
La Giornata internazionale della donna (o Giornata internazionale dei diritti delle donne) è una ricorrenza internazionale che si celebra l’8 marzo di ogni anno e sottolinea l’importanza della lotta per i diritti delle donne, in particolare per la loro emancipazione, ricordando le conquiste sociali, economiche, politiche e portando l’attenzione su questioni come l’uguaglianza di genere, i diritti riproduttivi, le discriminazioni e le violenze contro le donne. E’ una riflessione!
La storia delle donne in Italia è un percorso complesso e in continua evoluzione, segnato da lotte per il riconoscimento dei diritti fondamentali. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con l’entrata in vigore della Costituzione italiana nel 1948, le donne hanno ottenuto importanti conquiste, come il diritto di voto e l’accesso agli uffici pubblici. Tuttavia, nonostante questi progressi, le discriminazioni persistono e i diritti acquisiti sono sempre a rischio e sempre minacciati. In definitiva esistono solo i diritti che siamo in grado di difendere, se ci distraiamo un attimo e non li difendiamo, quei diritti ce li porteranno via. La storia dei diritti per le donne è lunga e complessa, ma vediamo alcune tappe fondamentali e relativamente recenti:
1945-Riconoscimento del diritto di voto alle donne.
1948-Costituzione italiana, che garantisce l’uguaglianza formale tra i sessi.
1963-Accesso agli impieghi pubblici.
1968-Fu dichiarato illegittimo il delitto di adulterio,
1970-Introduzione del divorzio.
1975: Riforma del diritto di famiglia.
1978-Legalizzazione dell’aborto.
1981-Abolizione del delitto d’onore
2001-Nuove misure contro i casi di violenza di genere
Quest’ ultimo provvedimento in particolare a cui ne seguiranno altri, dopo l’analisi di talune relazioni affettive, con forme di violenza da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, per arrivare fino al femminicidio, si è giunti finalmente a capire che il maschilismo estremo, poteva creare dinamiche di potere squilibrate, portando a possessività e controllo, e compromettendo la possibilità di relazioni sane e paritarie, fino ad arrivare a forme di violenza gravissime e ingiustificate.
Andreotti diceva che il potere logora chi non ce l’ha, questa frase che il potere logora chi non c’è l’ha definisce il potere come qualcosa di sottrattivo e può essere visto come una risorsa limitata, che genera disuguaglianze e conflitti. Tuttavia, per pensare in positivo si spera che le nuove tecnologie offrano la possibilità di un modello di potere più orizzontale e collaborativo, in cui la connessione e la condivisione sono fondamentali. Le nuove generazioni, nate nell’era digitale, hanno gli strumenti per creare un futuro diverso, ma è necessario un cambiamento culturale che promuova l’uguaglianza e il rispetto reciproco.
L’attuale imbarbarimento culturale, caratterizzato da un’omogeneizzazione che diventa un valore, deve spingerci a rivedere profondamente le fondamenta della nostra società. È necessario proporre un nuovo modello sociale e una nuova etica civile per superare efficacemente le consuetudini, le tradizioni e le convinzioni morali e religiose che limitano la nostra evoluzione. Solo attraverso questo cambiamento possiamo sperare di superare gli istinti primari e promuovere una vera parità di diritti tra tutti gli individui, affermando il primato della ragione sull’istinto.
Nonostante i progressi compiuti, la disuguaglianza di genere rimane una sfida significativa, e solo un impegno continuo può portare a una vera parità e a una società più giusta per tutti.
Dania Scarfalloto Girard

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