• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’Italia spiona si lamenta di essere spiata

di Davide Giacalone | 8 Luglio 2013

Guerra fra spie

Telefono, carte di credito, fisco, pc: non c’è nulla che facciamo che non sia tracciato.

spiaIn attesa che il presidente Obama fornisca i chiarimenti promessi sarà bene chiarirsi: noi italiani abbiamo interesse a stare dalla parte degli amici Usa, a non accettare che i tedeschi provino a ostacolare l’accordo di libero scambio e anche a che la politica imperiale tedesca, condotta con le armi dell’economia, trovi da qualche parte l’ostacolo che gli europei non sono riusciti a erigere. E chiariamo anche una seconda cosa: quando i tedeschi lamentano il ritorno alle condotte della “guerra fredda”, rendono un inatteso omaggio alla memoria di Freud, visto che i nemici, in quell’era, si trovavano nella Germania dell’est. Dove risiedeva Angela Merkel. La riunificazione tedesca, figlia della fine della guerra fredda, è stata una grande vittoria europea e un grande successo della presidenza di Ronald Reagan. Supporre che oggi si possa utilizzarla contro l’Unione europea e contro gli Usa non è ingrato, è incosciente.

Poi, per carità, gli statunitensi non sono certo immuni da colpe. Né noi italiani immuni dall’averne pagato le conseguenze. Quando noi e i tedeschi avevamo la stessa posizione, in termini di politica energetica e apertura al gas russo, essi scelsero di colpire l’anello più debole, cioè noi. Sarà un caso, ma proprio in quella circostanza capitò che il capo del nostro governo fosse fotografato con sulle ginocchia la volontaria del momento, segnalando al pubblico dei rotocalchi una gozzoviglia e suggerendo a quello più avvertito che la nostra sicurezza era alquanto farlocca. Gli amici americani, del resto, non si sono mai distinti per capire molto della nostra politica. Vale per gli anni del dopo guerra e vale ancora oggi, con gli ortotteri divenuti “home cricket”. Ma una cosa era chiara alla nostra classe dirigente, quando ancora ne avevamo una: il rapporto con gli Usa non si tocca. Si litiga, se necessario, ma non si tocca. Perdiamo quell’ancoraggio e finiamo dritti fra le primavere arabe.

Mario Mauro, che forse crede di dover comprare gli F35 per allestire una forza armata autonoma e autosufficiente, anziché integrata in casa Nato (com’è, grazie al cielo), farà fatica a capirlo, ma allinearsi alle proteste tedesche e francesi significa non avere idea dei nostri interessi indisponibili. La più recente frizione fra le due sponde dell’Atlantico riguarda la politica monetaria. E segnalo che noi abbiamo tutta la convenienza a favorire la dottrina statunitense. Certo, si può sostenere che debbono farsi gli affari loro, ma il guaio è che in Europa non sappiamo farci i nostri e ci siamo imbambolati a guardare i tedeschi mentre si fanno i propri. L’Europa che mi piace dovrebbe reagine chiedendo di essere coinvolta nei programmi di sicurezza, non provando ad azzannare la potenza militare dalla quale dipende anche la nostra sicurezza. La settimana scorsa la Croazia è entrata nell’Ue, fosse stato per noi europei sarebbero ancora a farsi la guerra, mentre fu il presidente Clinton (anch’egli con ritardo) a forzare la mano e chiudere il delirio della grande Serbia. Se in quel frangente avessero spiato gli europei per capire se stavano preparandosi alla battaglia o si rassegnavano al genocidio voi avreste reagito offesi? Io avrei collaborato. Mi arruolo.

La cosa comica, in questa faccenda, e che i risentiti per le attività americane stanno eleggendo la Cina a patria della trasparenza e la Russia a terra di libertà democratica. Forse è un po’ troppo spinta, come barzelletta.

Mi hanno fatto osservare: ma come, ti batti contro le intercettazioni in Italia e poi accetti che siano altri ad spiarci? Non sono affatto contro le intercettazioni, anzi, credo che siano strumenti utilissimi di prevenzione e indagine. Sono contro l’uso giudiziario (non devono essere prove e non devono essere depositate) e la divulgazione. Dagli Usa gli unici divulgatori sono i presunti eroi della trasparenza. Piuttosto sono i nostrani tifosi delle intercettazioni con relativo costume divulgativo, perché, come dicono, “chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere” (falsi, o fessi), sono loro a cadere in totale incoerenza, sentendosi ora violati e alzando la voce per condannare.

In quanto alle vestali della privacy, garante compreso, forse sarà bene capire che in era digitale non esiste: dalle compagnie telefoniche alla carta di credito, dall’agenzia delle entrate a questo computer connesso in rete, non c’è nulla che io faccia che non sia tracciato e registrato. Il punto è: punire divulgatori e utilizzatori indebiti. Ovvero quelli attualmente osannati dai discendenti dell’antioccidentalismo e dall’antiamericanismo. L’ultima volta, per sconfiggerli, si rese necessaria una guerra mondiale. Speriamo oggi basti una mondiale pernacchia.

Pubblicato in : Primo piano

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Alberto Lopez

    13 Luglio 2013 alle 13:17

    Le ragioni sacrosante non giustificano i torti. Nemmeno degli USA. E se da una parte le reazioni europee sono eccessive, dall’altra l’indifferenza dell’opinione pubblica americana dovrebbe destare altrettanta preoccupazione. Non si svende con tanta leggerezza la propria privacy per poter lasciare (apparentemente) indisturbati un I like su FB.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti