Cari amici, la mia prima visita al museo della Carestia in Kyiv la feci nel gennaio 2015 in piena invasione dell’Ucraina da parte dei russi, così come documento dagli articoli su Pensalibero.it.
Dell’holodomor è stato, invece, parlato in Italia raramente e non in modo diffuso e continuo. Pensalibero.it, lo ha fatto in modo costante già da diversi anni anche con la presentazione del libro di Ettore Cinnella “Ucraina: l’olocausto dimenticato”, che l’autore e storico ha scritto assieme ad altri interessanti libri dedicati all’Ucraina e alla Russia da Nicola II a Stalin.
Questi giorni sono dedicati al ricordo dell’ Holodomor, la morte in un solo anno per inedia di milioni di ucraini. Le carestie in realtà furono tre. La prima in seguito all’occupazione dell’Ucraina da parte di Lenin nel 1921, la seconda e più in vasta scala indotta dalla volontà di Stalin, quella del 1932 /33 e in seguito quella del 1946 alla fine della “guerra patriottica”, che colpì in maggior parte le città.
La conseguenza di questi stermini è oggi l’invasione dell’Ucraina e la volontà di annientamento del suo popolo. L’arcaico modo imperialista moscovita non ha mai cessato di essere. Stalin volle sterminare i kulaki per sostituire la popolazione slava con quella sovietica e non per un motivo politico ideologico e sociale, che era il mezzo e non il fine del genocidio. Lo sterminio mirava a fare una pulizia etnica perché gli ucraini, come da sempre, creavano opposizione e problemi per il consolidamento dell’impero. Così facendo Stalin portò alle estreme conseguenze ciò che gli zar avevano cominciato e che Lenin aveva perpetrato con il ” Terrore rosso” con le deportazioni, e le uccisioni di ucraini nell’arcipelago delle Solovki per estirpare la millenaria lingua ucraina senza mai riuscirci fino in fondo.
Fu il 3 novembre 1937, per l’occasione del ventesimo anniversario della rivoluzione d’ottobre che nel lager di Sandormokh in Carelia, vennero fucilati più di mille detenuti. Tra loro ci furono Les’ Kurbas, il regista teatrale, e Mykola Kuliš, il drammaturgo, uccisi tutti e due con una pallottola, per risparmiare le munizioni. I due furono tra 500 intellettuali di spicco ucraini, annientati dal Grande Terrore staliniano che per l’Ucraina fu anche lo sterminio dell’élite culturale nazionale. Con l’ Holodomor e le deportazioni in siberia l’Ucraina avrebbe dovuto essere sottomessa alla volontà di Mosca e la sua lingua cancellata, la popolazione sostituita, almeno quella ostile come è accaduto per la lingua bielorussa che ormai è sparita. Il progetto non è mai riuscito in Ucraina ed oggi il paese ha rigettato completamente questa imposizione.
Enrico Martelloni





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