
L’intelligenza artificiale (AI) è una delle tecnologie più innovative e potenti del nostro tempo, ma anche una delle più sfidanti e rischiose. Come possiamo assicurarci che l’AI sia usata in modo etico, responsabile e benefico per l’umanità? Questa è la domanda che si pongono i partecipanti al primo AI Safety Summit 2023, organizzato dal primo ministro britannico Rishi Sunak a Londra.
Il summit, che si svolge dal 1 al 3 novembre, ha lo scopo di creare un dialogo e una cooperazione tra i principali attori mondiali nel campo dell’AI, tra cui capi di stato, aziende, società civile ed esperti. Tra gli ospiti illustri ci sono il fondatore di Tesla e SpaceX Elon Musk, il presidente della OpenAI Sam Altman, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e la premier italiana Giorgia Meloni.

Il tema centrale del summit è la sicurezza dell’AI, ovvero la capacità di garantire che l’AI sia allineata agli interessi e ai valori umani, che non causi danni involontari o intenzionali e che sia soggetta a un controllo e una regolamentazione adeguati. Questi aspetti sono particolarmente rilevanti alla frontiera dello sviluppo dell’AI, dove si prospettano scenari di superintelligenza artificiale o di intelligenza generale artificiale, capaci di superare le capacità cognitive umane in tutti i domini. Il summit vuole anche essere un’occasione per rafforzare il ruolo della Gran Bretagna come intermediario tra i blocchi economici di Stati Uniti, Cina e Unione Europea, che hanno visioni e approcci diversi sull’AI. Sunak ha dichiarato di voler “fare della Gran Bretagna il luogo migliore al mondo per l’innovazione e la ricerca sull’AI, ma anche per la sua governance e la sua etica”.
La sfida che si pone il summit è quella di conciliare le opportunità e i benefici dell’AI con i suoi rischi e le sue minacce, tenendo conto delle diverse prospettive e priorità dei vari attori coinvolti. Come ha scritto Henry Kissinger, ex segretario di stato americano ed esperto di geopolitica: “Gli statisti pensano e agiscono all’intersezione di due coordinate: l’asse tra passato e futuro, e l’asse tra i valori profondi e le aspirazioni dei popoli che essi governano”.
Tuttavia, il summit arriva forse troppo tardi per affrontare i problemi urgenti che l’AI pone alla società. Come ha avvertito re Carlo in un video-messaggio al vertice: “L’intelligenza artificiale continua ad avanzare con una velocità sempre maggiore verso modelli che alcuni prevedono potrebbero superare le capacità umane, persino la comprensione umana”. Questa situazione richiede “di affrontare i rischi presentati dall’AI con un senso di urgenza, unità e forza collettiva”. Ma il summit sarà in grado di produrre risultati concreti e vincolanti? O sarà solo una vetrina per mostrare le ambizioni della Gran Bretagna nel campo dell’AI? E come reagiranno gli altri blocchi economici alle proposte britanniche? Queste sono le domande che restano aperte dopo il summit.
Raffaele Amendola

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