diktat di Washington e Bruxelles, a loro volta governate dalla destra) sono i medesimi: sia nel campo meloniano che in quello chiamato “campo largo”.

Ormai anche a Conte e alle sue apparenti prese di distanza in politica estera, non crede più nessuno, così come la gran parte del Paese ha smesso di credere alle prese di distanza di Salvini.

Fortunatamente, in Italia, a differenza dell’Ungheria, la gran pare degli italiani si astiene, dimostrando di non sostenere nessuna delle due destre che, dal 1994 ad oggi, ovvero da quando furono abbattuti i partiti storici e introdotte leggi elettorali incostituzionali, malgoverna il Paese.

In Ungheria, come in molti Paesi dell’Est europeo e UE, purtroppo, da tempo, la sinistra, sia socialista che comunista, è marginalizzata dai media e spesso perseguitata, anche dal governo.

E pensare che erano presenti candidati validi nelle liste unite del Magyar Munkáspárt, ovvero il Partito dei Lavoratori Ungheresi e nel socialista democratico Solidarietà, pressoché unica alleanza socialista e di sinistra alle elezioni ungheresi.

Ovviamente bellamente ignorati, non sono dalla stampa nostrana e da quella dell’UE, ma, figuriamoci, anche dalla pseudo “sinistra” nostrana. Perché? Ovviamente perché non filo-liberal capitalisti e non filo-UE e le sue follie belliciste e masochiste. Ovvero non di destra.

Nulla di nuovo, insomma. Nulla che dia un qualche barlume di speranza a questo triste continente che, come negli anni più oscuri, rimane pressoché a destra, salvo Robert Fico in Slovacchia e Pedro Sanchez in Spagna (ancora al governo) e le serie opposizioni socialiste e democratiche di Jeremy Corbyn e George Galloway in Gran Bretagna, Jean-Luc Mélenchon in Francia, Sahra Wagenknecht in Germania e poco altro.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

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