
Perché se un commerciante deve rinnovare un bar è giustamente costretto a rispettare tutte le norme di sicurezza – rischiando la chiusura se trovato irrispettoso delle regole – mentre lo stesso rigore sembra allentarsi quando si parla di discoteche? Un settore in cui, con un minimo di criterio in più, si potrebbero evitare sciagure come quella avvenuta ieri notte in Svizzera. La domanda è semplice quanto scomoda: perché esistono attività di serie A e attività di serie B davanti alla legge? Le discoteche muovono grandi interessi economici, attirano centinaia o migliaia di persone in spazi chiusi, spesso in orari e condizioni che rendono ancora più indispensabile un rispetto rigoroso delle norme. Eppure i controlli sembrano insufficienti, discontinui o, peggio, puramente formali. Non si tratta di demonizzare un intero settore né di colpire chi lavora correttamente. Al contrario, sono proprio gli operatori onesti a essere penalizzati da un sistema che tollera scorciatoie e irregolarità. Perché quando le regole non valgono per tutti, chi le rispetta diventa lo “stupido” della situazione e chi le aggira viene premiato. A questo punto la responsabilità non può ricadere solo sui gestori. La politica e le istituzioni hanno il dovere di intervenire, non solo dopo le tragedie con dichiarazioni di circostanza, ma prima, con leggi chiare, controlli reali e sanzioni efficaci. Non bastano commissioni, promesse o tavoli tecnici convocati sull’onda dell’emozione: servono scelte strutturali e il coraggio di toccare interessi consolidati. Ogni volta che si rinvia una verifica, che si concede una deroga ingiustificata, che si preferisce il silenzio per non disturbare un settore economicamente forte, si compie una scelta politica precisa. E quando qualcosa va storto, non si può parlare di destino o fatalità. È una conseguenza. La sicurezza non è un costo da ridurre né un fastidio burocratico: è un diritto dei cittadini. Fino a quando questo principio non verrà messo al centro dell’azione politica continueremo a discutere di tragedie solo dopo che sono accadute. E questo, più di ogni altra cosa, è il vero fallimento di uno Stato.
Angelo Santoro

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