Addio monetine inutili. Dal 2018 l’annunciato fuori corso delle monetine da 1 e 2 centesimi di euro produrrà una liberazione delle tasche e del porta-monete ma anche una serie contraccolpi operativi. Dove buttiamo tutte queste monetine? Come si smerciano? Già da queste settimane c’è la corsa alla liberazione di questa moneta che non è mai stata molto usata e utile. Nemmeno le macchinette del caffè e delle merendine le accettavano. E pensare che ai tempi d’oro, facendo uh po’ di conti, con qualche monetina di quelle che adesso butteremo, in controvalore di lire, ci si prendeva una pizzetta e anche un giornale quotidiano.
Con gli attuali 3 o 4 centesimi di euro più o meno 60 – 70 lire di una volta sicuramente ci si prendeva una pizzetta rossa rotonda pomodoro e acciughe dal forno di nonno Guido. Con 5 o 6 centesimi attuali ci si comprava il Corriere della Sera, intesa come copia all’edicola non l’intera proprietà del quotidiano di via Solferino. Ovvio.
Insomma i centesimi di euro hanno contribuito a farci svalutare la monetina. Ora la monetina cioè 5 o 20 centesimi di euro corrispondono alle monetone di una volta 10 o duecento lire. Ma se vogliamo dircela tutta la vera monetina corrente è quella da 1 euro che ovviamente corrisponde a quasi due mila lire di una volta. Che erano di carta, anzi erano due biglietti da mille lire, unità di valuta storica del nostro Stato. Infatti parte tutto da lì: abbiamo perso la concettualizzazione di mille lire con l’introduzione arrivo dell’euro che con molta fatica e con molto ritardo abbiamo concettualizzato alle vecchie due mila lire. E così è andata la vicenda: abbiamo cominciato a spendere in (corrispondenti) vecchi marchi tedeschi continuando a guadagnare in vecchie lire italiane. Abbiamo pensato di spendere un euro come mille lire, invece spendevamo il doppio guadagnando la metà del percepito. Fate voi. Adesso al messa fuori corso di quelle monetine da 1 e 2 centesimi di euro ha tutta l’aria di una sconfitta di pianificazione monetaria, perché prende atto a soli 15 anni di distanza che una unità monetaria non serve più. E forse è sempre servita poco. E adesso mi dicono si smercia con difficoltà. Alcune banche hanno introdotto lo sportello automatico di accettazione delle monetine da 1 e 2 centesimo con un sistema di accreditamento direttamente sul conto corrente. Una scena da cartoni animati.
Mi diceva la barista sotto casa che l’altro giorno è stata due ore allo sportello perché la macchina impianto si piantava ogni 15 euro di deposito. E per fare 15 euro di deposito in monetine da 1 cent bisogna fare millecinquecento inserimenti . Fate voi. L’alternativa è fare dei sacchetti o dei sacchi di monetine già contate col rischio che se sbagli di 1 centesimo l’è tutto da rifare.
Ci viene spontanea una preghiera. Una petizione etico contabile. Siccome non siamo stati noi a volere le monetine, siccome sono stati altri a proporre imporre monete che avrebbero avuto vita breve, non fate cadere sempre sui poveri consumatori/operatori la pena di smerciarle, far sudare sette camicie per avere il corrispondente di una manciata di euro e spendere magari il doppio in spostamenti, operazioni, pratiche e burocratismi vari.
Fabrizio Binacchi
Con Voce di Mantova

Lascia un commento