Due ragazze
lesbiche si baciano in un bar. Il gestore le caccia. Il Gay center, nonostante
le scuse successive del gestore, chiede che al bar sia ritirata la licenza (1).
Le leggi contro l’omofobia ci sono e andrebbero
forse anche migliorate. Così come ci sono le leggi contro la violenza
personale, le aggressioni e tutto quello che in qualche modo può offendere il
corpo e la dignità personale, e anche queste forse andrebbero migliorate.
Nonostante questo accadono fatti come quelli di
cui parliamo. Non solo, ma, specialmente per alcuni comportamenti
dell’omosessualità maschile (quella femminile, a parte mediamente i bacchettoni
religiosi, “arrazza” anche i più tenaci maschilisti) essere presi in giro,
quando non sono vere e proprie minacce o ingiurie, è frequente.
E’ evidente che, preservati i diritti della
persona alla sua integrità, il problema è culturale. E purtroppo c’è qualcuno,
come il nostro Gay center, che è convinto che la cultura possa essere indotta
con la legge, percepita e vissuta come violenta nel caso del ritiro di una
licenza, cioè impedendo ad una persona di poter lavorare. Estremizzando ci
viene un paragone: le stelle gialle giudaiche sui negozi, e la chiusura degli
stessi, durante l’esplosione anti-ebraica del secolo scorso in Europa: sei di
una cultura che io combatto, ho la legge dalla mia, ti indico come reprobo e ti
impedisco di lavorare. I risultati di quell’approccio sono storia nota.
Se c’è un metodo per far capire a qualcuno che
ciò che pensa è culturalmente dannoso agli altri ed anche a se stesso, non è
proprio la punizione, l’emarginazione (metodo Gay center), ma il confronto, la
discussione, anche con la provocazione intellettuale… cioé portare a ragionare
una persona sulla utilità per tutti e per se stesso di convivere anche con ciò
che gli è culturalmente più lontano; non far sentire questa persona come
costretta ad accettare il diverso, ma convivere nel rispetto reciproco.
Noi auspichiamo che l’amministrazione del Comune
romano non prenda per niente in considerazione il suggerimento “talebano” del
centro di assistenza ai gay; così come non prenda mai in considerazione
provvedimenti contro quei luoghi in cui, entrando una donna di bell’aspetto,
quest’ultima sia apostrofata ed invitata in svariati modi a concedere
prestazioni sessuali.
Tutti fatti che vanno denunciati e su cui
stimolare il confronto, soprattutto tra chi è di comportamenti e vedute
opposte.
Come iniziativa di sensibilizzazione pubblica, a
nostro avviso, sarebbe opportuno, viste anche le scuse del gestore del bar di
Carpineto Romano, andare a trovarlo per ringraziarlo, prendersi una caffè al
suo bancone e, con discrezione, uomini con uomini, donne con donne e queste ultime
con uomini, scambiarsi un bacio mentre si gusta questo caffè. Sorridendo e
ringraziando della sua presa d’atto dell’esistenza di esseri umani diversi dai
suoi standard.
1 – Qui la notizia come la riporta l’agenzia
Ansa:
Una giovane coppia gay di ragazze di 19 e 24
anni e’ stata allontanata da un bar di Carpineto Romano, nell’hinterland
capitolino, dopo che le due giovani si erano scambiate un bacio. Lo riferisce
il Gay Center. “L’episodio – spiega Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay
Center – e’ inaccettabile, come lo sono le scuse banali e tardive del gestore
giunte tramite social network della pagina del bar. Per questo chiediamo al
Sindaco Stefano Cacciotti di verificare ed eventualmente ritirare la licenza al
bar, dando un chiaro segnale contro l’omofobia e le discriminazioni”.
“La vicenda – aggiunge Marrazzo – avviene in un piccolo paese della
provincia, dove e’ piu’ complesso vivere la propria omosessualita’ alla luce
del sole. Le due ragazze denunciano una situazione di disagio anche in
famiglia. La piu’ giovane e’ stata cacciata di casa appena maggiorenne per via
della sua relazione, ed entrambe hanno subito violenza. E’ necessario un piano
concreto contro l’omofobia che preveda anche azioni
capillari sui territori e che offra supporto e
servizi a chi vive delle discriminazioni”.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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