Sembrava che ne fosse stata espulsa, visto che negli ultimi venti anni abbiamo avuto interi gruppi parlamentari creati da esuli, girovaghi, apolidi e senza fissa dimora.
Invece, questa volta no. Ed ecco comparire in pagina le foto e gli indirizzi di posta elettronica di 45 “transumanti” da Berlusconi a Fini e l’invito ai lettori a dirgliene quattro. E, tanto per dare l’esempio «Molti di voi – ha scritto rivolgendosi direttamente alle “banderuole” – erano perfetti sconosciuti, eletti solo perché sulla scheda c’era Berlusconi. Ora volete cacciare il premier e andare con la sinistra: i cittadini vi puniranno».
Scandalo e proteste da una parte. Approvazione e solidarietà a Belpietro dall’altra.
E nessuno, non Belpietro, non i “traditori” e i loro fan, e nemmeno i “traditi” a fare i conti con la banale verità. Se la regola imposta per il Parlamento è il mercato, arriva sempre chi offre di più.
Belpietro fornisca anche gli indirizzi di chi questa regola l’ha imposta per legge. Elettorale.
LODO BELPIETRO
Maurizio Belpietro, direttore di “Libero”, rispolvera la categoria del tradimento nella politica.

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