Accanto alla lista unica un PATTO tra i partecipanti a queste condizioni:
1) fuoriuscita di tutti i partiti e movimenti del PATTO dalle giunte locali;
2) nessun abbinamento alle amministrative del 7 giugno con il PD. I candidati
alle primarie devono ritirare la candidatura;
3) ampio rinnovo generazionale;
4) dare spazio all’interno della lista ad una componente di candidati,
VISIBILE E CARATTERIZZATA, che faccia da collettore dei voti di quell’
elettorato dissenziente del centro/sinistra che chiede il pensionamento
anticipato dei dirigenti locali e nazionali del PD e di tutti i responsabili
della sconfitta del centro/sinistra e delle cavolate fatte con il governo Prodi
nella legislatura 2006/08;
In pratica lo strumento politico/elettorale ove un elettorato sicuramente
non di centro/destra e potenzialmente di centro/sinistra, che possiamo definire
il “Partito del 13 aprile”, possa dire, senza troppi complimenti, a Veltroni,
D?Alema, Rutelli, Franceschini ed altri che devono occuparsi di altro, come ha
fatto onestamente Romano Prodi;
5) dare vita ad un CLN per la riforma della politica e per la promozione di
referendum;
6) concordare, se possibile, l’ingresso nella lista per le europee di due
candidati significativi con Rifondazione Comunista ed il PdCI.
Gino Di Maro

Un CLN con una lista civica che comprenda tutti gli scontenti di centro destra e centro sinistra sarebbe auspicabile per contrastare lo strapotre dei due schieramenti maggiori.
Purtroppo in alcune sigle, soprattutto a sinistra, c’è troppa ideologia e allora diventa difficile mettere tutti insiem per realizzare il sogno di stroncare la protervia di PDL e PD. E poi c’è da fare i conti con la maggioranza degli elettori che si dichiarano per un sistema bipolare, anche se non hanno tutti i torti a causa dei troppi litigi e distiguo che si sono verificati con il sistema troppo frammentato. Dunque un vicolo cieco? Forse no.
Non sarà facile ma qualcuno dovrà pure provarci.
m.p.
Scusate, potete spiegarmi cosa oggi s’intende per ” palazzo “?
Mi pare che Mazzeo ,in luogo di sventolare bandierine ,effettuare distingui d’accatto o evidenziare pruderies fuori tempo e luogo,abbia sollevato il problema vero . Purtroppo bisognerebbe partire da lì….
Sostanzialmente d’accordo, sempre più si delinea la necessità di polarizzare fuori e in alternativa alla sfera d’influenza del PD di Veltroni, che non ne ha imbroccata una.
Senza tanta puzza al naso si convoglino le forze ostili alla supponenza antidemocratica PD-PDL (almeno 25 milioni di italiani devono voltare le spalle a questo binomio).
Francesco Attolico
Democrazia Sociale Euromediterranea Puglia
Io sono d’accordo, siccome tra i signori del palazzo non esiste piu’ destra e sinistra, ma poltrone e poltrone, a questo punto noi dobbiamo raggrupparci tutti insieme con l’unica distinzione fra soggetti dentro il palazzo e soggetti fuori, e’ l’unico modo per tirarli fuori democraticamente.