Caro Direttore,
ho letto il tuo splendido editoriale “Arduo cavarne le gambe….” e convenuto la tua analisi pura e limpida come l’acqua di sorgente del Monviso.
Nell’attuale classe politica sembrano trionfare i Caini e i Bruti, mancano gli Abeli e soprattutto non ci sono Cesari.
Tante figure autoreferenziali ridicole più simili ad “Un dittatore dello stato libero delle Bananas” che a statisti pronti al sacrificio in prima linea per la Patria.
Quaquaraquà che inseguono i sondaggi in diretta dallo smart phone ed in base agli stessi sparano bordate ora a destra ora a manca, senza un programma preciso da costruire passo a passo guardando dalla realtà ai prossimi vent’anni.
Il programma è liofilizzato al loro obiettivo: il potere.
Nessuna personalità originale, carismatica, culturalmente evoluta, armata di esperienza, sapienza e pazienza, nessuno che abbia queste virtù Pasquali cui unisco generosità e senso dello Stato.
Una rissa costante, ma questo da anni, con evoluzioni degenerative dal “stai sereno” a Letta, che ha qualificato il calciatore Fiorentino, ai giorni nostri.
Auguri Italia: copio il tuo finale, ma continuo.
Da cofondatore di un Rete d’Impresa del settore infrastrutture mi sono dovuto sorbire la lettura di quest’ultimo DPCM, quello presentato ieri in pompa magna con aizzamento della oramai usuale rissa.
Ho letto questo enciclopedico geroglifico, non per masochismo, ma alla ricerca di fonti di finanziamento per le imprese aderenti, bloccate nei lavori, ma non nei loro scadenziari di fine, per dare qualche nota di speranza ai loro dipendenti, certo di trovare la liquidità promessa in diretta TV già pronta, senza burocrazia, salvo quella strettamente necessaria per non mettere in mano i denari direttamente ai delinquenti.
Ho letto e riletto, aperto più volte il vocabolario tardo Egizio per comprendere questa scrittura crittografata e mi sembra alla fine di aver compreso perché devono scrivere centinaia di pagine per dire un concetto semplice:
si tratta di prestiti. Devono riempire di vuoto il niente. Le imprese già indebitate a causa di questa crisi improvvisa e imprevedibile devono indebitarsi per pagare i debiti.
Possiamo poi disquisire sulle garanzie dello Stato o degli enti che lo stato ha preposto a questo scopo per garantire a loro volta le banche, ma il risultato non cambia: sono prestiti, per favore scrivetelo in Italiano!
Nessun programma per la ripresa: questo, sembra, verrà affidato ad un comitato di manager e professori universitari.
Con tutti il rispetto per questi titolati avrei preferito che assieme a loro fosse unito, come gruppo di maggioranza un certo numero di rappresentanti della nostra società civile, quelli che lavorano e creano reddito e ricchezza.
Un paio di imprenditori di quelli che nel dopo guerra, pezze al culo e olio di gomito, ha creato fortune per se per le aree dove ha dato vita alle proprie attività, un paio di artigiani e agricoltori di quelli che hanno inventato marchi e mercati, un operatore turistico internazionale, un sindacalista che provenga dal lavoro, un giovane imprenditore 4.0, ecc..
Tutti avvocati, professori e manager di grandi società, con tutto il rispetto che ribadisco per queste figure, ma qui bisogna tornare alle modalità di grinta, ingegnosità e vitalità di chi ha letteralmente inventato il nostro benessere da un cumulo di rovine.
E’ probabile che questi nostri concittadini, questo tesoro di esperienze, aiutino questi dotti, medici e sapienti a riscrivere in Italiano comprensibile questi fangosi DPCM e che portino questa classe dirigente a dire finalmente agli Italiani quello che gli Italiani si aspettano: la verità e le soluzioni possibili per le nostre risorse.
Un saluto cordiale
Fiorenzo Da Ros

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