La storia passata e recente, ci insegna che in tutti i Paesi in cui sale al potere il totalitarismo, da un giorno all’altro, la libertà di stampa viene a mancare.

La storia passata e recente, ci insegna che in tutti i Paesi in cui sale al potere il totalitarismo, da un giorno all’altro, la libertà di stampa viene a mancare; improvvisamente, da un giorno all’altro, senza preavviso, proprio come accade con il venir meno dell’acqua. Si vorrebbe correre ai rimedi, ma è troppo tardi. Gli editori non sono più liberi di pubblicare, senza essere sottoposti alla censura preventiva. I giornalisti non possono più andare in giro a fare domande. Il conformismo cala sulla carta stampata, che finisce per far parte di un unico coro. Pensiamo che la “metafora dell’acqua” renda bene l’idea.
Quando sentiamo dei personaggi come Silvio Berlusconi e Beppe Grillo, che criminalizzano i giornalisti, c’è da inorridire, perché costoro compiono un grave atto d’irresponsabilità. Berlusconi dimentica che è diventato ricco grazie all’informazione dei giornalisti, che tengono in piedi i suoi canali televisivi. Beppe Grillo, senza il quotidiano fiume di articoli dedicato dalla carta stampata, sarebbe un illustre sconosciuto.
La libertà di stampa è la libertà del Paese. I giornalisti devono essere rispettati da vivi e non essere onorati da morti (sono le parole del direttore di Radio Siani, l’emittente che porta il nome di un giovane martire del giornalismo)
Alle parole del direttore Gaetano Busiello, aggiungiamo che il cittadino deve difendere la libertà di stampa. Solo difendendo i giornalisti, i cittadini salvaguarderanno la propria libertà, in senso lato. L’Italia gode già di un triste primato; è l’unico Paese dell’Europa occidentale considerato a rischio. La classifica di Freedom House, riguardante la libertà di stampa, confina l’Itala oltre il 70° posto. C’è veramente da preoccuparsi.
La storia insegna che la libertà di stampa la si può perdere in un attimo. Basta un colpo di stato o più semplicemente una legge approvata dal parlamento. Se andiamo a guardare le storie passate, ci vogliono mediamente vent’anni per uscire da una dittatura.
In questi giorni la categoria dei giornalisti è stata onorata dalla candidatura di Milena Gabanelli alla presidenza della Repubblica; un bel riconoscimento. Ma molti non sanno che Report e la sua conduttrice hanno ricevuto querele e richieste di risarcimento per 500 milioni (mille miliardi di lire). I periodici indipendenti, come il nostro, sono bersagliati giornalmente da querele e lettere minatorie, tese ad intimidire chi scrive ed ha il solo torto di andare alla ricerca della verità. Nel 2011, nel mondo, sono stati uccisi 102 giornalisti.
Quando ascoltate dei demagoghi populisti (l’elenco sarebbe lungo), ricordatevi di queste cifre.

Grandissimo Roberto, come sempre il mio vecchio maestro di giornalismo.
Un abbraccio
Cesare