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L’Italia , il Fantozzi dell’Unione Europea

di Claudio Bellavita | 15 Giugno 2015

Resta nel pubblico l’immagine di un’Europa madre con i ricchi e matrigna con gli altri, ai quali resta solo il ruolo del tremebondo Fantozzi.

L’’UE si avvicina, nelle sue varie formulazioni, ai 60 anni, e in questi anni sembra che si sia consolidato il principio che ci sono membri di serie A (Germania e Francia) che possono fare quel che vogliono, di serie A super, l’Inghilterra che non solo può fare quel che vuole ma che è esentata dal dare un contributo netto all’Unione, e mantiene una sorta di diritto di veto su ulteriori passi avanti dell’Unione politica. Poi ci sono i meschini, tra i quali i paesi ricchi del Nord dell’Europa e del già Benelux che fanno lega costante con i paesi di serie A.

Adesso c’è la vergognosa manfrina del rifiuto di accogliere non solo i migranti, ma persino i richiedenti asilo, per non perdere voti verso i Salvini del Nord Europa, con la strafottente conclusione che se li tengano i paesi dove arrivano. Non mi risulta che l’Italia abbia neanche provato a sussurrare che in questo caso le spese derivanti le detraiamo dal nostro contributo netto e in quanto alle multe che vengono inflitte a noi e mai ai paesi di serie A, che le stampino sulla carta igienica, per farne un uso ecologicamente appropriato . Come non risulta che l’Italia abbia posto sul tavolo il problema degli stati europei che facilitano l’evasione fiscale degli italiani, neanche dopo che la nostra maggiore azienda, la FIAT, si è scelta, sempre in Europa, una sede per l’evasione fiscale e un’altra per l’evasione giudiziaria. Chissà che risate ai nostri danni tra gli avvocati d’affari di tutto il mondo…

 

Insomma, può darsi benissimo che queste considerazioni facciano parte dei segreti conciliaboli durante i vertici europei, ma resta nel pubblico l’immagine di un’Europa madre con i ricchi e matrigna con gli altri, ai quali resta solo il ruolo del tremebondo Fantozzi di fronte ai diktat della contessa Serbelloni-Spetazzanti-Vien dalla Prussia.

 

E’ anche vero che quando Berlusconi provò a usare il brutale linguaggio del  mondo degli affari (l’Europa non è contenta dell’Italia e ci vuole dare degli ordini? bene, intanto sospendiamo i pagamenti netti da parte nostra , poi discutiamo), nel giro di pochi mesi , con quello che vedranno gli storici se chiamarlo colpo di stato o in un altro modo, fu costretto alle dimissioni e sostituito da un governo di “tecnici” così tecnici che già due delle loro leggi sono sembrate incostituzionali (altre, probabilmente, a seguire). Forse qualcuno, da qualche parte, sta pensando a un golpe per sostituire questi invadenti giuristi…

 

  • E’ anche vero che a sua volta l’Europa tende a essere il Fantozzi dell’Occidente, pronta a applicare le direttive degli USA, che vorrebbero usarci per contenere l’Impero del Male, e seguire tutte le follie della catastrofica politica estera americana.  Secondo gli USA dovremmo  addossarci di mantenere l’Ucraina mezza nazista, una faccenda pari a 10 Grecie, solo per irritare Putin, al quale abbiamo applicato, sempre su ordine USA, delle sanzioni che ci fanno perdere più soldi di quelli che servirebbero a rimettere in ordine i paesi UE in difficoltà senza sterminarne pensionati e disoccupati.

 

E sempre l’Europa- Fantozzi si appresta a votare un TTIP che mette il nostro commercio nelle mani del sistema giuridico USA e dei costosissimi avvocati delle loro multinazionali: vedrete che alla fine ci toccherà rimborsare i proprietari della Eternit, che quando hanno investito a Casale mica c’erano tutte queste storie sull’amianto…

Pubblicato in : Primo piano

Info Claudio Bellavita

claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico

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