Lucia Annunziata è quello che è: il prototipo del giornalista di sinistra che ritiene che sulle sue spalle gravi tutto il peso della salvezza del mondo.
Tanto gravata dal compito e dall’impegno, che non contenta di quello che dice si aiuta anche con le espressioni del viso. Chi ha visto le sue interviste agli esponenti del centro-destra, da Calderoni a Casini e, in ultimo Berlusconi, non può non aver notato l’espressione perennemente atteggiata ad una che soffre perennemente di mal di stomaco: per sottolineare non solo dissenso, ma disprezzo per le idee non condivise.
Berlusconi, di fronte a lei, si è forse prodotto in una delle sue migliori performance: il tempo della trasmissione lo ha sfruttato quasi tutto e non ha avuto difficoltà a far emergere ciò che veramente gli interessava: il coagulo di interessi che si è schierato contro di lui, che comprende poteri forti, giornali ed anche un bel pezzo di servizio pubblico. A tempo quasi scaduto, con l’Annunziata ormai coi riflessi appannati e completamente prigioniera della ragnatela con cui il premier l’aveva avvolta, si è alzato e se n’è andato lasciando sola quella che ormai si era palesata non per una intervistatrice, ancorché dura, ma esclusivamente una partigiana dello schieramento opposto, cioè dell’Unione.
Per dare a ciascuno il suo, non si può tuttavia tacere che Berlusconi aveva di fronte quella stessa Lucia Annunziata che la maggioranza da lui capeggiata aveva insediato al vertice della RAI, niente di meno che con la missione di presidente di garanzia. Una scelta che al pari di altre operate dalla CdL mise in luce la scarsa attitudine della maggioranza di mettere le cose di tutti, cioè pubbliche, in mani veramente capaci.
Infine è evidente una volta di più che il problema di una corretta informazione non lo si risolve né con la legge della par condicio, né con altri codicilli.
I guasti di tanti anni nei quali troppi giornalisti hanno rivendicato come un merito la loro faziosità e il loro diritto a schierarsi, non si ripareranno in fretta. Si può cominciare con lo smantellare le “riserve” del servizio pubblico, siano di centro-sinistra o di centro-destra, e, per quanto riguarda il settore privato, affrontare anche il conflitto di interessi di chi possiede oltre ai giornali, banche, assicurazioni ed altri importanti interessi economici
LUCIA CADE NELLA RETE E BERLUSCONI SE NE VA
Berlusconi, di fronte all’Annunziata , si è prodotto in una delle sue migliori performance: il tempo della trasmissione lo ha sfruttato quasi tutto e non ha avuto difficoltà a far emergere ciò che veramente gli interessava: il coagulo di interessi che si è schierato contro di lui. Ma la conduttrice è quella stessa che la sua maggioranza aveva nominato presidente di garanzia della Rai.

Bravo Cavaliere. Ha lasciato nella sua boria mista ad fanatismo la pseudo giornalista, che senza etica e bon ton voleva dirigere a modo suo, nel più classico stile vetero comunista l’intervista al Presidente del Consiglio. Si può trascurare il fatto che la conduzione del dibattito lo voleva giornalisticamente “governare” lei, ma etica p’rofessionale e stile in questa circostanza non possono non essere tenuti in considerazione. La signora è figòlias di quella cuiltura di giornalismo di sinistra che non riesce a pensare che di fronte c’è un avverasario politico, ma dimentichi dello stile che impone la professione, ritornano a combattere il nemico, da brava militante.
E questa sarebbe stata la presidente di garanzia??? e questa la chiamano giornalista? Avanti così il cavaliere recupera punti….e consensi
Ognuno ha diritto, nei limiti della buona creanza di comportarsi come meglio crede. Lucia Annunziata di fare le domande che ritiene di dover fare; Berlusconi di sostenere che ha di fronte una giornalista di parte ed anche di andarsene se pensa che gli sia utile per daree maggiore eco alla sua tesi.
Quello che non va, nell’una e nell’altra parte, sono gli anatemi e le criminalizzazioni reciproche. Invece che contestare l’avversario, si dice che egli non può dire o fare qualcosa: Ma quando mai…
Oggi alcuni giornali (shierati come è nel loro diritto) sostengono che Berlusconi se ne sia andato in preda all’ira.
Non mi è parso proprio. Penso anch’io che il Cavaliere se la sia cercata, per rafforzare quello che dice da tempo: che una parte della Rai è una macchina da guerra contro di lui. L’Annunziata c’è cascata: o per presunzione o perchè condizionata dall’idea di dimostrare ai suoi compagni di squadra che non si faceva mettere sotto.
Perdonamtemi,
il commento appena spedito mi è “scappato”. E’ stato inviato senza rilettuura e ci sono dei refusi di battitura.
Lucia Annunziata è la classica intellettuale di sinistra che tenta di essere, o meglio apparire, democratica ma non ci riesce.
Alcuni giorni fa ho visto una parte dell’inrevista a Fini ed la “brava” Lucia ha cercato di incastrarlo a più riprese, senza naturalmente riuscirci.
Tuttavia riesci a frgli perdere, per qualche istante, l’aplomb che si è imposto da quando è uomo di Governo.
Il comportamneto di Annunziata, però, non sorprende. Basta ricordarsi la sua breve stagione come “Presidente di “garanzia” alla Rai. Facendo finta di essere offesa se ne andò,sfruttando furbescamente il contratto, intascando un fracco di soldi.
E’ dura avere a che fare con i ” duri e puri”
che pensano che mondo sia nelle loro mani e da loro dipenda il Destino del genere umana.
Il Premier è un’abile Re che conosce i suoi polli e quanto e come far credere che il reame è alla mercè dei rivoluzionari.
Credo che l’Italia (e l’Europa) non abbia bisogno di entrambi, ma se il Premier non getta la spugna sorgeranno in Italia più partigiani e controrivoluzionari del numero totale dei capelli dei parlamentari.
Infatti quando la mattina un italiano sempre meno medio, stanco, deluso e frustrato, si alza la mattina dopo una notte di m[xxxx] e può prendere un cappuccino davanti ad internet – http://en.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi – dice: “…se può fare lui il re a maggior ragione ho il diritto io di fare Robespierre…”
Poi, una volta fatto Robespierre, il re può cambiare finalmente cambiare maschera e fare Napoleone per salvare la Francia dagli illuministi. Ecco cosa è successo dall’Annunziata: e la notte dell’italiano sempre meno medio è diventata di m[xxxx] più di prima… ma anche quella di Napoleone.
Al Caruso sfuggono alcuni particolari .
Primo :la Annunziata si propone come giornalista ,e non quindi come esponente politico,o segretario di partito. C’è differenza?
Secondo : la Rai non è casa o cosa sua ( dell’ Annunziata),ma azienda di servizio pubblico. C’è differenza?
Terzo :normalmente le interviste sono ad invito da parte del giornalista ,salvo dimostrare che il capo del Governo ha “disposto” di essere invitato.
Affidando “ciò che resti della sua intelligenza “ all’espressione di commissario del popolo dell’Annunziata , il Caruso potrà anche guadagnare benemerenze,ma non certo credito in chi ,la propria intelligenza ,cerca di conservarla a dispetto di tutti i Caruso ,le Annunziate ,i Santoro di turno.Che spero siano quasi tutti gli italiani.
Penso anch’io che il grosso errore ,se non colpa , sia quella indicata nell’editoriale : per aver la CdL “insediato (l’Annunziata) al vertice della RAI, niente di meno che con la missione di presidente di garanzia. Una scelta che al pari di altre operate dalla CdL mise in luce la scarsa attitudine della maggioranza di mettere le cose di tutti, cioè pubbliche, in mani veramente capaci.”
“Ormai bisogna chiamarlo così: non il Premier e non il Presidente del Consiglio “.(punto)
E allora come lo dobbiamo chiamare ,Caruso bello ? Nella tua acutezza ti sei scordato di dircelo…..ci lasci nell’ambascia più completa!
Mi pasre che il sig. Caruso non abia visto l’intervista, ovvero consideri il diritto dell’intervistato un puro opzional rispetto a quello che il giornalista ritiene giusto.
Deto questo la sig.ra Annunziata (per chi ha seguito l’intervista) si è comportata così con tutti i suoi “nemici”, come gia rileva l’articolo. Un po’ come quei giudici che PER I NEMICI APPLICANO LA LEGGE E PER GLI AMICI LA INTERPRETANO. Non ha dato certo un buon esempio di professionalità anche se nessuno le aveva chiesto di usare “timore reverenziale”.
Al contrario, chiedo visto i taglio dell’art. sopraesposto: Quando mai il Centro-sinistra avrebbe messo a capo del servizio pubblico di informazione un avversario politico che, per fare un paragone con l’estremismo dell’Annunziata, avrebbe dovuto essere di “forza nuova”
No. Non sono un fan di Lucia Annunziata. Ex-giornalista del Manifesto, poi giornalista sempre schierata a sinistra, fino a quando però è entrata nell’orbita della Rai. Non dimentichiamo inoltre che è stata anche direttrice di un’agenzia di stampa non propriamente di sinistra e la sua vicinanza in termini di amicizia a Massimo D’Alema, si è via, via stemperata, fino ad approdare con una sua rubrica su “La Stampa” dove spesso non risparmia anche critiche autentiche al mondo, incantato, della sinistra. Insomma l’Annunziata della “Seconda Repubblica” è quasi irriconoscibile rispetto alla “Prima”. Starei molto attento, quindi, a fare il tifo da stadio per l’atteggiamento assunto da Silvio Berlusconi. Ormai bisogna chiamarlo così: non il Premier e non il Presidente del Consiglio. Questi colpi di teatro sono penosi. Quale presidente del Consiglio nella storia della Repubblica dal 1946 si è comportato così? Anche il moderato più conservatore questa domanda se la dovrebbe porre. A meno che non affidi ciò che resti della sua intelligenza al destino personale di Berlusconi Silvio. Un conto è che il Premier si difenda dagli attacchi del 90%, ormai, dei giornalisti italiani e del 95%, certo, dei magistrati…ma ormai la conta dei suoi nemici ogni giorno aumenta. E non certo solo fra i soliti comunisti, ultimo solido alibi del sempre meno liberale Silvio Berlusconi. Di questo passo, ci avviciniamo al motto “molti nemici, molto onore”. Accomodatevi pure nella ridotta dei partigiani che incitano: “vai, Silvio, vai che sei il più forte”. Se anche vincesse, per altro con un margine molto ristretto il prossimo 9-10 aprile, le rovine del suo operare e la catena di faide che sono state innescate durerà almeno per tutta la prossima legislatura. Se il Centrosinistra ha il problema dell’imbecillità delittuosa dei massimalisti di sinistra, il Centrodesta ha il problema di come e quando trovare un nuovo leader e come mantenere in vita, in forme finalmente organizzate, il bacino elettorale di Forza Italia…non semplicemente la Casa di Silvio.
Abboccano, abboccano…..I caporioni del sindacalismo minculpop rosso, Usigrai Natale, Fnsi, Serventi, il coordinatore Chiti e altri sono subito scattati a dare manforte a Lucia e…ragione a Berlusca. Che dell’Annunziata aveva fatto il presidente di garanzia. Bella questa gara a Vinciperdi….
Lucia Annunziata è da annoverarsi tra quei giornalisti che credono di poter orientare un servizio pubblico pagato da tutti i cittadini. La RAI è un organo di informazione fazioso orientato a sinistra né vale la smentita dei suoi mentori, basta guardare da chi sono formati i comitati di redazione e come viene discriminato il personale che viene identificato come antisinistra. Il Presidente del Consiglio bene ha fatto a lasciare la trasmissione! Ma in caso di vittoria bene farà ad attuare un repulisti opportuno per salvaguardare tutti i cittadini da questa condotta vergognosa.
Secondo me la Lucia ha fatto un bell’assist per la segnatura finale al berlusca.. vediamo in zona cesarini come si ripigliano