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L’intesa Europa–India in un mondo diviso

Lo hanno chiamato “la madre di tutti gli accordi” perché coinvolge due blocchi che, insieme, contano il 25% della popolazione mondiale e un quinto di tutto il commercio del pianeta. E, in effetti, l’intesa siglata ieri a New Delhi tra India e Unione Europea è di portata “storica”, come ha sottolineato il premier indiano Narendra Modi. Raggiunta dopo oltre 20 anni di negoziati, consentirà di ridurre se non azzerare le tariffe d’ingresso di beni e servizi tra il blocco dei 27 e il paese più popoloso al mondo, creando un mercato integrato di 2 miliardi di persone. Per evitare ‘intoppi’ come quelli incontrati dalla recente intesa con il Mercosur, rinviata alla Corte di Giustizia dopo il voto sfavorevole dell’Europarlamento, l’intesa con New Delhi lascia intatte le rispettive barriere all’entrata per prodotti agricoli e alimentari considerati ‘strategici’ come carne, zucchero e latticini.

di Alessia De Luca | 28 Gennaio 2026
New Delhi, Jan 27: Prime Minister Narendra Modi with President of the European Council António Luís Santos da Costa and President of the European Commission Ursula von der Leyen, at Hyderabad House in New Delhi on Tuesday.

Lo hanno chiamato “la madre di tutti gli accordi” perché coinvolge due blocchi che, insieme, contano il 25% della popolazione mondiale e un quinto di tutto il commercio del pianeta. E, in effetti, l’intesa siglata ieri a New Delhi tra India e Unione Europea è di portata “storica”, come ha sottolineato il premier indiano Narendra Modi. Raggiunta dopo oltre 20 anni di negoziati, consentirà di ridurre se non azzerare le tariffe d’ingresso di beni e servizi tra il blocco dei 27 e il paese più popoloso al mondo, creando un mercato integrato di 2 miliardi di persone. Per evitare ‘intoppi’ come quelli incontrati dalla recente intesa con il Mercosur, rinviata alla Corte di Giustizia dopo il voto sfavorevole dell’Europarlamento, l’intesa con New Delhi lascia intatte le rispettive barriere all’entrata per prodotti agricoli e alimentari considerati ‘strategici’ come carne, zucchero e latticini. Mentre Modi ha esaltato “l’inizio di una nuova era” nelle relazioni tra i due blocchi “che consentirà l’accesso al mercato europeo anche a produttori locali e piccole imprese”, Ursula von der Leyen ha detto che “questa è la storia di due giganti, la seconda e la quarta economia del mondo, che hanno scelto una partnership in cui vincono entrambe”. E ha aggiunto: “È un messaggio chiaro e forte che la cooperazione è la risposta migliore alle sfide globali”.

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Cosa prevede l’intesa?

Alcune delle principali novità introdotte dall’accordo riguardano il settore dell’automotive: i dazi per le automobili europee passeranno dall’attuale 110% al 10% con un sistema di quote che prevede un tetto massimo di 200mila veicoli all’anno. Allo stesso modo tariffe del 44% sui macchinari, del 22% sui prodotti chimici e dell’11% sulla farmaceutica saranno eliminati, mentre quelli su ferro e acciaio, oggi del 22%, diminuiranno progressivamente fino a scomparire entro i prossimi 10 anni. Le tariffe del 36% su numerosi prodotti alimentari europei saranno ridotte o eliminate, mentre quelle sui vini – attualmente al 150% – passeranno al 75% e potranno diminuire fino al 20%. Allo stesso modo, quelle sull’olio d’oliva passeranno dall’attuale 45% a 0 nei prossimi 5 anni. Anche le tariffe su prodotti processati – come il pane e i dolci confezionati, che attualmente sono al 50% – saranno azzerate. Prima di entrare in vigore l’accordo dovrà passare al vaglio del parlamento europeo e del congresso indiano, ma gli analisti non si aspettano brutte sorprese. “In un’epoca di guerre commerciali e coercizione da parte delle grandi potenze, New Delhi e Bruxelles hanno scelto non di ritirarsi, ma di allinearsi”, afferma Brahma Chellaney, del Centre for Policy Research di New Delhi, aggiungendo che l’accordo renderà le relazioni tra i due blocchi un’ancora strategica per l’ordine globale del XXI secolo”.

Non solo commercio?

L’intesa riguarda principalmente il commercio, certo, ma non si limita solo a quello. Per aiutare New Delhi a superare la nuova tassa sulle emissioni di carbonio applicata dall’Unione su acciaio, prodotti chimici e altri beni, Bruxelles ha promesso 500 milioni di euro di investimenti per sostenere gli sforzi dell’industria indiana per la decarbonizzazione. Inoltre è stato concordato un nuovo quadro normativo sulla mobilità che alleggerisce le restrizioni per i professionisti che viaggiano tra i due continenti. Non da ultimo, i due blocchi stanno portando avanti colloqui sulla cooperazione in materia di sicurezza e difesa finalizzati a integrare le rispettive catene di approvvigionamento per creare ecosistemi affidabili in settori quali la sicurezza marittima, le minacce informatiche e la difesa. Anche per questo è improbabile che la Casa Bianca accoglierà positivamente l’annuncio dell’intesa. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha già espresso critiche al riguardo: “Gli Stati Uniti hanno fatto sacrifici molto più grandi degli europei. Abbiamo imposto dazi del 25% all’India per l’acquisto di petrolio russo. Indovinate cosa è successo? Gli europei hanno firmato un accordo commerciale con l’India – ha detto Bessent ad ABC News – e, giusto per essere chiari, il petrolio russo finisce in India, i prodotti raffinati escono e gli europei li acquistano. Praticamente stanno finanziando la guerra contro sé stessi”.

Una risposta al protezionismo trumpiano?

Dopo 20 anni di negoziati, a dare la spinta decisiva per l’intesa è stata la coercizione tariffaria americana da un lato e il predominio delle esportazioni cinesi dall’altro. La scorsa settimana il presidente americano aveva minacciato di inasprire i dazi contro otto paesi europei a causa della disputa sulla Groenlandia, prima di fare marcia indietro. Mentre Washington ha imposto all’India dazi del 50% finché non accetterà di firmare un accordo commerciale bilaterale. Sia Bruxelles che New Delhi “sanno di aver bisogno l’uno dell’altro come mai prima d’ora – osserva Garima Mohan, ricercatrice senior del German Marshall Fund – soprattutto in un mondo così frammentato in cui è molto, molto difficile instaurare partnership di fiducia”. L’accordo diventa così non solo un’intesa commerciale, ma un messaggio politico: l’Ue e l’India stanno indicando che un’altra via è possibile: la cooperazione anziché lo scontro, la diversificazione anziché l’isolamento. In questo processo, sottolinea Von der Leyen, l’Europa non è sola. “Dal Canada all’India, dall’America Latina al Sud-Est asiatico, i paesi sono alla ricerca di un modello che preservi l’apertura riducendo al contempo la dipendenza – scrive la presidente della Commissione in una lettera aperta pubblicata da vari quotidiani europei – L’Europa vuole essere al centro di questo processo, non come spettatrice ma come motore”.

Il commento

Di Nicola Missaglia, ISPI

“L’accordo commerciale tra Unione Europea e India è molto più di un accordo sui dazi: è una dichiarazione politica in difesa del libero scambio in un’epoca di ritorno ai muri tariffari. Pur non essendo un accordo perfetto – con esclusioni e compromessi inevitabili – segna comunque una scelta netta a favore di cooperazione, regole condivise e interdipendenza tra democrazie, proprio mentre gli Stati Uniti rimettono in discussione le regole che avevano contribuito a creare. È un passo verso una maggiore autonomia strategica reciproca e catene del valore meno esposte a pressioni coercitive. Proprio per questo, dopo la firma, sarà cruciale evitare veti e rinvii: la credibilità di questo messaggio passa da una ratifica rapida e senza ostacoli”.

Alessia De Luca

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Alessia De Luca

Journalist, Advisor for Online Publications, Responsabile ISPI Daily Focus
Relazioni Translatantiche. Alessia de Luca is a professional Journalist and an expert of US politics, in charge of the daily newsletter ISPI Daily Focus and of the Focus USA2024. She has served as Middle East and Northern Africa correspondent from 2005 to 2009. Previously at Skytg24, she also contributed for RAI and Radio Vaticana. Her works were published among others by La Stampa, Lifegate, Nigrizia, Avvenire and EastWest.

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