L’esplosione avvenuta da brevissimo tempo nella metropolitana di San Pietroburgo, è deflagrata in modo così intenso da essere già sulle prime pagine dei siti e giornali di tutto il Mondo. Le vittime, probabilmente una decina, o forse più, restano le più innocenti in questa barbarie, mentre già ci s’interroga su chi è il responsabile dell’attentato terroristico. Dalla Russia di Putin non ci possono essere certezze, e chi veramente fa dell’opposizione al suo regime, sa bene che il nuovo Zar, ha alle spalle una carriera non certo immacolata a comunicare dai famosi attentati fatti nella periferia di Mosca dove la mano del FSB fu evidente in breve tempo. Quella occasione, fu il casus belli per schiacciare la Cecenia ancora laica e non fonte dell’islam estremo com’é oggi, scatenando nel 1999 la seconda guerra cecena, dove Grozny fu rasa al suolo dall’aeronautica militare russa, costringendo migliaia di persone a fuggire nel vicino al Dagestan al confine col mar Caspio. L’indomato popolo Ceceno, era un ostacolo agli interessi degli oligarchi che miravano e mirano ai grandi giacimenti di gas del Caucaso. Tutta la zona, infatti, dell’Armenia e Kasakistan, erano un tempo sotto l’Unione Sovietica ed ancora oggi, non ostante tutto, sono fortemente controllate dalla Russia. Il crollo dell’illusione rossa, di fatto, rese indipendente alcune regioni, come appunto l’Ucraina, ma anche l’Armenia, la Georgia, e il Kasakistan da dove dovrebbe partire il nuovo gasdotto per arrivare in Italia. Il progetto è stato riesumato, ma esisteva già. Con l’accordo Erdogan Putin ha ripreso forte vigore per ovvi motivi strategici; i costi altissimi del Gas siberiano hanno imposto alla Russia di trovare una strada alterativa, anche imposta dalle sanzioni internazionali per l’occupazione di suolo altrui. La situazione è in Italia, oggi, fonte di grandi scontri politici per l’arrivo del gasdotto, un tempo abbandonato davanti alla più allettante possibilità di traversare tutta l’Europa dal centro nord. I due presidenti, hanno unito le loro forze e similmente si comportano nel loro paese con dubbia onestà per rendere più solido il loro potere personale che da più parti comincia a vacillare nonostante la loro offensiva e i suoi alleati politici in Europa. Da una parte, la grande corruzione in Russia, come in Turchia, contiene e schiaccia le varie anime liberali con guerre e attentati, il cui elenco è di vasta quantità ed empietà, mentre in Europa la strategia è da sempre quella di disintegrare la volontà d’unità federale che limiterebbe non poco gli interessi russi ed oggi anche del suo nuovo e non storico alleato: la Turchia. Perché? Perché il gas è il petrolio può essere venduto solo all’Europa, la grassa Europa e non in Africa, che disunità lascia agli oligarchi maggiori guadagni e spazi per i loro affari.
Enrico Martelloni

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