Essere pronto è molto, saper attendere è meglio, ma sfruttare il momento è tutto. (Arthur Schnitzler)

Ora, chiariamo subito una questione fondamentale: la sottoscritta è fra coloro, e non sono pochi, che avrebbero voluto vedere un passaggio elettorale, possibilmente dopo una prima fase di riforme comprensiva di una nuova legge con cui andare al voto, per due essenziali ragioni: una, più generale, legata alla stagione ormai lunga di governi nati senza consultazione popolare, una pessima abitudine che erode, ad ogni ulteriore passaggio, la nostra sempre più esigua credibilità istituzionale e politica, anche se giova ricordare ai troppi finti smemorati dell’ultima ora che una democrazia parlamentare quale abbiamo voluto costruire a suo tempo prevede questi passaggi e non vi mette un limite. La seconda ragione è invece legata alla figura di Renzi, il cui inarrestabile – sin qui – percorso, condotto sull’onda della Rottamazione di linguaggi, liturgie, schemi ed accordi della “vecchia” politica, che gli ha valso un crescente consenso popolare, richiedeva e, persino, necessitava di una investitura larga e convinta attraverso il voto che lo avrebbe non solo legittimato ma anche incaricato senza esitazioni di provare a cambiare volto a questo paese stanco, invecchiato, depresso e logorato. Su questo la nostra idea tale resta. Ma la bontà di una idea deve essere comprovata da una verifica fattuale, e dunque saremmo molto poco obbiettivi, ma soprattutto molto poco realisti, se non cogliessimo le implicazioni oggettive dello stato di cose che si è incardinato negli ultimi tempi e che è ben sintetizzato nell’aforisma che abbiamo citato sopra. In breve:
– l’immobilismo catalettico del governo Letta era ormai non solo evidente, ma persino insostenibile, prova ne sia il missile terra aria sparato contro di lui da Squinzi che, ad onor del vero, lo ha seppellito prima di Renzi. Il ridicolo balletto sull’Imu, le plurime disavventure con ministri che hanno dato prove a dir poco infelici, ed infine la scelta sostanziale ed esiziale della totale inattività scambiata con facile quanto risibile escamotage dialettico in “stabilità”, non concedevano alcuna residua speranza, specie in fase di riforme che rischiavano di finire impantanate dopo un primo momento di illusoria velocità di esecuzione.
– la “pazienza”, poi tradotta in “Zen”, di Letta era in realtà il distillato più puro, e disutile, della sua anima democristiana, usa a compromessi ed equilibrismi ripetuti ed insistiti, e giunta alla perniciosissima, per Renzi, soluzione del “rimpasto”. È qui che la tregua si è rotta, quando Letta ha pensato bene di chiedere un ricambio di alcuni ministri scelti dal Segretario del Pd, sperando in questo modo di legarlo indissolubilmente alle sorti del suo governo, e mettendo Renzi nella condizione di non poter più spingere sulle cose da fare non avendo più un ruolo esterno. Non a caso, il Segretario ha subito respinto il rimpasto, ed è stata questa la vera fine del non-governo Letta.
– il timing di Renzi è venuto fuori qui, quando ha capito bene il momento, ha messo in conto persino il pericolo di contraddire se stesso – mai a Palazzo Chigi senza passare dal voto – ed ha deciso, con la velocità che lo caratterizza, che il rovesciamento del tavolo istituzionale, con conseguente possibilità di andare immediatamente al governo, fosse un rischio tanto grande quanto però da correre subito, piuttosto che quello ancora più grande e, per lui, letale, di restare invischiato e logorato nella consueta e sperimentata dinamica della resistenza passiva altrimenti nota come “responsabilità nei confronti del paese”.
Ora, non ci uniremo nè al coro delle verginelle della democrazia tradita, chè la democrazia parlamentare questa è, nè a quello dei puristi che ora si impancano con i “te l’avevo detto, macchè rinnovamento, macchè primarie, macchè riforme, questo è un democristiano di ultima generazione” – perchè hanno torto tutti, in realtà, partendo da una premessa sbagliata, che poco o nulla ha a che vedere con quanto è successo.
Meravigliarsi oggi di quanto sta facendo Renzi, significa solo non aver capito, o finto di non capire, fino ad oggi chi egli sia veramente, non nel senso in cui i suoi detrattori intendono, ovvero il nuovo Berlusconi, oppure la Dc duepuntozero, tutte baggianate buone solo a gettar polvere negli occhi.
Matteo Renzi ha fatto, fa e farà solo se stesso: è corsaro nell’anjma, ha quel senso tutto fiorentino, secco ed immediato, dell’intuizione fulminante che prevale su qualunque altra considerazione e spazza via, ma sempre a ragione veduta, ogni cautela. Non è un redivivo D’Alema, di cui non possiede proprio geneticamente i bizantinismi fumosi ed inconcludenti, non è il figlio di Berlusconi, avendo sin dall’inizio abdicato alla sua piacioneria – vero vizio di forma e sostanza che lo ha dannato – in virtù di quella asciuttezza rude e persino sfrontata con cui si dice che il fiorentino “arriva prima all’osso che alla pelle”. Ragion per cui quanto ha fatto non ci meraviglia, non ci scandalizza e men che meno ci induce a rimproveri stizziti: al posto suo, nella medesima situazione, avremmo fatto la stessa cosa e corso lo stesso rischio.
Ipocrita è chi non lo dice e si nasconde dietro purismi che mascherano solo il livore della mancanza di coraggio. Siamo disposti a non fare sconti a Renzi su quanto farà da ora in poi come Premier, ma non intendiamo muovergli critiche su quanto ha fatto fin qui, perchè il realismo non ci difetta e l’ipocrisia non ci appartiene.
E da lui, a dire il vero, ci aspettavano esattamente ciò che ha fatto, che cogliesse l’attimo appena si fosse presentato – da qui in avanti, invece, ci aspettiamo fatti e scelte incisive, è questa l’unica materia in cui, se fallisse o anche solo esitasse, potrebbe deluderci davvero. E senza appello.

Se poi, per concludere, al popolo italiano fosse rimasto un briciolo di senso della democrazia e dell’orgoglio, narcotizzato da mesi e mesi di non politica e di manovre di palazzo e umiliato fino a questo punto, la gente scenderebbe in piazza, riempirebbe strade e piazze della Capitale e di tutte le città per chiedere elezioni libere e subito. Ma si vede che, come ho detto altre volte, ogni popolo ha il destino che si merita.
Marzio, il tuo consiglio non è un problema per me, non ho mai votato il PD, sono appunto laico, liberale e un po’ socialista, quindi la storia del PD, cone Renzi o senza, non mi appartiene. I catto-comunisti non hanno mai fatto per me.
Chiara, i tuoi ultimatum fanno ridere quanto il governo di Renzi, io non ho offeso nessuno, e neanche scritto parole volgari, ripeto con forza che i limiti della decenza nel difendere l’indifendibile sono passati, e che è una vergogna sostenere le tesi che hanno portato l’Italia a questa scelta sciagurata.
Vuoi espellermi come è abituato il tuo prediletto Chiara?!? Sai quanto me ne frega, la mia vita non è qui, lontana km e riempita di ben altro, qui esprimo le mie idee, e siccome il momento per me è diventato grave, continuero’ a dire come la penso, le offese al buon gusto e alla decenza si sono viste venerdi a Roma e non sono io ad averle fatte. Per me puoi fare come ti pare, ma questo tuo messaggio fa venire i brividi. Profonda delusione che l’Italia sia caduta cosi in basso, buona fortuna.
Quanto alla Bonino, leggere quanto scrivi è inconcepibile, e se fosse stato il tuo Renzi a “remare” contro quel governo e a non darle la forza, come primo partito di maggioranza, affinché la situazione si risolvesse?!? La Bonino è riuscita persino a convincere Ban Ki Mon che si stava sbagliando, e in vista del semestre europeo una follia toglierle l’incarico, ma come fare a ragionare con te?!? Impossibile. Continua a scrivere i tuoi pezzi e commentarteli da sola, facendo attentione di autorizzare solo quelli che ti scrivono “Oh quanto sei brava, oh quanto sei bella”. Con me non funziona, sono una persona libera.
Il quale ritornello è:
DISERTIAMO LE FUTURE ELEZIONI EUROPEE E ALLE FUTURE ELEZIONI POLITICHE TUTTI I PARTITI DALL’ESTREMA SINISTRA, AL CENTRO, ALL’ESTREMA DESTRA ABBIANO COME UNICO SCOPO L’AZZERAMENTO DELLE RAPPRESENTANZE PARLAMENTARI DEL PD. VOTATE CHIUNQUE MA NON VOTATE PD!
E tu Paolo non prendertela più di tanto, era tutto scontato e prevedibile. Anzi viviamo in tempi così capillarmente squallidi e mediocri, che molto probabilmente un mediocre come Renzi avrà successo. Ma vorresti spiegare a dei mediocri cosa questo significhi? L’ho giù detto interveniamo in questo spazio solo per ripetere il ritornello:
Ma come Chiara, una liberale come te minaccia già l’espulsione da questo spazio in caso di offese. Quali? Da un pezzo dovresti esserti autoespulsa perché offendi Paolo e me da sempre col tuo sarcasmo volgare e strafottente, rileggiti quello che scrivi e lo vedrai, far passare il prossimo da imbecille come tua abitudine non è offenderlo? Ma è curioso scoprire come il regime in nuce educhi i suoi futuri servi. Le restrizioni della rete, il cui motore planetario di ricerca è la pornografia? Quali restrizione? Allora proviamo: se dico che il renzismo ti dà alla testa, ti offendo? E dove è progettata la futura Ventotene? Non dirmi nell’isola della baia di S.Francisco perché preferivo le isole pontine. Oggi Chiara hai davvero sbarrocciato, l’hai fatta grossa non immagini quanto, e anche se Pensalibero scelse stoltamente e non so per quali fini l’operazione Renzi con calcoli politici da analfabetii, meraviglia assai che il direttore di questo spazio, non intervenga a censurati. E certo non a censurarmi, caro Nicola.
Paolo, sarò breve, chiara e concisa. Inutile spiegarti il merito riguardo alla Mogherini, leggendo il suo curriculum, tempo perso, come spiegarti perchè la Bonino ha fatto il suo tempo – vogliamo parlare dei Maro?! Ma lasciamo perdere.
Ti avviso che qualunque espressione offensiva ed insultante userai d’ora in poi ti varrà l’espulsione da questo spazio. Perchè non intendo essere denunciata per colpa tua, e purtroppo le restrizioni introdotte sull’uso della Rete questo comporterebbero.
Quindi: o sei in grado di esprimerti SENZA epiteti offensivi, o sei fuori.
Ultimo avviso, vedi tu.
No Marzio, stavolta il limite della decenza è stato passato, a niente servono i tuoi paragoni, stavolta il punto del non ritrorno, per me, è stato varcato.
Basterebbe, a una persona coerente e intelligente, fare il legame tra le megapluricazzate sparate alle Leopolde (una farsa per acchiappare tordi), sulla competenza, sul rispetto delle qualità professionali e umane, sul merito, e poi leggere questa lista di ministri fa cadere le braccia. La Bonino, sai perché l’hanno tolta? Perché è nata nel 1948, è da rottamare, e poi non è neanche troppo bella, meglio una sgallettata di 40 anni, piu’ presentabile no?!? Stendiamo un velo pietoso sulle Madie e le Bosche, due olgettine/robot che fab vomitare a ascoltarle 2 secondi. Gli altri ministri (Franceschini alla cultura?!?) e un altro genio all’economia, davvero scelte patetiche.
Ricordo che nel ’94 i trinariciuti comunisti fiorentini erano oltraggiati e volevano scappare all’estero, ora posso capirli, la mia rabbia per questa operazione vergognosa è senza limiti, ma con un vantaggio, via ci sono da 13 anni e non immagini quanto sia contento di non subire direttamente tutto questo.
Basta aver ascoltato la vera telefonata tra il finto Vendola e Barca, per capire l’inconsistenza assoluta di questa scellerata e volgare operazione.
E ho dimenticato: delirante autostima incarta nell’anguillesca modestia cattolica. La tragedia procede serenamente.
Paolo, stai certo che presto i numeri dell’economia cominceranno a migliorare perché sono sempre pilotati e truccati, a seconda di come li si vuol leggere. Ma nonostante ciò, i piccoli intralceranno le conquiste del nostro, e giocoforza occorreranno nuove elezioni per arrivare al partito unico camuffato da bipartitismo. Infatti il Pensiero unico porta inevitabilmente al Partito unico qualunque sia la forma stato, vedi il totalitarismo USA immobile da oltre un secolo. Il topo ha il compito di allineare i resti recalcitranti d’Italia al pensiero e partito unici, naturalmente sempre liberi di votare a destra, sinistra o centro. Ma per Chiara, buona donna, queste sono quisquilie metafisiche, quel che conta è la velocità del fare, e il metterci la faccia, il petulante refrain del nostro. Un tempo la faccia l’avrebbe persa Alessandro Magno se avesse perso a Gaugamela, o Napoleone a Austerlitz, ossia metteva la faccia chi proveniente da acclarate conquiste rischiava di perderle. Nell’Italia beota nessuno sa dire al topo di abbozzarla con questa cantilena cretina visto che i suoi precedenti sono sei anni di chiacchiere e nient’altro. Ma è chiaro che nell’ossessivo ” ci metto la faccia ” Renzi opera il lapsus della delirante autostima.
Siccome il prossimo pezzo di Chiara, indovinate su chi, è già in preparazione, anticipo che questo governo, il topolino partorito dalla montagna, fa C- – – – E!
Non ci sono altre parole per descrivere un governo fatto essenzialmente di leccaculismo, lobby delle banche, e faccine da schiaffi. Indignazione totale perché nei giri di valzer (in realtà NIENTE cambia, se non in peggio con quello Letta…) ha trovato la buona idea di sostituire per gli esteri la stimata e espertissima Emma Bonino. Una sola parola, vergogna, auguriamoci che questa gente sia presto spazzata via, ma non illudetevi, le elezioni a questo punto non sono decise dal popolo, ma da questi signori che non hanno piu’ alcuna dignità né ritegno! Vergogna, mille volte vergogna a Renzi e a chi lo sostiene.
Caro Adalberto, a Damasco ci si può arrivare da sud-ovest, come probabilmente fece Paolo, ma anche da est, nord o sud, e magari arrivarci senza accorgersi d’essere a Damasco, che sarebbe la cosa migliore. Il “caso Renzi” è talmente macroscopico in ogni suo aspetto da giustificare l’insistenza di botte e risposte, spesso sceme e inutili, che alla fine diventano un tormentone. Quanto al merito tu stesso denunci insolvenze e contraddizioni del nostro Matteo, e ciò mi sembra chiudere ogni dubbio, per non dire dell’uso delle primarie a comodo. E ciò è tanto più vero per quelli della “nostra età”, come simpaticamente dice Paolo Francia, perché un “caso Renzi” quando tu ed io eravamo ventenni avrebbe scatenato la piazza di sinistra e destra, mentre oggi tutto riveste il sopore della democrazia matura. Matura o esausta? A noi il giudizio. Il quale è tanto più vero a parlarci per scritto che piuttosto che nei convenevoli a quattro’occhi, dove la battuta ridanciana ha il sopravvento.
L’accanimento è quello di far passare Renzi come l’unica risorsa e possiblità per l’Italia, cosa che ovviamente non ha alcun fondamento, come quello di continuare a credere, alla vostra età, che una persona possa davvero “cambiare” un Paese.
Possibile che gli italiani abbiano ancora bisogno di salvatori, miracoli e promesse? Ma non vi è venuto a noia? Una domanda, ma siamo nel 1994 o nel 2014? Sono passati 20 anni, ma la musica è sempre la stessa.
Fatta questa premessa, perché non vedere se Renzi farà bene il proprio lavoro, io assisto e se non sono convinto persisto.
Quanto allo stare a guardare e al non votare, è rimasta l’unica vera possibilità di protesta,come il voto in Sardegna ha confermato, Un sardo su due a votare non c’é andato, ricordatelo tutti, Chiara compresa.
ok, siamo su pensalibero dove non c’è censura e ciascuno può esprimere le proprie idee. idee appunto.
Immaginifico Marzio Siracusa. Figuriamoci ! Da tempo non caracollo, nè cavalco. Alla via di Damasco preferisco la via Gioberti. Alla folgorazione, qualche semplice considerazione:
Rifiuto l’ astensione ( sia dal voto, sia nel voto ), perchè narcisistica, non produttiva; e perchè , come Silla Cellino, non voglio stare a guardare.
Pensando al meno peggio, negli ultimi anni ho votato per Renzi sindaco, prima; per il PD, anche se di Bersani, dopo.
Renzi ha ottenuto alcuni buoni risultati come sindaco e ha sostenuto tesi e proposte condivisibili come politico nazionale, dimostrando intuito, energia, coraggio.
Lasciamo perdere Machiavelli: tanto nomini….,ma neanche lui infallibile. D’altra parte, troppi citano il De Principatibus senza averlo ben letto. E poi, ormai, si tratta di monarchia. Che almeno sia costituzionale !
Renzi, invece, mal sopporta controlli, critiche, Parlamento, consiglio comunale, regole.
Anche le regole si possono cambiare, ma PRIMA e D’ACCORDO. Lo diceva anche lui, fino a qualche giorno fa.
Quali regole, poi ?
– niente preferenze;
– premio di maggioranza ancora smisurato;
– primarie sì, anzi no, oppure sì solo se garba a me.
Permettete che un vecchio liberale non sia – non possa essere – d’accordo.
Mi scuso di questo secondo commento. Perchè – anche se il direttore ammette totale libertà – il mio debole parere sarebbe che il lettore, dopo due-tre interventi, lasciasse l’ultima parola al direttore stesso o al titolare della rubrica, rinunciando ad un accanimento davvero incomprensibile.
Caro Adalberto, non sai che gioia mi daresti se ti vedessi caracollare mesto ma sicuro sulla via di Damasco.
Silla Cellino, grazie.
Per Chiara, una frase di Jacques Chirac, “Le promesse elettorali impegnano solo chi le riceve”, ogni riferimento a Renzi è puramente voluto.
Ahaha Marzio, fai scompisciare!
Per la valutazione della persona e delle modalità, basta ascoltare la telefonata di Fabrizio Barca. Una banda di cialtroni, improvvisatori, dilettanti e parolai.
L’Italia è allo sbando, e chi meglio di Renzi per guidarla?
Propongo Schettino al ministero dei trasporti, la Boschi alla cultura ci hanno già pensato, e per l’economia Zio Paperone, ma purtroppo è solo un fumetto.
Ho dimenticato di sottolineare che il titolo dell’articolo porta “Rottamazione” maiuscolo, una vera religione al pari dello Zen. Naturalmente Chiara ci dirà che si tratta di una provocazione ironica non ad uso degli stupidi come me. Ma è un fatto che quello di Renzi è già un Verbo allineato a foto che ostentano il nostro in pose dal basso in alto, mentre si sbraccia a indicare un destino inevitabile, il suo non il nostro. Senza aver mai lavorato in vita sua, a meno che non si intendano lavori il porta a porta dell’azienda famigliare, o i seggioloni per narcisi di Provincia e Comune, naturalmente narcisi distrutti dal logorio per il bene comune, a quanti euro e con quanti zeri mensili il nostro veleggia? Certo molti. Poi c’è il seguito, mai sazio di sé dopo aver trasferito la Ruota della Fortuna in politica, e chi sottovaluta il passaggio farebbe bene a cominciare a pensare, forte della sua formazione alla Mike Bongiorno, le tenterà ancora più grosse, il Quirinale, e poi molto di più del Quirinale, molto, molto di più…..fino al suo ultimo incarico: operatore ecologico a Rignano sull’Arno.
Pio, caro amico, e certo che le valutazioni le trarremo dalle scelte, e infatti, come ho scritto in chiusura di pezzo, lì sarà il banco di prova, e senza appello. Sul resto, impazzano da giorni rumors incontrollati, chiunque, a qualunque titolo, abbia parlato con Renzi, è stato inserito nel toto ministri, che ormai conta un buon centinaio di partecipanti, tutti immaginari. La stampa ha i suoi riti ed i suoi vezzi, lo sai bene, deve riempire spazi vuoti, c’è chi lo capisce, e non gli da nessun peso, e chi come Paloo ogni trenta secondi si sente in dovere di aggiornare questo spazio con i nuovi nomi sapesti a cavolo ma che lui, naturalmente, ci spaccia per oro colato. Come i sondaggi, tutti devastanti, cui lui riconosce valore assoluto, poi in Sardegna vince il Pd ed i sondaggi – l’avresti mai detto, amico mio?! – si rivelano la solita bufala fatta in casa dai partiti per buttare un pò di polvere negli occhi.
Detto questo, nella plaude ci doveva entrare perchè dal di fuori non la puoi muovere, ora sta a lui. E diciamolo sinceramente: il rischio più grosso è il suo, il resto son manovre di corridoio, come sempre.
Certo che nei confronti di Renzi, il Gianbabbeo toscano, si scomodano paragoni con illustri fiorentini del passato, si prevede dunque un Piazzale Renzi ( già Piazzale Michelangelo) , Palazzo Renzi (già Pitti) e Ponte Renzi (già Vecchio).
Con la Boschi ministro della cultura, da piegarsi in 4 dalle risate.
Buona fortuna Chiara.
Sorge il sole, canta il gallo, Matteo Renzi monta a cavallo! Chiara scusami l’irriguardosa citazione, ma l’informazione di questi giorni me l’ha fatta venire in mente. C’è molto di condivisibile in quanto scrivi. Renzi pare incarnare, infatti, il leader “machiavelliano” un po’ volpe e un po’ leone. L’accelerazione repentina è stata imposta dalla realtà fattuale, è vero. Adesso si misurerà la sua capacità di imporre una svolta alla politica. E’ qui che permangono le mie perplessità. Qual’è, nel concreto, il disegno strategico? Non mi riferisco al “racconto” del sogno (ci vuole anche quello, eccome!) ma quali sono i passaggi effettivi per raggiungerlo? Tutto è ancora nebuloso e spesso contraddittorio, sul lavoro, l’economia, la giustizia, la burocrazia. Per quanto sia necessario prendere con le molle le voci sui possibili ministri, salta agli occhi l’assoluta incoerenza dei vari nomi che vengono proposti. Da qualche minuto Renzi ha accettato l’incarico ed ha voluto indicare subito una tempistica per le riforme istituzionali e per le principali azioni di governo, a cominciare dal lavoro. Bene, vedremo in che direzione vorrà andare, perché ancora non è chiaro (per esempio, le voci diffuse sul veto posto a Ichino ministro del lavoro non inducono a grande ottimismo). Il premier incaricato ha detto che vuole uscire dalla palude, ma per farlo ha scelto di immergercisi. Il che significa che dovrà riuscire a trovare alcuni punti fermi sui quali far leva per liberarsi dalla melma e dai serpenti che abitano tale palude. Devono essere punti fermi di tipo strategico e programmatico, il che lo porterà ineluttabilmente a scontrarsi soprattutto con una grossa parte delal rappresentanza parlamentare del suo stesso partito. Basterà la minaccia di elezioni anticipate? Forse, ma dovrà anche riuscire a portare a termine un’opera di cambiamento radicale di quella che è la stessa constituency del PD, che ha già cominciato a mettere numerosi paletti. Il mio in bocca al lupo, dunque, è sincero, ma altrettanto sincera è la richiesta di corredare gli annunci con concreti progetti, che non pretendano di tenere insieme tutto e il proprio contrario.
Chiara, non hai nemmeno capito che la mia affermazione sulla tua ascendenza umbra era un attestato a tuo favore. Non dimenticare di essere umbra, ci guadagni, credimi. Da quando esisterebbe ancora il fiorentino vagheggiato dai non fiorentini, e che ci fu solo perché la miseria accendeva la passione frigida, questa sì triste e unico connotato fiorentino? La sciocca etichetta machista l’hai fatta tua con le tue affermazioni roboanti sul topo. E replica quel che ti pare, risponderò solo ad argomenti veri, non al ping pong.
Caspita, siamo alle connotazioni razziali, all’esame del sangue e del DNA. Argomenti definitivi.
Sono arrivata a Firenze che avevo un mese di vita, se questo può bastare. Il machismo è la cifra dei poveri di spirito e lascerei perdere Rosai, i cui scritti, specie quelli inediti, sono impregnati di una umana pietas che induce a riflessioni ben più profonde e certo lontanissime da una sciocca etichetta machista.
” Matteo Renzi ha fatto, fa e farà solo se stesso: è corsaro nell’anjma, ha quel senso tutto fiorentino, secco ed immediato, dell’intuizione fulminante che prevale su qualunque altra considerazione e spazza via, ma sempre a ragione veduta, ogni cautela “. Interessante scoprire da Chiara, umbra se non erro, che esisterebbe ancora in quel di Valdarno superiore un allevamento umano di razza fiorentina. Ma è evidente alla fine che in anni e anni di delirio Chiara ha sempre covato in Renzi il “macho ” e nient’altro. Al punto da scambiare la volgarità e la battuta becere che nemmeno un Rosai prendeva sul serio per ” intuizione fulminante “, ossia fiorentina intelligenza. Vengono i brividi davvero! Chiara, ti consiglio l’incipit del tuo prossimo libro ” E venne da Rignano un giovane…”
Certo che la penso come credo! Questa patetica retorica del “O Renzi, o nulla” è la piu’ grossa bufala….già la sua velocità s’incarta con la politica, stavolta vera e non di propaganda, nomi forti che il meschino pensava di coinvolgere con uno schioccar di dita lo hanno già disilluso, dovrà trovare il meglio del meno peggio, e non credo che se fallirà piangeremo, anzi, l’Italia ha bisogno di altro.
Paolo, pensala come vuoi. Io farò lo stesso. Nove mesi di governo Letta hanno partorito il nulla che non ci possiamo permettere, il resto sono chiacchiere. Riguardo alle critiche, se Renzi farà un governo io banco di prova sarà quello.
Adalberto: la decenza, a mio parere, sta nel chiamare le cose con il loro nome. Parlami del governo Letta, spiegami la decenza della ridicola faccenda dell’Imu, ad esempio, oppure del costante rinvio di ogni misura piccola o grande su questioni fondamentali, spiegami il rimasto che chiedeva da due mesi. Poi ne riparliamo.
Non mi piacciono i missili “terra-aria”; non mi piacciono quelli che li sparano, nella fattispecie ancora meno. Mi piacerebbe sapere, invece, a chi si riferisse il “delfino” Nardella nella sua allusione ( giornali di ieri o l’altro ieri ) a “pressioni interne ed esterne al PD”.
Seguo, come sempre, con attenzione i ragionamenti svolti negli articoli dell’angolo di Chi.Bo., cerco di rendermi conto della realtà da cui muovono, ma trovo che, non solo in questi giorni, il tempismo e l’ efficienza di Renzi siano alquanto lontani dalla decenza ( politica, s’intende )
Adalberto, la decenza morale, si sa, è aliena dalla decenza politica, la decenza politica si misura dal risultato, non quello personale del politico Renzi, ma quello a cui perverrà il paese che il politico Renzi si appresta a governare. Certo, il pregio più immediato di ogni buon politico è quello di non trovarsi né in anticipo né in ritardo sulle svolte che s’intendono favorire. E su questo per ora mi sembra abbia dimostrato di esserci. Sul resto è evidente che dovrà dimostrare e non sarà facile. Io aggiungo però che non possiamo stare a guardare: o si spara a pallettoni, come fanno certi cortesi interlocutori, o si cerca criticamente di costruire, come appunto fa Chiara.
Chiara, con tutta la simpatia che porto per te, questo pezzo è la ciliegina sulla torta che hai imbastito nei mesi, coerente con te stessa, ma non con i fatti e con gli eventi, tragici, di questi giorni. Questo tuo finale poi è un vero fuoco d’artificio, perché Renzi in meno di un mese ha contraddetto la ragione stessa della sua volontà di diventare segretario del PD, e se tu Chiara non ti incazzi clamorosamente, c’é un problema serio tra il pensiero, la scrittura e le azioni!
Il disegno di Renzi era chiaro, fingere un appoggio a Letta che invece ha logorato con la sua azione, affermare oggi che Letta è caduto per la sua debolezza è una cosa che mi fa racapricciare la pelle, è un disegno costruito a tavolino, fatto per levargli la seggiola da sotto al culo, nessuno si scandalizza Chiara, è la politica, ma non raccontarci altre storielle a proposito di questo gesto.
Letta è una persona degna, a mio avviso molto piu’ preparato e competente di Renzi, che l’ha pugnalato alle spalle per i riti piu’ vomitevoli di una politica che si basa solo su giochi di tattica e convenienza personale.
Letta, allo stesso tempo, mi ha profondamente deluso, al suo posto non avrei lasciato neanche una briciola, avrei impedito con tutta la forza questo esito.
Quanto al seguito, e finale del tuo pezzo, non sei credibile, non scriverai mai qualcosa di negativo anche se ce ne sarà bisogno, perché se non hai avuto il coraggio intellettuale di farlo adesso, non potrai mai averlo, e girerai la frittata per difenderlo o scusarlo.
Mi dispiace, ma mai come in questo pezzo mi hai deluso.