Pochi, anzi quasi nessuno, ne ha parlato. Ma in occasione della manifestazione di Vicenza si è avuto da alcuni membri del governo la dimostrazione di una cultura istituzionale che definire preoccupante è usare un eufemismo. In questa gara, davvero singolare, la medaglia d’oro spetta al sottosegretario Paolo Cento. Il giorno prima della marcia il Nostro ha rilasciato una dichiarazione che sostanzialmente diceva che l’unico pericolo che c’era a Vicenza era che “pezzi delle Istituzioni” infiltrassero qualcuno nel corteo per provocare disordini. Come se non fossero anche lui e la sua maggioranza a rappresentare quelle istituzioni che, secondo lui, si apprestavano ad agire da provocatori. Poi l’altra perla, a manifestazione conclusa: “l’unico sconfitto è stato il ministro Amato”. Il titolare del dicastero dell’Interno aveva infatti richiamato l’attenzione di tutti sul pericolo che a Vicenza potessero esserci dei disordini e questo agli occhi di Cento, paladino più dei no global che delle forze di polizia, era stata un’offesa grave. Per cui il fatto che tutto fosse andato bene, cosa che naturalmente si augurava ogni persona di buon senso, era la dimostrazione che quella di Amato era stata una provocazione. Peccato che Amato sia il ministro dell’Interno, cosa che Cento dovrebbe sapere visto che fanno parte dello stesso governo, e che il suo compito, istituzionale, sia proprio quello di operare per “prevenire” eventuali disordini e quindi metterli nel conto, sempre e comunque. Questo indipendentemente da Vicenza. Quella manifestazione però non era una manifestazione qualunque. Non solo per una parte dei partecipanti, centro sociali e no global, ma anche perché a pochi kilometri di distanza, e nei giorni immediatamente precedenti, era stato scoperto un arsenale di affiliati alle nuove Br, un’organizzazione eversiva che trae alimento e quadri da molti settori della sinistra massimalista presente in forze alla manifestazione vicentina. Per tutte queste considerazioni il potere di vigilanza di Amato era ancora più doveroso. Così è stato. La verità allora è all’opposto di quella detta da Cento. Amato e il governo, nonostante alcuni suoi membri, hanno vinto la sfida di Vicenza. E’ un bene per la democrazia. Il male è avere al governo gente come Cento e compagni.
L’inesperienza di Cento
Il sottosegretario Cento sparla su Vicenza. Bisogna capirlo, non sa ancora cosa vuol dire essere al Governo

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