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“L’evoluzione” culturalpolitica: dal liberalismo, al liberismo, al libero cannibalismo

Negli ultimi quattro secoli, eserciti di filosofi ed economisti hanno cercato di dimostrare che nella formazione dei cervelli e nel governo dei popoli, la cultura è più efficace della politica. Ed è verissimo. Oggi il rapporto professori studenti è “idilliaco”: le bacchettate sulle mani educative sono considerate diseducative.In un popolo ignorante, non sono mai mancati geni, eroi e santi; e quindi nessuna politica è mai riuscita a garantire un fallimento “perfetto”. Ora invece la bancarotta cultural politica è impeccabile e a 360 gradi.

di Franco Luceri | 18 Maggio 2025

Negli ultimi quattro secoli, eserciti di filosofi ed economisti hanno cercato di dimostrare che nella formazione dei cervelli e nel governo dei popoli, la cultura è più efficace della politica. Ed è verissimo. Oggi il rapporto professori studenti è “idilliaco”: le bacchettate sulle mani educative sono considerate diseducative.In un popolo ignorante, non sono mai mancati geni, eroi e santi; e quindi nessuna politica è mai riuscita a garantire un fallimento “perfetto”. Ora invece la bancarotta cultural politica è impeccabile e a 360 gradi.
Perciò possiamo affermare che l’uomo, (salvo rarissime e illustrissime eccezioni) con o senza libertà, con o senza istruzione, con o senza soldi, con o senza proprietà, con più stato o meno stato, è un finto “animale sociale”, con spiccato talento economico, in grado di spremere profitti a proprio vantaggio dai singoli, dall’intera comunità mondiale e dall’intero pianeta, tanto da rendersi ingovernabile.

E non è tutto. Gli strumenti culturali, giuridici o finanziari, che possano governare la generazione attuale di “animalspirits“, (così definiva gli imprenditori John Maynard Keynes), senza danni per la collettività e per il pianeta, non li hanno ancora inventati.

Baudelaire diceva: “per il mercante, anche l’onestà è una speculazione”.

Quindi aveva ragione Marx a voler limitare libertà e proprietà ai singoli individui per accrescere il potere dello Stato. Ma dal 1991, col fallimento dell’Unione Sovietica e del mezzo mondo comunista, abbiamo la prova che lo Stato, con più potere o meno potere, in mano ai burocrati irresponsabili di tutte le razze, comprati o costretti dalle potentissime multinazionali mondiali, non può che finire in bancarotta.

Esattamente ciò che aveva detto nel “Secondo trattato sul governo civile” John Locke, primo padre nobile del liberalismo, (nel 1690) con queste parole:
“la pacifica convivenza degli uomini potrebbe però trasformarsi in uno stato di guerra quando qualcuno con la forza potrebbe andare contro la legge di natura e violare i diritti altrui.
Per evitare questa situazione, gli uomini decidono quindi di creare uno stato civile che salvaguardi, attraverso le leggi, i diritti dei cittadini. È dunque uno stato che nasce dal consenso e che si fa unicamente tutore della difesa della libertà dell’uomo”. Si, a cannonate!

Dopo un secolo e mezzo, il “liberalismo” di John Locke è evoluto nel “liberismo” di Adam Smith, una forma di ulteriore dieta dimagrante per lo Stato e ingrassante per gli “animalspirits” imprenditoriali. E dalla caduta del Comunismo ad oggi, il liberismo ha girato e rigirato il mondo come una frittata, fino a legalizzare ahinoi il LIBERO    CANNIBALISMO  tra individui e tra Stati definiti democratici, ma sbranati dalle gigantesche multinazionali mondiali della cultura, politica, mercato e finanza.

Ora siamo in pieno in quello stato di guerra temuto da John Locke quasi tre secoli e mezzo fa e dal 1850 certificato da Marx ed Angels.
L’insaziabile fame di libertà, proprietà e potere istiga noi poveri umani (sempre salvo eccezioni) al cannibalismo.

Su qualunque gradino sociale possa collocarci la cultura, anche la massima, ci muoviamo solo per prendere dagli altri più di quanto diamo. Per spremere tutto ciò che ci capita sotto mano, anche quando fingiamo di dissanguarci da filantropi.

Marx diceva, “sè il denaro, secondo Émile Augier, viene al mondo con una macchia di sangue sulla guancia, il capitale nasce grondante di sangue e fango dalla testa ai piedi”.

Dopo tre anni di fiumi di sangue versati in guerra (nei 56 conflitti armati che ora ci sono nel mondo) è arrivata la “miracolosa politica pacifista trampiana“, che senza spargimenti di sangue umano, (solo sangue finanziario) a colpi di crolli e speculazioni di borsa ha spostato e concentrato montagne di ricchezza dai poveri milionari, ai trilionari straricchi e stagionati.

Nel mondo non è mai esistita una cultura capace di migliorare gli individui in modo che la politica possa convertirli in Popolo. 
E senza VERI POPOLI sociali e solidali, gli Stati erano e sono una tragica finzione giuridica mangia soldi, con l’unica “legalissima” finalità: conservare ignorante il gregge sociale, affidato ai “pastori” miopi e ingordi della borghesia impiegatizia e professionale che credono di saperlo sfruttare, ma non sanno di offrirlo e di offrirsi in pasto a poche decine di famelici e potentissimi cannibali mondiali che commossi ringraziano.

Franco Luceri

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, borsa, comunismo, consenso, convivenza, danni, fallimento, filosofi, governo, john locke, mercato, mondo, natura, professori, soldi, studenti

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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