
Ci siamo giustamente indignati quando attraverso alcuni film (“Australia”, “La generazione rubata”) abbiamo appreso che in Australia i figli degli aborigeni venivano strappati alle loro famiglie per essere inseriti in programmi “di rieducazione, stessa sorte toccava ai meticci.
Durante le dittature in Cile, in Argentina , i dissidenti venivano messi in prigione, uccisi e i loro bambini venivano dati in adozione o chiusi n collegi, sempre per la loro rieducazione, ma quello che avveniva a pochi chilometri da casa nostra, ed è durato fino al 1975, era ignorato dai più.
Premessa necessaria per presentarvi l’ultimo film italiano in concorso a Venezia 80.
Lubo appartiene al popolo Jenisch che, contrariamente a Rom e Sindi, ha origine nella Europa Centrale; è un nomade, artista di strada. Insieme alla moglie e ai figli si esibisce nelle varie piazze elvetiche.
Nel 1939 viene richiamato dall’esercito per essere impiegato nella difesa dei confini
dal rischio di un’invasione tedesca.
Alla scoperta che sua moglie è morta per difendere i suoi figli che in quanto di etnia Jenisch devono sottostare ad un progetto di “rieducazione nazionale” che interessa i
bambini di strada, Lubo non avrà più pace finchè non avrà avuto giustizia persè,per la sua etnia, per tutti i “diversi”
Nelle tre ore del film si raccontano le vicissitudini del protagonista (impersonato dal bravo Franz Rogowski), non certo esemplare nei comportamenti, scorretti sul piano individuale, ma sicuramente meno colpevoli del potere che,tramite l’organizzazione “Pro Juventute” si arroga il diritto di sradicare il nomadismo e la “diversità” dal paese.
Una storia di ingiustizia e di prevaricazione delle minoranze etniche: problema che non riguarda solamente le vicende ai confini tra Svizzera e Italia, ma anche le vicende attuali.
Lubo Moser è quindi simbolo di ogni prevaricazione e ingiustizia in ogni tempo..
Due parole sull’impiego della musica, un po’ enfatica ma di buon livello, unica pecca: ogni tanto sottolinea momenti come se fossero determinanti anche se determinanti per lo più non lo sono. Da prestare attenzione di lui in prigione mentre “suona” la fisarmonica
Il film è uscito nelle sale il 9 novembre e probabilmente sarà poi sulla Rai in tre puntate. Consiglio però sempre la visione in sala.
Maria Rita Monaco

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