E’ in atto una rivoluzione sociale silenziosa e permanente, si annida nelle pieghe più riposte della quotidianità, impedendo lo svolgimento proficuo della stessa. Non è un’astuta rivoluzione di matrice borghese, né una consapevole rivolta del c.d “Quarto Stato”. I gestori di ristoranti, bar, lidi, alberghi lamentano la mancanza di personale idoneo ad un aiuto nella conduzione delle loro imprese. I professionisti non riescono a reclutare assistenti nei loro uffici e governanti per le loro case. Potrebbe essere utile un richiamo all’apologo delle membra pronunziato da Menenio Agrippa nell’anno 494 a.C.. Una rivalutazione (anche in termini economici) dei ruoli sociali ed una riaffermazione della importanza della diversificazione costruttiva degli stessi sono quanto mai opportune, per evitare che la società “omologata” si appiattisca tristemente nel dolce far nulla.
Antonella Perrini – Notaio

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