Gli attentati stragisti compiuti negli ultimi tre anni in Europa dall’Isis, alla distanza di qualche mese l’uno dall’altro, evidenziano un disegno preciso dei terroristi. L’allarmismo seguito all’attacco di Parigi al giornale satirico Charlie Hebdo, alla metropolitana di Madrid e Londra; all’aeroporto di Bruxelles, sul lungomare di Nizza; a Stoccolma; al mercatino di Natale a Berlino e per ultimo l’attentato di Parigi agli Champs Elysées, non ha trovato ancora una strategia capace di combattere il nemico. Non è facile prevenire degli infiltrati subdoli fra la nostra gente, che in modo vigliacco collocano l’esplosivo a Madrid e Londra ed armano dei folli alla guida di camion per far strage di cittadini pacifici che sono a passeggio. L’analisi di questo editoriale, al di là della condanna del terrorismo che uccide cittadini incolpevoli, pone una domanda che viene spontanea: come mai il terrorismo colpisce tutta l’Europa, dalla Svezia alla Spagna, a Londra, passando per il Belgio, e che ha come epicentro Parigi, risparmia l’Italia?
Noi ovviamente continuiamo a sperare che non accada nulla di grave in Italia e nel resto d’Europa, ma è quanto meno sospetto che tutto sia filato liscio per l’Expo e per il Giubileo, eventi -alla vigilia- giudicati a forte rischio. Si può pensare che l’Italia goda di una sorta di protezione da parte del vertice della strategia del terrore? Così come al magistrato siciliano sembra sospetta l’azione di alcune Organizzazioni non governative (Ong), si può pensare che a capo del traffico di esseri umani, di coloro che organizzano i barconi, ci sia una mente che considera l’Italia una piazza di sbarco, da preservare tranquilla. Viceversa non riuscirebbero a vendere a peso d’oro i passaggi su scafi decrepiti e sovraffollati, se il nostro Paese dovesse essere teatro di stragi. Di questa situazione di tranquillità, l’Italia si è avvantaggiata anche in campo turistico rispetto a Paesi del Mediterraneo, come Turchia, Egitto, Tunisia anch’essi teatro di stragi, giudicati a rischio da chi viaggia per andare in vacanza. In un certo senso, l’Italia vive un momento di grazia del turismo, in crescita in tutte le regioni, per una serie di concause. In una situazione in cui il vivere civile dell’Europa è messo a dura prova dal terrorismo, che cosa augurarsi? La speranza risiede unicamente nella definitiva sconfitta dell’Isis e nella creazione di un vero e proprio confine europeo. È assurdo che l’Europa lasci da sola l’Italia e poi emetta anche delle risoluzioni di censura nei confronti del nostro Paese, là dove l’accoglienza non è adeguata. Ma non è facile, fare le cose giuste, di fronte alla marea di decine di migliaia di persone, che tutte le settimane approdano sulle nostre coste.
Roberto Fronzuti

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