
Paolo Marini
I sindacati dovrebbero occuparsi seriamente di tutti coloro che sono al di fuori del mercato ristretto del lavoro protetto. E ragionare delle prospettive della vasta platea delle future generazioni, anticipando governi pavidi e inetti su una riforma moderna, lungimirante del sistema pensionistico, della istruzione e formazione, del lavoro e degli ammortizzatori sociali. Di Paolo Marini

Paolo Marini
Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

La funzione del sindacato è finita nel momento stesso in cui esso, superando il concetto di CONTRATTO di LAVORO, che ne determinava l’esistenza a tutela della parte più debole, è entrato nel Pubblico Impiego ed ha identificato la pubblica amministrazione, eletta democraticamente ed operante in base alle leggi in materia, cioè rappresentante (ufficiale) degli interessi della collettività, come il PADRONE.
Quindi da rapporto conflittiale tra datore di lavoro e lavoratore, che si estrinsecava anche attraverso l’interruzione temporanea del rapporto (sciopero) e cambiato in rapporto politico, ed ogni sciopero della P.I. ed AZIENDE PUBBLICHE, è diventato sciopero politico. La cosa caombierebbe se le rappresentanze dei lavoratori dipendenti non pubblici, avessero il coraggio di tornare all’origine. Ma non hanno più la forza economica. Quindi Pubbico impiego e pensionati la fanno da padroni.
Per quanto riguarda il Pubblico impiego, deve essere vietata ogni forma di sciopero ed apertyo un tavolo permanente di consultazione e di risoluzione di conflitti (generali ed indivisuali) che potrebbe essere l’attuale ARAN.