• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

LO SCIOPERO CHE VORREI

I sindacati dovrebbero occuparsi seriamente di tutti coloro che sono al di fuori del mercato ristretto del lavoro protetto. E ragionare delle prospettive della vasta platea delle future generazioni, anticipando governi pavidi e inetti su una riforma moderna, lungimirante del sistema pensionistico, della istruzione e formazione, del lavoro e degli ammortizzatori sociali. Di Paolo Marini

di Paolo Marini | 14 Dicembre 2008

Cgil in piazza per uno sciopero generale contro la politica economica del Governo: non ho capito bene quale sia la concreta contro-ricetta che il più grande sindacato italiano mette sul piatto e purtroppo mi sembra irrilevante. Nessuno in Italia ha ancora visto o ascoltato un sindacato ‘rompere le righe’ e prospettare un autentico cambiamento di rotta, sulla base di uno spostamento radicale dell’asse della discussione. Che ne direbbero i nostri sindacati antiquari (come qualcuno ebbe anni fa a definirli), tutti – sia di ‘destra’ che di ‘sinistra’ -, di iniziare a occuparsi seriamente di tutti coloro che sono al di fuori del mercato ristretto del lavoro protetto e a ragionare delle prospettive della vasta platea delle future generazioni, anticipando governi pavidi e inetti su una riforma moderna, lungimirante del sistema pensionistico, della istruzione e formazione, del lavoro e degli ammortizzatori sociali, che progetti un sistema basato su libertà, diritti ed equità intergenerazionale? Che cosa se ne fa questo Paese, ormai ridotto alla stregua di un palazzone sbertucciato, di sindacati che si attardano a pesticciare, litigiosi come i polli di Renzo, sulla soglia dell’androne condominiale, quando si percepiscono nitidi gli scricchiolii delle fondamenta? Se la classe politica e i partiti sono degli zombi senza cultura e senza progetto, ciò vale egualmente per i sindacati. E non ho dubbi che una democrazia liberale abbia bisogno tanto di partiti che di forze sindacali “vivi”, in buona salute. Allora, l’unico sciopero sensato, oggi è… contro questi partiti e questi sindacati. Hanno tutti bisogno di una grande dieta dimagrante, che li metta a secco di consenso, di potere, di risorse e li renda bisognosi di aria fresca, di nuove idee. E’ questo lo sciopero che vorrei.

Paolo Marini

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, classe politica, consenso, democrazia, democrazia liberale, governo, italia, lavoro, mercato, sciopero, sciopero generale, sindacati, sistema pensionistico

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giampaolo Mercanzin

    15 Dicembre 2008 alle 15:15

    La funzione del sindacato è finita nel momento stesso in cui esso, superando il concetto di CONTRATTO di LAVORO, che ne determinava l’esistenza a tutela della parte più debole, è entrato nel Pubblico Impiego ed ha identificato la pubblica amministrazione, eletta democraticamente ed operante in base alle leggi in materia, cioè rappresentante (ufficiale) degli interessi della collettività, come il PADRONE.
    Quindi da rapporto conflittiale tra datore di lavoro e lavoratore, che si estrinsecava anche attraverso l’interruzione temporanea del rapporto (sciopero) e cambiato in rapporto politico, ed ogni sciopero della P.I. ed AZIENDE PUBBLICHE, è diventato sciopero politico. La cosa caombierebbe se le rappresentanze dei lavoratori dipendenti non pubblici, avessero il coraggio di tornare all’origine. Ma non hanno più la forza economica. Quindi Pubbico impiego e pensionati la fanno da padroni.
    Per quanto riguarda il Pubblico impiego, deve essere vietata ogni forma di sciopero ed apertyo un tavolo permanente di consultazione e di risoluzione di conflitti (generali ed indivisuali) che potrebbe essere l’attuale ARAN.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti